Donne e uomini del nichilismo

Mark Rothko, Senza titolo (Nero su grigio) (1970)

Mark Rothko, Senza titolo (Nero su grigio) (1970)

Basta guardare il simbolo del Tao o anche il nostro, il cerchio giallo grigio su campo bianco nero (vedi L’origine del nostro simbolo), per capire qualcosa di ciò che sta accadendo fra uomini e donne in Occidente.
L’uomo ha sempre occupato la parte chiara delle figura, cioè il Giorno. La luminosità della ragione.
La donna prevalentemente l’altra: l’altra metà del Cielo, quello della Notte, dove stanno i sogni e i sentimenti.
Non perciò la donna era irragionevole e l’uomo sempre librato nell’azzurro, ma le tendenze erano queste ed era quanto che li distingueva dopo l’aspetto fisico, anche perché le qualità diverse avevano campi diversi di esplicazione: le donne prevalentemente nella famiglia, gli uomini nella società.
Ora non più. Da alcuni anni sono diventati numerosi gli sconfinamenti e ora c’è l’invasione, soprattutto dalla Notte verso il Giorno. Un tutto grigio che è uno dei tanti aspetti del nichilismo diventato condizione normale, perché l’invasione è mescolamento, promiscuità, scambio di ruoli: uomini e donne formicolanti assieme.
Inoltre il grigiore è entrato anche nei singoli individui, perciò i tanti transessuali e gay.

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