Oltrepassare Severino 1

Tiziano Vecellio, Sisifo (1548-49)

Partito dall’idea che ente ed essere non sono distinti e separati – ciò che è in Parmenide, per esempio –, con la conseguenza che ogni uomo è un Dio, anzi un “Superdio”, e il dio delle religioni viene cancellato, Severino ha poi speso il suo insegnamento a sostenerla, svilupparla, dimostrarla. Tale è la sua opera: il più grande monumento al nulla che sia mai stato scritto. E i frequentatori abituali del suo pensiero che provano ad arrampicarsi su quella allucinante struttura, immancabilmente scivolano da qualche parte e inevitabilmente si ritrovano al punto di partenza. Una nuova versione della fatica di Sisifo, insomma.
Si badi bene però: costruire un monumento siffatto è opera filosofica di grande importanza in tempi di nichilismo diventato condizione normale, tanto è vero che abbiamo sempre chiamato Severino “Re del nichilismo”. Lo dimostra anche il fatto che c’è sempre una lunga fila che va a vederla e studiarla, ma poi non resta nulla. Nulla che aiuti l’uomo dei nostri giorni a superare davvero la sua condizione.
Ciò che invece noi abbiamo fatto completando e illuminando la via dell’eterno ritorno dell’uguale (vedi Friedrich Nietzsche e l’uscita dal cerchio dell’eterno ritorno).

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