Anassimene […] Azzurro

Anassimene di Mileto

ANASSIMENE
1.
Condensazioni e rarefazioni di un unico elemento:/ e ti appare il mondo./ Aria l’ha chiamato il grande antico.

ANDARE
1.
Sono Andato stamattina dove il mare è verde,/ dove le nubi galoppanti spopolano la spiaggia,/ e l’onda profondamente penetra la riva.

ANGELI
1.
Noi, gli Angeli dei fiori./ Angeli buoni e Angeli cattivi,/ comunque vita sulla vita che vede quei colori.
2.
Un Angelo che cammina in me, come io nel bosco,/ io non lo nego, anzi è naturale.
3.
Né il colore di sé né il suo profumo,/ il fiore vede e sente./ Li coglie l’uomo./ E l’Angelo è un uomo con le ali/ che è volato fuori di sé/ per vedere la sua faccia.
4a.
Dopo di me l’Angelo./ Annuncerà e guiderà la rinascita.

ANIMA
1.
L’Anima tu la senti,/ come il fiore, la luce./ Quella è il divino più vicino a te/ e quando si allontana cominci ad appassire/ e a morire, come d’autunno il fiore.

ANIMALE
1.
L’Animale vede da un’altra posizione temporale,/ quindi non come noi sicuramente,/ cioè non vede le cose dentro ad una mente, come l’uomo./ Non c’è la linea retta illimitata,/ il cerchio, il punto, il piano./ Non c’è la mano, il viso, il sorriso, il pianto./ Non c’è l’incanto delle albe e dei tramonto./ Non c’è numerazione e neppure una ragione/ che lui ci sia e che ci sia la cosa./ Per l’Animale ogni cosa si sporge in una notte,/ perché manca il Logos che le unisce.

2.
Guarda un Animale e vedi un blocco della vita,/ una strada senza uscita che è rimasta.
1a.
Gli Animali mi appaiono tentativi innumerevoli/ per formare e perfezionale la struttura del cervello.
2a.
E prove innumerevoli per accrescerlo.
3a.
E mutamenti innumerevoli per evolverlo.

ANIMALITÀ
1.
L’Animalità è ormai tempo di lasciarla.
2.
È quasi tutto legato ad essa:/ tempo di vita, per esempio,/ dalla nascita alla morte,/ e quindi una direzione prefissata/ e l’essere rivolti da una parte sola.
3.
Quest’Animale tutto indirizzato non può bastarmi più./ Il gioco è fatto da tanto tempo ormai, che è sciocco il rimanere.

ANNEGAMENTO
1.
Sfera d’Annegamento è ormai il pensiero.

ANNI
1.
Se dici che il cielo ha tanti anni,/ li ha soltanto ora che lo dici.

ANTICIPAZIONE
1.
Non è strano, anche se lo sembra, anzi non può essere che così:/ la Porta di cui tanto ho qui parlato/ è quella che divide la vita umana e morte./ E perciò è uno solo il luogo e il momento del passaggio./ Il resto, quello che ci accade nella vita e che anch’io racconto/ è conoscenza e Anticipazione.
2.
La mia vita è quest’Anticipazione della fine,/ che è, dunque, simile ad un progetto/ svolto fin nei dettagli.

ANTRO
1.
Il mondo è un Antro discoperto/ da questa ragione mia che vede ed espone.

APERTA
1.
È Aperta soltanto la Porta di Dio nella tua casa./ O trovi quella o rimani qui rinchiuso.

APOCALISSE
1.
Dobbiamo solo aspettare per l’Apocalisse./ Incamminati come siamo da quella parte,/ non tarderemo molto ad incontrarla.

APODITTICO
1.
Si dice che non c’è più niente d’Apodittico:/ principi, certezze, fondamenta./ Invece c’è la morte.

APPARENZA
1.
È il corpo appresso alle Apparenze:/ al sole che sorge e che tramonta,/ all’albero che nasce e sembra nuovo./ E tu appresso al corpo e non ti stacchi.
2.
Se ti stacchi lasci le Apparenze,/ queste antiche apparizioni della vita.
3.
Mi hai detto che è vero questo mondo/ e che un sogno non è e non rimane./ Ed io ho scritto una parola sulla sabbia/ che immantinente l’onda l’ha spianata.

4.
Intessere con la luce è un altro sogno,/ che poi scompare quando scende notte.
1a.
Il pensiero è l’Apparenza d’ogni cosa.

1b.
Siamo dei composti abbastanza elaborati e complicati, o almeno così sembra,/ che hanno costruito e continuano ad ampliare un ambiante/ adatto per la vita e lo sviluppo./ L’ambiente è stato reso visibile e udibile attingendo da fonti sconosciute./ L’ambiente e il mondo, ma da dove si è attinto non si sa,/ o si sa soltanto che movimenti per lo più invisibili – vibrazioni e onde -,/ diventano suoni e figure./ Sappiamo ancora che ciò che si vede e si sente,/ può diventare anche denso e pesante quando lo tocchiamo,/ perché i movimenti circolari e vorticosi degli atomi/ che lo compongono, si oppongono alla penetrazione./ Siamo Apparenze, perciò, in un mondo Apparenziale,/ che l’intelletto ordisce e i sensi proiettano.
1c.
Cosa c’è di là dalle apparenze, o prima di esse?/ ecco il mistero da scoprire;/ perché ciò che è prima – appunto le apparenze -,/ sono già costruzioni umane/ o combinazioni dove c’entra anche l’uomo/ che ognuno poi rivede, risente, ritocca ogni volta che si sveglia,/ e cui può aggiungere, se gli riesce,/ qualcosa di personale prima di lasciare il campo./ Ma cosa c’è prima io non lo so,/ e non l’ho trovato scritto da nessuna parte./ O si conosce soltanto qualche nome/ dato a quel prima, da chi come ho fatto io/ s’è posto la domanda:/ Dio, Tao, Abisso, Tenebra, Innominabile – perché i nomi li ha tutti -,/ Invisibile – perché è tutto contemporaneamente./ Ma io che cerco cosa c’è prima delle apparenze, / o chi c’è prima, conosco forse me stesso,/ da dove vengo, dove vado!/ Allora non è solo là fuori il segreto da svelare,/ è anche dentro, è uno-tutto, cioè io e il mondo./ Dio, Tao, Abisso, Innominabile, Invisibile…è il segreto/ e se potessi svelarlo sarei Dio, Tao, Abisso, Innominabile, Invisibile…
1d.
Non posso certo dire che sia cambiato il suo Sostrato/ se il mondo è così diverso stamattina,/ è tutto ricamato d’oro e brina/ bianca la terra e colorato il cielo./ Non posso immaginare d’essere io il suo autore/ se era così diverso le altre volte,/ e tuttavia è legato ad una sorte/ che io viva e veda per dar fuoco al cielo.

APPARIRE
1.
Il mondo Appare nel pensiero, che è il nulla/ (o il tutto) della cosa che appare.
2.
Io so dove Appare la cosa,/ in ciò che la cosa non è,/ e non c’è se non appare la cosa.
1a.
L’Apparente è sempre un emergente in una luce.
1b.
Si può pensare a perfezionamenti d’Apparenze,/ cioè a visioni di visioni.
1c.
In quest’apparente nella vita/ che abbiamo chiamato spazio e tempo,/ c’è una Porta.

APPARIZIONI – SPARIZIONI
1.
A trarre volti dal nascosto/ siamo chiamati,/ e parole dal silenzio.
2.
Si manifesta così il pino e il bosco,/ il cielo azzurro e la luce della stella.
3.
Se si perde l’esistenza sparisce quest’azzurro,/ se si chiude l’occhio sprofonda questa luce.
4.
Innumerevoli presenze hanno accesso all’esistenza/ e in essa sono trattenute e mantenute.
5.
Si contano e si collegano le stelle/ con disegni della vita e del pensiero.
6.
Sono costanti le Apparizioni delle stelle/ dentro la sfera del risveglio umano./ Ad intervalli regolari il Risvegliato attinge al cielo.
7.
Sono ben fissate le stelle nell’antico./ Pietre del cammino ben impiantate.
8.
Altre Apparizioni cominciano e finiscono./ A volte velocemente appaiono e scompaiono./ Anche il corpo del vegliante ha inizio e fine.
9.
La cosa è un’Apparizione nella vita,/ e se la vita si mantiene resta la cosa.
1a.
Se la vita è un interno dove appaiono le cose,/ la nuova avventura è aprire fori sulla scorza che le contiene/ per vedere un altro aspetto della Luce.

APPARTENENZA
1.
Appartenenza al Logos è la mia vita./ Quella del fiore è l’Appartenenza al sole.

ARCA
1.
La parte alata di me dovrebbe uscire/ come la colomba dall’Arca./ Ma è ancora tempo di diluvio.

ARCANO
1.
Un Arcano ci sembra questo mondo/ sospeso fra un fondo oscuro imperscrutabile/ e una cima irraggiungibile di luce.
2.
E ciò che sale dall’abisso e scende dalla cima/ diventa suono e figura: ecco l’Arcano.

3.
Un Arcano sospeso, un sogno sostenuto/ e mantenuto è questo mondo./ E tuttavia è questa la dimora.
4.
È solo una scrittura tutta nostra/ questa figura di cielo, mare e terra.
5.
Nel nostro lungo sonno che perdura,/ abbiamo collocato basi in terra/ e punti di riferimento dentro il cielo.
1a.
Ma io riesco a vedere solo due passi,/ uno in su e uno in giù di quest’Arcano.
2a.
Per aumentarlo semmai, e poi nient’altro./ Aumentarlo per me e compagnia.
3a.
Iddio, se c’è, è uno molto avanti,/ che ha più cielo e più terra di noi per apparire.

ARRIVO – ARRIVARE
1.
S’Arriva nella sfera del Logos.
2.
“Da pesanti catene incatenata”./ Così la percepì il veggente quando è entrato.
3.
Quindi una pianta iscritta/ dentro il Logos quest’umano.
4.
L’iscrizione dentro il Logos, come l’albero nel sole,/ sembra la prigionia di questa vita.
5.
Il fiume è arrivato alla sua foce/ e il mare ha raggiunto la sua piena.

ARROCCAMENTO
1.
Gli uomini stanno perpetrando/ e attuando intensamente la loro fine di mondo./ Di questa civiltà rimarranno soltanto Arroccamenti/ simili ai ruderi di fortezze delle epoche buie/ del passato che si stagliano sui dirupi./ Essi saranno illuminati da luci atomiche/ e controllate da intelligenze artificiali.

ARTE
1.
Incontro di cose della terra e del sole,/ pietre, legno, terre colorate,/ col soffio di vita dell’umano,/ e intercede la mano, l’occhio e il cuore.

ARTIFICIALE
1.
Le donne d’oggi,/ sono uomini artificiali.
2.
La luna e le stelle sono offuscate/ dalle lampadine elettriche/ e scompaiono le loro profondità.

ASCENDERE
1.
Ascendere alla luce che sta/ sopra l’ultima luce che si vede/ è la via dell’immortalità.

ASCENSIONE
1.
Quest’Ascensione dalla terra al cielo,/ dalle tenebre nella luce,/ quando il sole chiama e il Logos chiama,/ ha nome vita umana.
2.
Si può anche cadere a cosa chiusa e ristagnare/ come accade alle piante nell’inverno,/   a tanti animali nelle tane/ e all’uomo in questa fine di civiltà./ Ma se il battito non cessa della vita/ e se non si spegne il sogno,/ si è pronti a risalire quando la luce chiama,/ o con altra veste si è invitati a riapparire.

ASCOLTO – ATTESA
1.
Quando ti trovi nell’Attesa e nell’Ascolto/ per carpire dall’invisibile un altro segnale del cammino/ puoi tenere gli occhi chiusi e gli orecchi tappati/ perché non sono essi che lo colgono.

ASPETTATIVA
1.
Sei in Aspettativa nel tuo corpo/ come un seme nella terra./ Ma soltanto se giungi a primavera/ esce il tuo fiore.

ASPETTI DEL MONDO
1.
Noi lo solleviamo dal profondo l’Aspetto che ci appare,/ e immantinente s’inabissa dopo il passaggio./ O c’è memoria che lo tiene a galla.
2.
Chi si ferma crede il mondo cosa ferma,/ un immutabile aspetto crede che sia.

3.
Un passaggio per luoghi del Signore è questa vita,/ e ogni volta il più luminoso sta più avanti,/ e spesso mi sembra di andare tanto piano.
4.
Se non ti muovi, rimane fermo quest’Aspetto/ che chiami mondo, ma è solo una sua faccia.
5.
Camminando per le terre del Signore/ cogliendo Aspetti, ma è lento quest’andare.
6.
A volte si rimane una vita dentro ad un solo Aspetto,/ e tu lo senti ma non riesci a superare.
7.
Io so che c’è terra sulla terra, luce sulla luce,/ e conosco il passaggio e ho intravisto./ Ma ancora non ho mezzi per emigrare.
8.
Nelle terre del Signore una luce è il sole,/ e lo ripetono le altre stelle in plaghe più lontane.
9.
Gli occhi non mi servono più per qui trovare./ Ci sono strati più in alto che non vedi/ se cammini guardando spiaggia e mare.
1a.
C’è un aspetto affiorato e comunemente presentato/ che chiamiamo natura, ed è quello/ che vediamo, sentiamo, tocchiamo./ Ma certamente non c’è questo solo./ È solo un’onda che è giunta a questa riva/ e continuamente e instancabilmente si ripete.

ASSIOMA
1.
Che ci sia sopra il sole un astro illuminante la pianta umana/ è l’Assioma del Vocabolario,/ ma non lo considero principio indimostrabile./ Però si deve uscire per vedere.

2.
Non c’è indimostrabilità del principio,/ ma occorre arrivare al compimento/ perché si sveli il segreto dell’inizio./ Perché il principio e la fine stanno assieme./ Sono lo stesso.
3.
Il Dio vivente, se c’è,/ è legato ad ogni vita precedente./ Non può essere altrimenti,/ questo è un Assioma.

ASTRO
1.
Astro invisibile io chiamo il Logos.

ASTRONOMIA
1.
Quest’Astronomia è una specie più evoluta dell’astrologia.
2.
Però più evoluta soltanto da una parte:/ da quella dell’osservazione e della numerazione./ Una faccia deformata con gli occhi a cannocchiale/ ed enormi orecchi che colgono ultrasuoni.

ASTUZIA
1.
L’Astuzia, il suo più alto grado!/ è scendere a patti con il divino, trattare./ Lasciare l’umano, il limite raggiunto,/ in cambio di nuova luce per il giardino.

2.
Io devo far valere il mio raccolto/ verso chi ha cielo e terra e può aspettare./ Ed io che invece ho fretta di trattare/ devo essere Astuto:/ attaccare, ritirarmi, invadere, inquietare,/ finché si dica: chiamiamolo a parlare.
3.
Devo vendere a Dio questa mia luce/ perché mi dia la notte,/ o resto fermo e chiuso.

ATOMO
1.
Quest’universo potrebbe diventare un Atomo,/ o un sistema d’Atomi, in altri occhi.

ATTESA
1.
Stasera ho colto Attesa fra la radura e il cielo./ Attesa di rispondere con i fiori/ alle stelle scintillanti della notte.

2.
Quest’immobilità che vado a ritrovare,/ è simile alla mia Attesa nel silenzio.

ATTILA
1.
Forse solo Attila sapeva.
2.
Recidere sembra opera di bene.
3.
O si riesce a carpire il segreto del fuoco che sta sopra,/ o è inutile raggiungere il livello dove ci troviamo e poi sparire.

ATTIRARE
1.
C’è quella Luce che Attira,/ ma siamo immersi nel sole e nelle stelle/ come i semi nella terra./ Soltanto a tratti c’è affioramento,/ ma non si rimane per molto nell’altra Luce.

2.
Perché diventi luogo di vita e sbocci il fiore,/ è necessario spuntare in tanti, sostenerci/ in quell’esterno luminoso, e cominciare ad abitare.
1a.
C’è la non visibilità di un’altra luce/ (o della stessa ma con vesti differenti)/ che alcuni hanno chiamato Essere/ e molti Dio.
2a.
Ma dovrebbe presto arrivare/ il tempo di vedere/ come si vede il sole/ spuntando dalla Notte e dall’Inverno.
3a.
È quella luce che chiama/ e perciò a nulla servirebbe ogni fatica/ di forzare e di anticipare./ Solo la preparazione può servire.
1b.
Nel tempo dell’Inverno e della Notte/ non c’è luce che chiama/ e perciò qui ed ora non si spunta./ Poi verrà tempo di grande illuminazione,/ di chiamata a spuntare e a sbocciare.
2b.
Non c’è solo il sole, ma c’è anche Dio./ La luce ha strati come quelli della terra./ E dopo questo sole c’è l’aperto.

ATTRAVERSAMENTO
1.
Io credo che ci troviamo alla fine/ di quest’Attraversamento desertico,/ dove ogni carne è stata nutrimento/ e quindi sopraffazione e morte.
2.
Luogo di sopraffazione e di morte, l’animale./ Se qualcosa davvero vale ancora,/ è la posizione raggiunta,/ la fine dell’Attraversamento.
1a.
Da vita a vita,/ superando l’abisso misterioso della morte,/ sarà come da veglia a veglia/ attraversando il sonno.
2a.
Ho imparato il cammino che congiunge/ la vita che muore a quella che nasce.

ATTRAVERSARE
1.
Per Attraversamenti si arriva./ E da qui si vedono luci Attraversate/ e notti Attraversate.
2.
Come punti di luce nella notte/ appaiono le sfere Attraversate.
3.
L’intero firmamento è stato percorrenza.
1a.
Attraversando il dominio del logos,/ che è luce sulla luce che vediamo,/ si arriva fino all’ultimo tratto di cammino/ e si seguono i segnali ormai stabilmente conficcati./ Si può smarrirsi ancora tuttavia/ ma c’è una mappa nell’interno che si può consultare./ Poi si arriva alla fine e c’è una Porta.

AURORA
1.
Verso un’altra Aurora mi sono incamminato/ con la fiaccola del logos nella mano.

1a.
Ci sono Aurore di un’altra luce della vita/ che non accadono ogni ventiquattro ore/ come quella che vediamo./ Una ce n’è che l’aspettiamo da venticinque secoli/ e io l’ho già intravista.
1b.
Nella luce radiosa di un nuovo risveglio/ sarò vita ancora.
3b.
Ci troviamo nel tramonto e c’inoltriamo nella notte./ Per una misteriosa predisposizione,/ io ho anticipato il cammino comune nell’oscurità/ ed ora mi trovo presso un’uscita./ Ecco cosa vi posso raccontare./ Ma dovete stare attenti per sapere.

AUTOCOSCIENZA
1.
L’onda di pensiero aggiunge veste ed aspetto/ a deposizioni antiche come il mare.
2.
Ed oggi mi sono avvicinato/ fino ad ascoltare l’instancabile rumoreggiare.
3.
E ancora di più m’avvicino per toccare l’onda/ dove più in alto spumeggiando arriva.
4.
Così si aggiunge ad un’elaborazione/ che ha raggiunto la parola mare/ antichi elementi del concepimento.
5.
Perciò ogni ritorno è come un rito/ che avvicina la parola alla sua fonte.
6.
Autocoscienza è il mondo che componi/ dal luogo di visione dove tu sei.
7.
La visione è l’uscente/ dall’elaborazione,/ cioè il risultato.
8.
L’Autocoscienza è la conoscenza di dove ci troviamo/ e di come siamo entrati in questo luogo./ Ci troviamo nella dimensione del pensiero/ e siamo entrati in esso dalla Porta del Giorno e della Notte./ La pienezza dell’Autocoscienza è questa chiarissima visione.
9.
Gli dèi ci hanno concesso/ la conoscenza di un ingresso della vita/ avvenuto ventisei secoli or sono./ Ed ora la conoscenza dell’uscita dalla stessa Porta.
1a.
Un altro corpo, la stessa Coscienza./ Può benissimo crescere/ nel terreno dei corpi/ ma essa è come un seme/ in quella terra.

AVAMPOSTO
1.
Quando arriva la voce da quel posto io l’annoto.
2.
Io ricevo i segni dell’Avamposto da chi sta avanti e li traduco./ Giungono ondate e le tramuto in canto./ Come se la vita cominciasse dalle parole ad apparire, simili a fondamenta./ Poi l’immenso lavoro d’interpretazione e di derivazione.

AVANGUARDIA
1.
Profonda è la notte./ Non è neppur certo che l’umanità n’esca./ C’è tuttavia un’Avanguardia diretta verso il confine,/ ma potrebbe rimanere isolata e smarrita in plaghe inconquistate/ se si determina una frattura con chi segue.

AVANZARE
1.
Avanziamo/ portando con noi/ tutta l’esperienza conquistata,/ tutte le soluzioni ottenute/ e sono il mondo./ Avanziamo/ raccogliendo le forze/ e sono il mondo./ Non andiamo avanti sprovveduti e soli./ E’ tutto l’esistente che fa fronte./ Il nulla ha davanti l’universo/ raccolto in un punto solo,/ come un cuneo.

AVVENIRE
1.
Se mi dici/ che il tuo Avvenire è un altro giorno,/ cioè il domani e gli altri che verranno,/ io ti dico di si, non ti confondo,/ però essi stanno nel giorno del Signore./ E’ quel tempo/ che hanno visto nell’inizio/ e che ora riappare al tramontare,/ dopo millenni di vita nell’umano.

AVVENTURA
1.
Rivolto a morte,/ la luce della mente è l’astro/ che m’illumina il cammino.

AZZURRO
1.
Ho raccolto l’Azzurro della luce/ dentro un prato./ In un calice di fiore/ l’ho trovato.
2.
Ecco l’ente cos’è: forma e colore,/ che la luce diffusa non possiede.
3.
Precipita a fondo la conchiglia/ e dentro è nascosta la sua perla.
4.
Chi è sceso nell’abisso/ l’ha sollevata e aperta,/ chi s’è staccato dalla terra/ coglie l’Azzurro.
5.
Soltanto i tesori del logos/ sono più preziosi di quelli del sole,/ ed io sono intento a separarmi/ per vederli e raccoglierli.
6.
L’universo giunge a riva d’uomo/ come l’onda lambisce la battigia,/ e se salti in quel punto/ ti stacchi dall’umano.

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