Bambina […] Buio

Galathus nivalis, Bucaneve

BAMBINA
1.
La gioia schietta della mia Bambina/ non c’è nel mondo o in ogni altro fiore,/ e la sua voce è canto di parola./ Ecco cosa accenna l’anima al mondo./ Ci sarà gioia un giorno fatta luce,/ ecco un indizio del profondo.
2.
Poi guardo quando essa (la gioia) si mostra e si ritrae,/ come la luce su bianche nubi a primavera./ Solo il cielo assomiglia alla mia Bimba,/ ma esso è antichissimo/ mentre lei è nuova al cuore.
3.
Bambina mia,/ non sei come il gran sole/ che scalda i corpi e li mantiene in vita,/ ma illumini la vita, questo mio cuore,/ perché avvenga la parola di poesia.

BARATRO
1.
Si va inesorabilmente verso il Baratro,/ ma io ho cercato di conoscerlo prima/ e l’ho affrontato nel pensiero/ che è la posizione dove si può superarlo.

BATTISTRADA
1.
Io devo solo aprire la via fino al confine/ per il giorno del sorpasso che s’intravede/ e forse già s’annuncia./ Sono il Battistrada e non il conquistatore.

BEARE
1.
A Bearmi dei colori dell’autunno,/ prima che si spengano e precipitino.
2.
Per le chiome degli alberi nell’autunno,/ incanutire vuol dire trascolorare dal verde all’oro/ fino al rosso acceso,/ obbedienti alla luce che declina./ E poi rimangono nudi ad aspettare/ che salga il sole di un’altra primavera.

BELLEZZA
1
Bellezza è vaso, quel che fuori appare./ Vasi di tesori antichi sono le cose fisse.
2.
Bellezza è con un vuoto, essa sta in cima,/ ed è invito ad entrare nella casa.
3.

Il racchiudente vuoto è la Bellezza.
4.
Bellezza è un esterno e sfugge alla scienza.
1a.
Io lo conosco il Dio che addensa cose/ e piani di sormonto per vederle.
2a.
E addensa luce perché compaia la Bellezza.
3a.
La Bellezza è la luce che s’addensa/ ed io la vedo nel fiore e nel tuo viso.
1b.
Si può dire certamente che è Bella questa vita,/ perché sei Bella tu da cui si arriva.

BERKELEY
1.
Lo so anch’io che tu ci sei, ma non so dove,/ quando non ti vedo e non ti penso./ Quando ti vedo e ti penso sei nel Logos.
2.
Oppure – diceva Berkeley – / sei in Dio, se io non sono.

BIFRONTE-ENTE
1.
Ecco perché si presenta la porta dell’uscita,/ perché è stata la porta dell’ingresso./ Ecco perché ho visto le antiche impronte/ di chi è entrato, e mi sono appassionato a seguirle/ lungo il sentiero estremo del pensiero.
2.
Ed ora, così appresso all’uscita, sono tentato/ di sormontare quelle impronte e metto il piede,/ ma dove si trova la punta preme il tacco./ E c’è un lampo del segreto del Bifronte.
3.
Gli entrati,/ o che entrano nel giorno,/ sono aperti dalla parte dove sono volti/ e chiusi a tergo./ Il Bifronte è l’uscente.
4.
Fra l’essere e l’ente c’è il distacco di una Fronte.
5.
L’umano è un volto solamente/ esposto a camminare in un verso solo.

BINARIANI
1.
Io conierei un termine nuovo per gli umani: i Binariani,/ cioè gli abitanti del sistema binario.
2.
Non c’è niente di semplice, è tutto doppio./ C’è l’altro lato che bilancia la tua faccia/ fino allo scadimento della parte.
3.
L’avanti tutto che si trascina dietro il nulla.

BINOMIO
1.
C’è il Binomio maschio-femmina, uomo-donna,/ che concatena questo aspetto e lo mantiene.
2.
Il fondamento è indubbiamente il corporeo, l’animale,/ ma poi si sale per strati di cervello fino al razionale.
3.
L’intravedere si vede dalla cima.

BIPEDE
1.
Sui guardanti il mondo mi soffermo,/ sui Bipedi e lo strano animale che mi trovo.
2.
Se vuoi vedere di più cambia la pelle./ Non dovrai rimanere molto in questo stato./ Il Bipede non guarda ancora il cielo, ma solo avanti.
1a.
Lascia andare l’animale e fatti avanti.

BONTÀ
1.
È  un fiore delicato dentro il rovo.
1a.
Potrebbe essere bianco il colore di quel fiore/ che dentro il logos ha il nome di Bontà.

BOSCO
1.
Mi appare vita sospesa/ la gran parte dell’umano,/ come il Bosco nell’inverno.
2.
Ho imparato qui, dentro nel Bosco,/ che sono pianta anch’io tesa alla luce/ e con profonde radici dentro il sole.
3.
Poi ho alzato gli occhi alla tua luce/ per vedere quello che tu senti.
4.
E sento luce ancora: questa vita.

BOMBA DEMOGRAFICA
1.
Il ventre di donna ha due aspetti/ come ogni altro cosa./ Quello di origine e sviluppo della vita/ e l’altro di Bomba Demografica./ Oggi è il secondo che prevale/ e si può capire perché è inconsciamente rifiutato,/ perché ci sono tanti omosessuali e lesbiche./ La continuazione della specie/ in modo così dirompente e dilagante/ è diventata oggi una iattura, un pericolo,/ e  perciò c’è reazione contro la causa./ Ma un giorno ridiventerà preziosa la donna/ come è già stata, anzi lo è già immensamente/ per chi conosce la “coincidenza degli opposti”/  e sa che il prossimo gradino di sviluppo/ non è la continuazione della specie/ ma quella dei due uniti in uno solo.

BRECCIA
1.
Dalla Breccia aperta sul pensiero/ esce la vita, ma può entrare il nulla.

BUCANEVE
1.
Macchie di biancore in mezzo al bosco/ che il tepore restringe e scioglie./ E sulla terra che si sveste/ punti di fiore bianchi: i Bucaneve.
1a.
Fra le cose che ho più care è questa data,/ in cui giungo a ritrovare i Bucaneve.
2a.
Da un sorpasso ho raccolto questi fiori,/ questa luce del sole nella mano.
3a.
È  vita che trasforma quella luce/ in petali e colori: la bellezza.
1b.
Quando chiama la luce ti prepari e spunti,/ come accade al Bucaneve il cinque marzo.
2b.
Questi antichi sollevamenti dentro il sole,/ io li raccolgo, da questa porta nella vita.

BUCARE
1.
C’è questa grande voglia di Bucare/ e accostarmi a guardare quel che c’è fuori:/ fuori dei giri consueti della vita/ e dell’ultima galassia.

BUIO
1.
L’intero della luce è il Buio./ È  la notte dove brillano le stelle.

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