Natura e cultura: le due vie

Ma la seconda è percorsa a occhi aperti.
La  prima con brevi risvegli, poi come trasportati, e con un sonno così lungo che il suo nome è morte.

Il giro della natura — quello che compie il corpo altalenante fra la veglia e il sonno, il ricordo e la dimenticanza, il conscio e l’inconscio, la vita e la morte —, non è in nostra mano o solo, appunto, nei piccoli tratti sopra indicati.
Invece il giro della cultura, dopo che la filosofia è giunta alla fine del suo cammino circolare che si è chiuso dove è iniziato, ora è completamente in vista.
Così ognuno di noi che partecipa ai due giri contemporaneamente, è l’una o l’altra cosa e a volte le due assieme.
È presente e assente, nella luce e nel buio, nel tempo e nell’eterno, nel conscio e nell’inconscio, nella vita e nella morte (per lo sviluppo di questi aspetti: Il tempo lineare e l’eterno ritorno).
Però quando si arriva a conoscere l’intero giro, cioè la via filosofica da inizio a fine, allora si può scegliere la parte.
Si può sapere da dove si arriva e perciò iniziare il viaggio da luoghi e tempi determinati.
Si può prevedere dove si va e terminarlo anziché essere tolti a nostra insaputa.
Si può conoscere tutto il percorso e fermarci dove ci aggrada.
Come se fosse una vacanza.

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