Faccia […] Futuro

Raffaelle Sanzio, La scuola di Atene (1509-1511)

FACCIA
1.
Ogni Faccia si presenta nell’uscita./ Dall’Uscita di sé se vuoi sapere./ Quindi si può anche intravedere chi è uscito/ da ogni cosa, cioè dal mondo.
2.
Se qualcosa già c’è dopo l’umano,/ sono sicuro che non si vede in Faccia./ Non bastano gli occhi e non si sente.

FACCIA SCONOSCIUTA
1.
Io non voglio capire il mondo intero/ né Dio e il Nulla, che da questo interno/ dove mi trovo sembrano i suoi estremi/ — la maggiore visibilità e l’assoluta cecità —,/ ma seguendo questa direzione voglio arrivare/ alla mia riva, dove inizia La Faccia Sconosciuta.

FANCIULLA
1.
Però se fossi come Dio/ salverei anch’io la Fanciulla dell’umano./ Essa è bella come il fiore dentro il sole.
2.
Mutamenti apportati dal Logos/ nell’antico viso d’animale/ sono il sorriso, il riso, il pianto.

FARFALLA
1.
Fiore dell’aria che cala sopra un fiore/ e s’aggiunge una corolla sullo stelo.
2.
Sollevando Farfalle ho camminato.
1.
Una è entrata nel sonno della notte/ e questa dalla luce del sole nella mente./ E un giorno mi chiederò: quale ho più vista,/ chi è più vera delle due Farfalle?

FARFALLA AZZURRA
1.
Quando si posa è un fiore sullo stelo,/ rivolto al sole nel tiepido mattino./ Poi all’improvviso si stacca nella luce.
2.
Mi sembra di vedere la mia vita,/ quando si stacca nella luce la Farfalla.
3.
Sono un appoggiato anch’io su questo corpo/ e il corpo sulla terra e fra le cose./ Ma la mia vita è un distacco nella luce./ E m’ha aiutato a capire la Farfalla.
4.
Io mi appoggio sull’accaduto, sul fatto: sui piedi sulla testa./ Ma poi mi libero in un volo dentro il Logos/ e annoto questi suoni di parola.
5.
All’improvviso ho visto farsi fiori/ lungo il sentiero un volo di farfalle.
6.
Calarono all’improvviso sugli steli/ e fu trapunto d’azzurro quel cammino.

FARFALLE GIALLE
1.
E appena ho imboccato il sentiero dentro il bosco/ mi hanno accompagnato due Farfalle Gialle/ e subito ho pensato a te e a te, care scomparse.
1a.
Per il sentiero del bosco a primavera,/ sono tornato per incontrare due Farfalle Gialle./ Una l’ho vista ma non era l’aspettata,/ perché volano assieme quelle due Farfalle./ E allora ripasserò quando usciranno/ dal luogo che le muta in due Farfalle.

FARO
1.
Io sono fisso al Faro del ritorno/ dopo il lungo giro/ nella mente e nel cuore,/ ed esso è la chiesetta/ che non è più sperduta.

FATICA
1.
Arrampicarsi nella luce come l’albero nel sole/ è davvero una Fatica: si procede verso l’alto.
2.
Perciò c’è il giorno e c’è la notte/ e si alzano e si chiudono le palpebre sugli occhi umani.

FAVOLA
1.
Se è un Favola incredibile il Paradiso che raccontano,/ troviamone un’altra di più convincente, ma non restiamo senza.

FESTA
1.
La mente è il luogo di una Festa, ed è la Festa quello che tu vedi./ Il cielo azzurro, il sole risplendente, il bosco colorato, i canti, i suoni, sono ornamenti./ Senza di essi non entrerebbero i partecipanti,/ e ci sei tu nell’ingresso e tu lo apri.
2.
Altre Feste ci saranno ancora più belle/ e che durano di più, dopo la mente.

FIGURA
1.
Questa rappresentazione che chiamiamo mondo/ è una Figura sospesa fra due abissi in alto e in basso./ Sotto c’è quello da cui è tratta e sopra l’altro che solleva,/ fino a un equilibrio che è ciò che vediamo e nominiamo.

FILOSOFI-SAPIENTI
1.
I Filosofi sono gli abitatori del Giorno del Logos./ Ma ora che avanzano ombre e tenebre del Tramonto/ e della Notte, incerta e smarrita è la parola./ “Debole è il pensiero” di Vattimo, Rovatti, Ferraris e molti altri.
2.
Da Socrate in poi i Filosofi/ hanno espresso solo la luce/ fino a questi barlumi del Tramonto./ Li hanno preceduti i Sapienti, seguiranno i sapienti./ Anzi uno di loro è già apparso, l’unico/ che ha parlato finora di Notte e lungo Sonno/ e di risveglio improvviso in un’altra Aurora.
3.
Dalla filosofia alla sapienza c’è un salto di condizione.
1a.
Nati nel Giorno, dal primissimo Mattino come Socrate,/ fino alla ombre della Sera e alle Tenebre come Severino,/ essi non percepiscono la Notte e gli sconfinati orizzonti/ che essa apre, quando la luce cade/ e innumerevoli compaiono le stelle.
2a.
Ma i più vicini ai limiti del Giorno/ — quando è spuntato ed ora che è finito —,/ hanno intuito e intuiscono il mistero/ e rabbrividiscono.
3a.
Il loro rabbrividire è simile/ a corolla che si chiude,/ palpebre che scendono./ Solo i Sapienti sono aperti nella Notte.
4a.
Sono piante di altro genere i Sapienti.
5a.
Un demone è con loro se si passa.
1b.
Ma il Logos, così simile al giorno del sole,/ come esso ha anche la Notte,/ che i Filosofi non hanno visto e non vedono./ Soltanto i più vicini all’Aurora e al Tramonto hanno ricordi/ tramandati o ereditati dal demone della non-ragione.
2b.
La Notte del Logos per i Filosofi è ricchezza/ ereditata, non conquistata e vissuta.
3b.
La Notte del Logos è simile alla notte delle stelle/ che cediamo da qui, dopo il tramonto del sole./ È l’altra faccia del segreto e dell’enigma.
4b.
Ma per noi che si vive faticando e precipitando disperati,/ è ora importante che si veda e che si passi.
1c.
Eraclito ha detto che la vita è un sogno della morte./ Anche Galimberti lo sospetta e lo suppone:/ “Sospetto che il mondo che abitiamo forse non è che sogno/ a cui siamo da tempo abituati e non possiamo escludere/ il succedersi di altre notti con il loro corredo di altri sogni”./ Così sospetta Galimberti che non possiede, dunque, la certezza di chi ha visto e sa./ Ecco perché è ancora un Filosofo e non un sapiente./ E tuttavia dalle Ombre e dalle Tenebre dove è incerto il passo e la parola — il pensiero è debole —,/ l’antica eredità della sapienza l’ha assalito e bussa.
1d.
Eppure sono Filosofi veri quelli che ho nominato,/ se esprimono la luce calante/ e ormai solo il ricordo del Tramonto,/ con la debole voce che s’addice all’avvenimento.

FILOSOFIA
1.
Posso dire di essa che è finita,/ che si sono adempiute le scritture.
1a.
La Filosofia ha durato nel suo cielo da Socrate a Hegel./ Ma prima c’è l’Aurora e qui il Tramonto.
2a.
L’illuminante luce dell’inizio sta al suo Tramonto,/ e io conosco chi ha visto e vede.
1b.
La Filosofia nella sua essenza è la memoria di un salto di natura,/ o passaggio della Porta della Notte e del Giorno./ Un salto di natura simile ad altri accaduti precedentemente,/ ma di quest’ultimo abbiamo il ricordo e le testimonianze.
1c.
Praticamente li saltiamo a piè pari/ i venticinque secoli che separano Parmenide da Heidegger,/ e ricominciano da quest’ultimo, anzi un po’ dopo./ E i venticinque secoli? Sono un ciclo/ già concluso di conquiste e di misure per chi resta e continua.
1d.
C’è chi vive il suo tempo/ e chi perde tempo a progettare la vita futura./ Questi ultimi sono i Filosofi/ che non sanno cosa perdono/ e spesso ai migliori non viene/ neppure pagato quello che fanno./ Ma se ci sono vuol dire che ci vogliono:/ come si andrebbe avanti altrimenti!/ A meno che non sia una malattia questo mutare.
2e.
Vera Filosofia oggi si può farla/ solo partendo dal “trascendentale”,/ cioè dalla “mente”, “io penso”, “essere”, / perché ciò che è nel “trascendentale”/ (il mondo con tutte le sue cose),/ è diventato dominio della scienza/ e il campo della sua azione trasformatrice.
1f.
La Filosofia è diventata/ un progetto di vita:/ il ponte per attraversare/ l’abisso della morte/ collegando la vita che finisce/ a quella che rispunta.
1g.
Per affrontare l’abisso della morte/ ho dovuto piegare la Filosofia/ a farmi da ponte diurno,/ e in tal modo sono riuscito a superare/ quella notte che sembrava illimitata.
1h.
La Filosofia è il cammino di una civiltà,/ la sua traccia più chiara e distinta.
2b.
La civiltà che ha per traccia la filosofia è nata in Grecia,/ si è sviluppata per tracce successive da oriente verso occidente:/ Roma, Europa — fino alle spiagge dell’Atlantico — e America/ ed ora per certi aspetti ha fatto il giro del mondo./ Poi ha rotto gli argini e si sta sciogliendo, dilagando a macchia d’olio.

FILOSOFIA-SAPIENZA
1.
Io dico della Filosofia che ha scoperto il mare,/ di cui l’umano è l’onda che scintilla./ Ma il mare è contenuto nella terra/ e la terra nel cielo, e il cielo non si sa./ E perciò dobbiamo salire per sapere.
2.
Dunque, se la Filosofia è stata conoscenza del mare/ e la sua occupazione e conquista,/ anch’io dico che è finita/ (che è diventata scienza e tecnica, e filosofia/ della scienza se ancora si vuole nominarla),/ e che è necessario un ritorno alla Sapienza/ che il mare ha visto prima che si entrasse./ E riprendere da lì la conoscenza.
3.
Ritornando alla Sapienza e andando avanti/ dopo l’esperienza di un ciclo della vita,/ non dentro a un nuovo sogno ma per sogni e per risvegli/ seguendo le sue immagini noi continueremo ancora/,/ ben già sapendo che è un risveglio questa vita.
4.
Forse non diremo più che c’è la morte/ ma soltanto un passo da un sogno a un risveglio.
5.
E Dio dov’è? Sta sopra ad aspettare./ Ad aspettare i messaggeri della vita.
6.
E un giorno gli dirò: in un ricordo che mi porto/ risplende una tua luce nell’azzurro.
1a.
È nata dalla Sapienza ventisei secoli fa,/ e sta ritornando alla Sapienza in questo tempo./ Le strutture edificate nella sua luce — la scienza e la tecnica —/ rimarranno invece come pietre di sormonto.

FINCHÉ
1.
Finché il sole sorgerà ogni ventiquattr’ore/ e la stella polare sarà un punto fisso nella notte,/ noi saremo dentro a un sogno ripetuto.

FINE
1.
Fine è sempre dove si giunge infine,/ come la vita d’uomo, cioè la morte./ E rimane la cosa inanimata/ o anima racchiusa nel suo giro.
2.
Perciò l’inferno è a noi tanto vicino./ E prigione di vita e dentro c’è anche il fiore,/ che riscattiamo però con nostro canto.
3.
E c’è Fine di mondo perché mondo così è solo l’uomo/ e s’è staccato il volo dalla cima precipitando in animato uomo.
4.
Fine di mondo è perciò ovvia ormai/ e chi ha dubbi aspetti ancora un poco.
5.
Non vedrà cadere le stelle/ con boati assordanti e fuochi immensi,/ ma si spegneranno quelle luci nel suo cuore/ come la veste d’oro, la più antica,/ che giace come spoglia abbandonata.
6.
Sto camminando per Fine di mondo i passi estremi.

FIORI
1.
Occhi del sole aperti a quel tepore/ e noi occhi che colgono quei Fiori./ Un occhio aperto su se stesso è l’universo.
2.
Ognuno racconta un colore del suo sole.
1a.
Essi gli interni al sole./ E noi gli esterni al sole/ e interni a Dio.
2a.
E allora il poeta racconta quell’esterno/ col soffio di parola del suo Dio.
3a.
Racconta la forma e il colore di ogni Fiore.
1b.
Ti sei aperto alla luce per non essere lasciato/ e infatti non ti ho abbandonato/ se mi fermo a guardarti e qui ritorno.
2b.
Se mi apro a corolla verso la mia luce/ sarò anch’io veduto e avvicinato.
1c.
Nella loro avventura nella luce/ hanno preso a ricchezza ogni sua onda/ che noi tramutiamo nel colore.
2c.
Colorire con il Logos il cielo e i Fiori/ è il nostro contributo alla bellezza.
3c.
Poi per prati di primule e di viole/ sono arrivati a un Fiore più elevato/ che abita la luce del sorriso.
1e.
Un Fiore che sboccia sulla terra/ è un accordo che c’è stato con il cielo.
1f.
Un Fiore vive nel suo sole ed io nel mio./ Tu credi che sia lo stesso ma ti sbagli./ Nessuno ha occhi per la luce della propria vita./ Soltanto se sorpassi tu la vedi.
2f.
Ma è passata troppo in basso la mia luce/ e non mi ha ancora tratto dall’interno./ Ma io sperò che si alzerà nel prossimo suo giro.
3f.
Fiorire nel Logos è un inno della vita,/ ma aprire gli occhi al Logos/ è un salto in un’altra luce.
1g.
Fiore: vita nel sole, come l’uomo è vita nel Logos./ E sormontando aspetti della vita si vede il se stesso che si lascia./ Aspetti di una sola vita sono il Fiore e l’uomo.
1h.
Con questo cielo di nubi grigio chiare,/ con il tepore che scende e che avvolge,/ fra poco ci sarà Fiore su Fiore.

FIORE ALPINO
1.
Io aspiro a diventare/ come un Fiore Alpino/ e fiorire in luogo impervio/ con la sola compagnia di un altro Fiore./ E poi svanire/ aspettando un altro invito della luce.
2.
In più di quel che c’è su questi monti/ io chiedo di sapere,/ di non ignorare ritornando/ le altre uscite.

FIUME
1.
Se la mia parola è questo Fiume in piena,/ sradica e trascina al suo passaggio.
2.
Se a questo pieno della mente tu dai sbocco/ vedrai il mondo trascinato più lontano.
3.
Le cose, dai piedi al mio cervello,/ sono le sponde, ed io divento un Fiume/ se ancor giunge la mia vita a primavera.
1a.
C’è un Fiume che percorre la mia terra/ fin dalla fonte e giunge nell’aperto./ Scorre così perché ha trovato la sua bocca.
2a.
Più recente dell’acqua è il Fiume del mio sangue/ e più vicino ancora scorre il mio pensiero.

FONDAMENTA
1.
Se si Fonda poi si resta Fondamenta,/ come la pietra, la pianta, l’animale, l’uomo./ Come il mondo che si vede che non è contrapposto/ a spirito, a elevazione, ma è anzi, appunto,/ la Fondamenta di un’elevazione.

FONDO
1.
Devi sapere o mio lettore occasionale/ che ogni cosa che s’affaccia ha un Fondo buio:/ la notte, la morte, il nulla./ Anche la bellezza così nasce e perciò è inquieta,/ si mostra e poi svanisce.
2.
Anche il sole entra nella notte.
3.
Dove tu vedi il più bello che si mostra/ c’è il più profondo che rinserra la radice.

FORO
1.
Tutta la mia vita per aprire un Foro nella vita,/ e che si rotondo come una pupilla.

FRATELLI
1.
Fra vita e vita c’è la morte,/ come fra veglia e veglia c’è il sonno,/ E i due – morte e sonno -, sono fratelli.

FUCINA
1.
Mi sembra per davvero che sia come una Fucina/ questa umanità, da cui sprizzano nella durezza degli scontri/ le scintille che si librano nella luce.

FUNGHI
1.
Io, alla ricerca dei frutti della luna.
2.
Gli obbedienti alla sua luce,/ che un po’ so quando li chiama.
3.
Invece non ho mai visto la mia stella./ Non so chi chiama e quando chiama nella notte.
4.
Vorrei conoscere la stella che mi solleva alla mia vita,/ perché ogni vita sboccia in una luce.
5.
So che la mia vita è collegata ad una stella,/ che da questo interno la chiamiamo Dio.

FUNZIONE
1.
La mia Funzione di pianta del Logos l’ho finita.
2.
Passo per antiche visioni: il mondo, e per la mia./ Mi vedo pianta di una luce che ora lascio./ Più non m’attira la ripetizione.

FUTURO
1.
Il racchiuso mare qui lo vedi./ Solo il volto ha la porta del sorriso/ e sfugge la lacrima dal ciglio.
2.
Questi messaggi sono cifre del Futuro./ La loro decifrazione è tempo aperto o manifestazione.

Una Risposta to “Faccia […] Futuro”

  1. La vita è sogno | La via d'uscita dal nichilismo Says:

    […] “Le due farfalle: Una è entrata nel sonno della notte/ e questa dalla luce del sole nella mente./ E un giorno mi chiederò: quale ho più vista,/ chi è più vera delle due farfalle?” (vedi Vocabolario, lettera F). […]

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