Profilo filosofico

René Magritte, La condizione umana (1933)

René Magritte, La condizione umana (1933)

 

Nella nostra concezione, la filosofia, nel suo svolgimento lungo i secoli e fino ai nostri giorni, è stata un cammino che con le tante impronte di passi è diventata sempre più una via circolare, costruita sopra antichi giri della natura, e giunta ora a conclusione, cioè alla fine che coincide con l’inizio.
Ciò che era d’altronde previsto fin dal progetto iniziale, quello pensato ed esposto dai sapienti della Grecia antica, che hanno preceduto i filosofi. Essi hanno visto aprirsi lo spazio luminoso dove il percorso si sarebbe svolto, e lì è cominciata la loro opera. Era l’aurora non solo della filosofia ma di un’intera civiltà, quella greca, che poi si è estesa ed è diventata “Occidente”, chiamata così perché il percorso, partendo dalla Grecia, ha preso subito la direzione del Tramonto, e in tale senso si è svolto fino alla fine.
Questo progetto di via e le prime esperienze sono poi state date in cura ai filosofi e si possono seguire sviluppi e risultati nella lunga storia della filosofia e in quella dell’Occidente intero, guardando le singole opere, collegando i risultati, annotando i tempi dello svolgimento. Gli ultimi dati sono l’opera filosofica in oggetto, dove sono esposti fino alla conclusione, che è l’arrivo in Centro. L’uomo nuovo che nasce da questa esperienza è l’ “eterno ritorno dell’uguale”.
Sono pietre miliari della via ed aspetti e tratti chiari e distinti di essa i seguenti:
− la forma circolare, quella prevista e indagata dai sapienti, specialmente da Parmenide ed Eraclito;
− l’inizio, avvenuto con Socrate, il primo filosofo;
− il Mezzogiorno e il Meriggio, il lungo tratto della filosofia moderna;
− il Tramonto, che comincia dopo Hegel;
− i primi passi nella Notte di Schopenhauer;
− la Mezzanotte, esperienza di pochi finora, il tempo di Nietzsche, Heidegger, Jünger;
− in quel punto c’è la coincidenza degli opposti, il Ponte sull’Abisso, e la Porta;
− la coincidenza degli opposti è il punto dove la fine del giro incontra il suo inizio, o dove la fine della Notte e l’inizio del Giorno sono “lo stesso”;
− il Ponte sull’Abisso era l’impresa più ardua, perché si trattava di superare in modo consapevole ciò che normalmente e comunemente chiamiamo morte;
− dopo il Ponte una Porta, simile ad un valico di frontiera, anzi essa è il primo di ogni altro, il passaggio originario;
− la Porta divide la parte diurna da quella notturna (“separa i sentieri della Notte e del Giorno” ha detto di essa Parmenide, e per Nietzsche si trova alla confluenza di due sentieri, “uno sempre più avanti e sempre più lontano, lungo un’eternità, l’altro all’indietro, sempre più indietro, un’altra eternità” (Nietzsche, Così parlò Zarathustra – La visione e l’enigma);
− perché la Porta s’aprisse, c’era un segreto da svelare, diversamente non si passava nei modi della filosofia, ma anche quest’impresa è riuscita;
− appena dopo la Porta ed uscendo da essa, le indicazioni del Centro;
− quando si arriva in quel punto, da cui un giorno lontano siamo partiti senza sapere portati dalla natura e dal Destino, lì avviene il ritrovamento e riconoscimento di sé;
− il titolo completo di quest’evento è Eterno ritorno dell’uguale, o dello stesso, o del medesimo, quel medesimo che prima non sapeva ed ora invece sa di essere un ritorno;
− da quel punto, tutta la via appare in un solo sguardo.

I pochi che sono arrivati fino ad esso, “che sta dappertutto e la circonferenza in nessun luogo”, l’hanno così espresso:
− è “l’Amor che muove il sole è le altre stelle” (Dante);
− è il “Motore immobile” di Aristotele;
− il Bene di Platone;
− il Noumeno di Kant;
− l’Io assoluto di Fichte, Schelling, Hegel, Gentile;
− il di Jung – insieme di conscio e inconscio, perché la via filosofica che si percorre per raggiungere il Centro è metà nel Giorno e metà nella Notte;
− Boezio l’ha chiamato “il luogo eterno” e l’ha definito “il possesso totale, istantaneo e perfetto di una vita interminabile”;
− da quel presente eterno, Marco Aurelio “ha visto tutte le cose: quelle che furono nell’insondabile passato e quelle che saranno nel futuro” (Marco Aurelio, Pensieri, libro IV, 37);
− Thomas S. Eliot l’ha definito così: “Io posso solo dire, là siamo stati (nel punto fermo del mondo che ruota): ma non posso dire dove./ E non posso dire per quanto tempo, perché questo significa/ collocarlo nel tempo” ( Burnt Norton).

Così è finito il giro della filosofia, quello iniziato in Grecia da Socrate nel lontano IV secolo a. C.: con la conquista dell’ “eterno ritorno dell’uguale”. Ma non termina qui la filosofia. Solo un giro, e si ricomincerà, come riprende la veglia dell’uomo nel giorno dopo il sonno della notte.
Ora riprenderemo vite interrotte, continuando quelle precedenti.

2 Risposte to “Profilo filosofico”

  1. Anonimo Says:

    Caro Giuliano.
    Sai cos’è il quadro di Magritte intitolato “La condizione umana”? E’ la natura illuminata e trasformata dall’arte e dalla filosofia. E tu l’hai trovato e collocato nel punto dove si potesse capire.

  2. Anonimo Says:

    se questo blog fosse un quadro l’avrebbe senz’altro dipinto magritte. giul

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