2. Cronache da L’eterno ritorno dell’uguale

“L’uguale” (o “lo stesso”, o “il medesimo”) è l’essere o gli appartiene. Il ritorno si svolge perciò dal mondo “eterno” a quello delle “apparenze”. Avrebbe altrimenti ragione Luca Ormelli quando afferma che “nell’essere tutto è, nulla torna ad essere poiché se così fosse dapprima del ritorno all’essere non-sarebbe-stato-essere”.
Dunque l’eterno ritorno dell’uguale è il ritorno all’apparenza di quell’ente immutabile ed eterno che si chiama anima, spirito, verbo, ecc. nei miti, misteri, religioni, poesia, e recentemente “Io” e “Sé” nella filosofia. Un ente che ora può prendere liberamente la via del ritorno perché conosce la strada. Moto apparente tuttavia, come quello del sole attorno alla terra, perché il Centro (l’essere) è immutabile e immobile e ciò che gira è il mondo (le apparenze). (Vedi L’antica via dei miti e dei misteri, capitoli 24-25)
C’è il retaggio dell’incarmazione di Dio in questo ritorno, o dell’irrompere dell’eternità nel tempo; ma per noi ora tutto appare dalla filosofia e dalla sapienza greca che l’ha generata.

2 Risposte to “2. Cronache da L’eterno ritorno dell’uguale”

  1. luca ormelli Says:

    Ma cari Wilmo e Franco, Luca Ormelli HA ragione per quanto gli ripugni la ragione. L’eterno ritorno dell’uguale è un (falso) movimento percepibile solo attraverso uno sguardo prospettico del quale, a quanto sappiamo, non sono provvisti gli animali gli unici, questi ultimi, che vivono il tempo della vita e non quello della storia (come gli uomini) ma così come gli uomini possono “fingere” (etimologicamente) l’eterno ritorno ed esperirlo per brevi frammenti di estasi mistica (non certo per via speculativa cui è preclusa l’apertura alla perennità) allo stesso modo gli animali lo vivono nel loro quotidiano – insensato quanto più dotato di sensi – condursi. Non c’è via all’eterno ritorno che passi attraverso la ragione più di quanto non c’è via analitica che proceda dai sensi. Teorizzare come voi fate – encomiabilmente certo – l’eterno ritorno quale prassi richiede una ascesi ed una ascesi si affranca dalla ragione per mandarla in frantumi mediante il rapimento estatico. La via dell’estasi non si addita né si insegna; la via dell’estasi si percorre. Cordialità

  2. wilmo e franco boraso Says:

    Caro Luca.
    E’ proprio L’eterno ritorno dell’uguale come “prassi” che abbiamo inaugurato – tale è la via filosofica giunta a compimento. L’ultimo tratto l’abbiamo davvero percorso con piedi e mente, via della natura e della cultura assieme. Per l’intero percorso – idearlo e costruirlo -, ci sono voluti venticinque secoli, ma ora è terminato. Un ritorno nel mondo delle apparenze e poco importa se ci appare della stessa natura anche il cammino per arrivarci. D’altronde il mondo delle apparenze ha vari aspetti anche in filosofia: per il materialismo storico è densa e cupa materia, mentre Shakespeare dice di esso che è della stessa consistenza dei sogni. Ciò che conta, allora, è che nell’apparenza si piange e si ride, ma se si torna sapendo e volendo si può scegliere.
    Nel progetto e costruzione della via filosofica, la ragione ha avuto una parte importante all’inizio (l’Alba della filosofia e della civiltà) e fino al Tramonto. (vedi Compendio, parte seconda, punto 5). Dopo è stata solo una lanterna, come quella che il pellegrino accende nella notte senza luna e stelle per vedere dove mette i piedi; ma la meta deve già averla in testa e anche la direzione da seguire. Verso Occidente nel nostro caso e ciò fin dall’inizio, poi anche nella metà oscura aspettando l’Alba.
    L’attraversamento della metà oscura (notte, sonno, inconscio, morte) ha richiesto metodi diversi da quelli usati durante il Giorno della filosofia (vedi in Compendio l’attraversamento dell’Abisso e la scoperta del segreto della Porta).
    Questa la nostra esperienza, diversa dalle costruzioni soltanto mentali o a cose accadute in altri ambiti, come in quello che conduce all’estasi.

    Se l’eterno ritorno non è più essere gettati e tolti come ciò che avviene in natura, chi ritorna saprà perché lo vuole.

    Cordiali saluti

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