L’Ente – Terza parte

Si prospetta il grande distacco dal mondo di natura

 

...i fiori che spuntano a primavera...

Ora che la rotonda via della conoscenza è giunta a fine e chi la percorre tutta e arriva in Centro può fregiarsi dei titoli di Io e (vedi specialmente L’ente, e in che modo si può dire che è eterno), il distacco dal mondo di natura già in qualche modo è avvenuto. Nel cielo della cultura l’Io e il Sé già circolano. E ci sono molti che hanno già visto e vedono questo movimento, che l’hanno seguito e seguono: tutti quelli che vengono a visitare questo blog. Forse nessuno finora l’ha colto nel suo insieme e percorso da inizio a fine, ma ci saranno. È già importante, intanto, che un’idea nuova si sia insinuata e stia prendendo piede.
Dunque, qualcosa già si muove nel cielo della cultura, con movimento circolare, di moto proprio. Come gli astri in cielo, come le piante e gli animali in terra, ma con una fondamentale differenza. Questa: l’Io e il Sé sanno di sé stessi, sono l’eterno ritorno dello stesso che sa di ritornare (vedi specialmente Dalla sapienza alla sapienza seguendo la via filosofica, Nietzsche e l’uscita dal cerchio dell’eterno ritorno, L’antica via dei Miti e dei Misteri percorsa ora con la lampada della conoscenza filosofica). Non sono come i pianeti che circolano nel sistema solare ma essi non si vedono e non si pensano e c’è l’uomo che sa. Non sono come i fiori che spuntano a primavera e io sono andato tante volte ad aspettarli nello stesso posto dopo un anno, perché sapevo che sarebbero ritornati. Io e Sé sono contemporaneamente la cosa e la coscienza della cosa. Sono l’ente che è circolo e centro assieme, movimento e immobilità, tempo ed eternità, apparenza ed essere.

2 Risposte to “L’Ente – Terza parte”

  1. Biante Says:

    Sappiamo con certezza che il bucaneve appare all’inizio del disgelo perché nel sottosuolo, era rimasto celato il tubero dall’estate precedente. Ma se il seme viene “distrutto” così come un corpo umano dopo la morte, il bucaneve non riappare nell’eterno ciclo del ritorno. E allora, com’è possibile accomunare l’eterno ritorno dell’uomo di cui tutto viene fisicamente annientato, con il ritorno del fiore che nasce da un seme a primavera?

  2. wilmo e franco boraso Says:

    Siamo tutti “enti” (ente significa ciò che è): il sole, la luna, il fiore, l’animale, l’uomo … Enti di natura, soggetti alle sue leggi e all’ignoto destino.
    Ma da alcuni millenni l’ultimo ente apparso sulla faccia delle terra – l’uomo -, non è più natura soltanto ma anche cultura. Di questa cultura noi del blog ci siamo volti soprattutto alla filosofia, quindi agli ultimi venticinque secoli della nostra civiltà.
    Ora il problema è questo: l’ente sempre ritorna. Ogni giorno il sole, ogni mese la luna, ogni anno il ciclamino che rispunta sull’altopiano e sono sempre gli stessi (vedi l’usignolo di Keats e il gatto di Schopenhauer nel post L’ente – prima parte). E’ sempre lo stesso che ritorna ma lui non lo sa – è portato dalla natura. Lo sa però l’uomo per ognuno di essi, da quando ha cominciato ad essere anche cultura, cioè a conoscere. Da quando, in altre parole, ha cominciato ad uscire dalla natura e a guardare da fuori e dall’alto. Ha visto, appunto, gli altri giri eterni in cielo e in terra. Per ultimo anche il suo.
    Ed ora è l’unico “eterno ritorno dello stesso” che sa di ritornare.

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