Dal Porto delle scimmie di Luca Ormelli

Dal blog Porto delle scimmie di Luca Ormelli, ricaviamo il seguente apologo:

Domandate ad un insetto se per ventura voglia divenire umano e qualora siate tanto spiritati da sentirlo parlare senz’altro vi risponderà: «Non vi sembrano bastanti le mie di disgrazie? Dovrei disporre persino degli strumenti adeguati ad averne contezza? La mia esistenza non vi appare di già drammatica a sufficienza? C’è forse una ragione oltre la ragione di buttarla anche in farsa?».

Commento:

La diagnosi è perfetta, ma la cura?
Guardando alla diagnosi si evince che la malattia è mortale e la fine ineluttabile, e che perciò vale la pena di por fine volontariamente ai patimenti e alle sofferenze di un lungo decorso senza speranza: quel che, in effetti, accade spesso. Si dice anche che sono i più coraggiosi quelli che si comportano così e che gli altri non fanno come loro perché hanno paura.
Ci sono anche “piani” di eliminazione di massa di cui esistono già numerosi esempi concreti: guerre mondiali, campi di sterminio eccetera, e c’è perfino la possibilità di por fine alla vita umana sulla terra con le bombe nucleari e le centrali atomiche.
Dunque, siamo bene attrezzati per farla finita con la vita. Però si continua.
Continuano le nascite, non ci sono soste, anzi si aumenta continuamente di numero oltre il comune buon senso, anche se è la quantità il mostro del nostro tempo. E questo lo facciamo anche se si conosce l’orrenda fine. Non solo, ma come è espresso chiaramente nel pensiero 59/2, negli ultimi millenni ci siamo dotati di mezzi − luce della ragione, cultura in generale −, che ci hanno spiattellato le nostre miserie e i nostri limiti, ponendoci sempre di fronte a quello estremo.
Ma davvero siamo stati e siamo così masochisti e basta, o c’è qualcosa che possiamo mettere sull’altro piatto della bilancia per sopperire un po’ a tanta balordaggine?
C’è la risposta, arriva dalla stessa fonte che ci ha aperto gli occhi sulla nostra misera condizione, e suona così: avete aperto gli occhi su dolori, malattie, vecchiaia, morte, perché bisogna conoscere il nemico, per affrontarlo anziché lasciarlo infierire, per sperare di vincerlo anziché arrendersi subito e soccombere. Ciò che è già accaduto in altri campi della conoscenza d’altronde: misteri, miti, religioni. Ma ora il testimone è passato alla filosofia, per la sua conclusione.
Ecco cosa è diventata per noi la filosofia: non la “chiacchiera dotta” di Vattimo, non l’eternità di Severino profusa a piene mani a tutti e a tutto, non una inutile sovrastruttura che serve soltanto a procurare lavoro comodo, prestigio, ricchezza, ma uno scontro mortale con la morte in un duello come non è mai stato dato neppure di immaginare. In questo scontro immane la filosofia ha acquistato il senso che già ha avuto con Platone: “uso del sapere a vantaggio dell’uomo”; ed è diventata strada, ponte, coincidenza di inizio e fine, eterno ritorno, porta, uscita, conquista del centro del mondo che gira. È diventata il metodo per valicare il confine e conquistare nuove terre e nuovi cieli.

Una Risposta to “Dal Porto delle scimmie di Luca Ormelli”

  1. Luca Ormelli Says:

    Ringrazio Wilmo & Franco della stima che mi accordano con la loro animata disamina. Ad maiora, Luca

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