7. I genuflessi davanti alla morte

Charles André van Loo (1705-1765), La fuga di Enea che sorregge Anchise sulle spalle (1729)
La filosofia è una strada verso l’eternità e l’ha raggiunta. Ma molti dei suoi maggiori rappresentanti sono ancora per strada, nella parte notturna di essa e si sono smarriti in quel buio. Sono dei genuflessi davanti alla morte e insegnano la loro condizione e che bisogna rassegnarsi.
Ha detto Vattimo che dobbiamo abituarci “a sopportare il pensiero della nostra mortalità”.
Ha detto Galimberti che “l’uomo generato dall’anima platonica amica delle idee immutabili ed eterne, ha abitato l’Occidente come sua patria”, ma ora “non riconosce alcun immutabile, e perciò si consegna alla propria fine”.Come siamo caduti in basso! Da Socrate a loro c’è declino, caduta, inabissamento.

Ma se bisognava arrivare fino a quel punto – è anch’esso una pietra miliare della via –, ora però c’è chi è salito e ha chiuso il giro.
Il risultato è L’eterno ritorno dell’uguale e non la morte eterna.

3 Risposte to “7. I genuflessi davanti alla morte”

  1. luca ormelli Says:

    Di Vattimo le esternazioni dettate dalla senilita’ ormai non si contano. Galimberti poi! Un filosofo da festival o meglio, da workshop della HP. In Italia abbiamo avuto nel solo ‘900 Michelstaedter, Giuseppe Rensi, Andrea Emo e Franco Volpi e staimo ancor qui ad alambiccarci sulle ciacole di alcuni sepolcri accademici…

  2. Anonimo Says:

    Al diletto nipote Giuliano.
    Sorpreso e soddisfatto per la scelta dell’illustrazione di I genuflessi davanti alla morte, che dice:
    beccatevi quest’enigma, e chi non lo risolve rimane a Troia.
    Come ai tempi della sapienza antica, quando l’uscita era dalle “case della Notte” e chi non ripondeva era sconfitto e ucciso. Wilmo

  3. wilmo e franco boraso Says:

    Caro Luca.
    C’è anche un altro genere di filosofi accademici: quelli dell’ermeneutica. Continuano a menarsi sulla giostra che gira ed hanno ormai la testa in confusione.
    Ma è necessario dirlo, per avvertire tanti giovani che li seguono. Altrimenti basterebbe per tutti il verso: Non ti curar di loro ma guarda e passa.

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