La via personale dell’eterno ritorno

Gerardo Dottori, Forze ascensonali (1919)

Gerardo Dottori, Forze ascensionali (1919)

L’eterno ritorno dell’uguale non è idea soltanto filosofica e non appartiene solo alla filosofia, ma nei modi del ritorno dell’eterno nel tempo c’è in ogni altra fonte o aspetto della cultura.
Ecco alcuni esempi.
− Nella religione cristiana c’è l’incarnazione dell’Eterno. È il figlio Gesù l’incarnato, la seconda persona della santissima Trinità; e ci sarà ritorno alla fine dei tempi per giudicare i vivi e i morti.
− Nel Buddhismo i ritornanti sono i Bodhisattva − “i Signori che guardano in giù con pietà”. Essi dove c’è il confine fra il tempo e l’eternità, dopo aver raggiunto la coincidenza degli opposti, non procedono oltre. Si fermano e fanno voto di non oltrepassare se prima non comunicano e donano la conoscenza della via a tutte le creature. Ormai radicato nell’eternità ma operante nel tempo perciò il Bodhisattva.
− In Platone il ciclico movimento si svolge dalla caverna, in salita, fino al mondo delle idee, e poi per i filosofi l’obbligo imperioso del ritorno, per aiutare i prigionieri − rimasti in catene e ingannati dalle ombre − ad uscire anch’essi nella luce. Così le sue parole: “Non dobbiamo permettere (ai filosofi) di rimanere colà […] senza voler ridiscendere presso quei prigionieri e partecipare delle fatiche e degli onori del loro mondo, a prescindere dalla minore o maggiore loro importanza”. (Platone, Opere, 519d, trad. di Franco Sartori)

Ma perché tornare lasciando il Paradiso, il Nirvana, il Bene, sia pure come in vacanza in una località che si chiama vita umana?
Negli esempi riportati la ragione è una sola: per aiutare il prossimo che si trova attardato e bisognoso. Perciò per amore, dice il cristianesimo. Per compassione, dice il buddhismo. Per liberarlo dalla prigione della caverna, dice la filosofia fin dal suo splendido inizio.
E così è anche per noi. Infatti la conoscenza della via, dall’antica Grecia fino alla conclusione, è ora a disposizione di tutti, esposta in Internet che sta diventando sempre più il dna della cultura.

Ma c’è anche un altro aspetto dell’eterno ritorno che era assente o non è mai stato posto sufficientemente in vista, o così sembra. È quello che è alla portata di ognuno ora che, oltre al cammino filosofico, ci sono anche vie private. E nei modi del singolo la via non comincia dall’antica Grecia, ma dalla propria esistenza ed esperienza. La mia da una chiesetta alpina di un piccolo paese del Cadore che si chiama Grea, e il tempo impiegato non è stato lungo venticinque secoli ma cinquant’anni.
Tutto ciò è già accaduto, quindi ha il sigillo dell’esperienza. Ma ha anche il sostegno della ragione: perché se l’eterno ritorno è stato, è e sarà, di tal natura è anche chi poi giunge a sapere che è “lo stesso” che ritorna. Non uno, poi un altro che non è il primo, o un terzo che non è nessuno dei due procedenti ecc., come si crede che avvenga, ma “lo stesso”. Se così stanno le cose, quella via ha solo “eterni” nel suo giro, anche quelli che, come si dice nel mondo delle apparenze, sono stati e non sono più, o non sono ancora. Invece ci sono, si tratta allora di evocarli e riconoscerli.
Ne saremo capaci? Dipende dai segni che abbiamo lasciato lungo la via e se soltanto su un tratto di essa o su tutta. E qui è necessario che sia sull’intero percorso (vedi Il tempo lineare e l’eterno ritorno). Solo in tal caso si arriva a sapere che il tempo è circolare e che sotto l’aspetto eterno non ci si muove. Chi inizia la rotonda via ha i piedi contemporaneamente anche nella fine e quel che comincia allora è il giro delle apparenze o nelle apparenze.

Nel mio caso inizio e fine assieme avevano l’aspetto di due chiesette uguali. All’inizio una era sulla terra, in cima ad un pendio in fiore, e l’altra in cielo come specchiata nell’azzurro di un limpido mattino di settembre, e sembrava l’immagine speculare della prima. Ed io ho cercato la seconda e dopo tanti anni l’ho trovata.
Nel frattempo ho camminato ad occhi aperti e i miei passi son diventati impronte e le visioni parole di un “ritorno eterno”.
Nel frattempo le due chiesette che sembravano separate, sia pure nei modi di una cosa e della sua immagine nello specchio, si sono sempre più avvicinate e confuse fino a diventare una sola (vedi La chiesetta sperdutaLe indicazioni del destino, specialmente la tredicesima intitolata Rivoluzione).

Una Risposta to “La via personale dell’eterno ritorno”

  1. Sergio De Prophetis Says:

    io avrei messo il fuoco come elemento della forza ascensionale che al contempo è il passaggio da uno stato ad un altro, e quindi ascensione verso l’oltre…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: