Giovanna

Giovanna, 5 luglio 1985 – mattina

Inosservate sorgono le montagne:
senza sforzo o stanchezza,
senza aiuto né plauso
si elevano le loro violette forme.
Sui loro volti eterni
Il sole guarda a lungo,
sino all’ultimo − d’oro −
cercando compagnia per la sua notte.

C’è il Tao ad un passo dalla poesia di Giovanna, perché anche dal Tao le montagne (e le “diecimila creature”, cioè il mondo) sorgono così, “senza sforzo o stanchezza/ senza aiuto né plauso”, perché il Tao “in eterno non agisce e nulla v’è che non sia fatto”  (Tao Tê Ching, XXXVII, a cura di Fausto Tomassini).
La poesia è appena al di qua del confine da dove spuntano le cose (vedi il post recentemente pubblicato intitolato Mondo, confine, aldilà) e il Tao appena al di là. Fra i due “La porta della misteriosa femmina/ scaturigine del Cielo e della Terra”  (Tao Tê Ching, VI, a cura di Fausto Tomassini).

Un giorno Giovanna (o forse avrà un altro nome) incontrerà la sua poesia e questa nota e sarà colta da misteriosa e profonda malinconia e vorrà capire. Perché di là, nel Tao, (un appellativo dell’Essere e viceversa) c’è l’eternità, ma di qua l’individuazione, ciò che più conta per ognuno.

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