Narcisi […] Nuotatore

Vincent van Gogh, Notte stellata (1889)

Vincent van Gogh, Notte stellata (1889)

NARCISI
1.
Sono i Narcisi i più simili alle stelle./ Un nucleo giallo e petali di luce.
2.
Si dovrà verificare il tempo di una stella,/ cioè dove sta chiusa la sua luce./ Io lo vedo dai Narcisi che c’è limite di stella.
3.
D’altronde io vedo stelle nella notte/ e bianchi Narcisi dentro il prato/ e sono punti della luce stelle e fiori.
4.
È perfino più bello l’altopiano:/ ad onde è il tempo e precipita in burroni./ Qui una stella si tocca con la mano/ e si attraversano galassie in quest’andare.
1a.
Ognuno aggiunge a quello che già giace./ C’è visione nel Logos del Narciso/ e la visione si posa qui sul prato./ La veste del presente io gli aggiungo.

NASCERE
1.
Nasci vecchio, cioè tutto passato,/ e muori giovane, diretto a nuova vita.

NASCOSTO
1.
Il Nascosto è anche luce che non ha chi vede.
2.
Dio è anche la manifestazione del nascosto.
3.
Realizzati così a nuca e viso,/ siamo sempre una parte./ L’altra è il Nascosto.
4.
Però l’uomo è bifronte quando va con Dio.

NATURA-CULTURA
1.
Io della Natura ricordo questa data:/ una primula sbocciata nell’inverno/ in una nicchia volta al sole del gran bosco.
2.
C’è anticipazione anche nell’umano.
3.
Anticipazione della primavera/ è il momento più profondo dell’inverno.
1a.
L’ultimo grado di natura che conosco/ è stato l’uscita dal giorno del Logos/ avvenuta ventisei secoli fa,/ che è simile all’uscita nel giorno del sole/ arrivando dal ventre della donna./ Physis è un altro nome di quell’avvenimento/ non diverso da natura./ “Sulla Natura” è il titolo dei poemi/ di Parmenide, Anassagora, Eraclito…/ che hanno raccontato quell’uscita.
2a.
È stato un risveglio della Natura,/ un cogliere la luce in un altro modo,/ l’esplosione della sapienza del V° secolo a.C./ e l’inizio della filosofia.
3a.
Natura è, quindi, anche la sapienza,/ Natura è anche la filosofia,/ Natura è questo chiudersi di un Giorno/ e la Porta che si apre per uscire.
4a.
L’aprirsi della Natura è uguale a Porta,/ che è come foro di germoglio.
5a.
Io dico alla Natura: portami avanti,/ fammi continuare che io canto la tua Storia.
6a.
C’è sempre inverno e notte quando si scende,/ e poi primavera e aurora nei ritorni.
1b.
Sapienza è un risveglio della Natura,/ l’apertura di un foro per passare/ e lo sbocciare di un germoglio nuovo./ Filosofia è la continuazione/ di quella vita nel Giorno luminoso,/ fino al fiore al frutto e al seme.
2b.
Io di questo seme antico/ − diventato pianta, fiore, frutto,/ e ancora seme di altre terre − ,/ da molto ormai conosco il giro di Natura.
3b.
Si ritorna nel grembo della Natura/ per lo stesso foro da cui si è emersi./ Questo è il significato della Porta/ che divide i sentieri/ per le vie del Giorno e della Notte.
4b.
Leggetevi un po’ come è emersa/ nella Grecia antica vita e conoscenza,/ che poi nell’Occidente s’è diffusa./ Lo troverete in Parmenide il racconto.
1c.
La sapienza del V° secolo a.C./ è un risveglio di Natura./ Filosofia ciò che percepiamo del virgulto/ che è sbocciato e cresciuto./ Tutto è Natura in quest’avvenimento.
1d.
La natura degrada ed elimina/ quel che non serve più alla specie./ La cultura invece è rivolta ai singoli/ per sostenerli e salvarli.
1e.
Ci sono mutamenti della nostra Natura/ che stanno avvenendo/ sotto gli occhi della Cultura/ e sono da essa colti e spiegati./ Ecco in che modo il singolo/ s’impadronisce dei segreti della madre antica/ e li usa a suo vantaggio.

NATURA NATURATA-NATURA NATURANTE
1.
Natura Naturata, cioè sedimentata o precipitata/ o anche deietta e abbandonata,/ è tutto quello che si vede da altezza d’uomo./ È cioè il cielo e le sue stelle/ e la terra con le piante e gli animali./ Natura Naturante è invece il vedente e non il veduto,/ è l’uscente e non il detenuto senza mai scampo/ in immutabili cicli in cielo e in terra.
1a.
La Natura ha imprigionato i vegetali dentro il sole/ a servizio di altri che li hanno superati.
1b.
S’imprigiona a vita superata/ perché sia pietra di sormonto a chi sorpassa.
1c.
Continueranno a fornire, ripetutamente e instancabilmente,/ i loro fiori e frutta agli animali./ È così che rinchiude la Natura.
1d.
La Natura naturata è solo legge,/ quella Naturante è anche libertà.
1g.
La libertà di passare se si vuole,/ o di diventare natura Naturata se si resta.

NAVICELLA
1.
Io la Navicella/ sopra il mare immenso.
2.
Al vento del divino/ ho steso la mia vela/ e scorro sulla luce.
3.
Io il navigante sul globo della luce,/ l’antica sfera che apparì al veggente.
4.
C’era il nulla aldilà in quell’antico/ ed ora soffio, vento, vela, ala./ C’è la vita che si libra sulla luce.
5.
Luce è il mondo nell’ultima misura.

NEBULOSE
1.
Reti nel nulla a catturare spazi.

NECESSITÀ
1.
La necessità non ha mai la luminosità più viva/ e il sole deve scendere e salire.

NECESSITÀ-VITA-LIBERTÀ
1.
La Vita è come terra presso il mare,/ le sue tracce le scioglie l’onda e in vento./ Il resto è cosa o è il divino./ La vita è linea di confine.
2.
Per sfuggire da Necessità/ la Vita ha la morte./ Solo così si va da cosa a Dio.
3.
Vita io devo restare dove tu sei/ nell’esile filo di confine,/ per piangere, godere e per capire.
4.
Ho trovato solo la Vita senza la Necessità./ Anche il pensiero è sorto incatenato fin dall’inizio.
5.
La Libertà sta in cima al Necessario/ e c’è da arrancare se la vuoi fino alla cima.

NESSUNO
1.
Ciò che appare come cosa nella vita/ non è Nessuna cosa quando è fuori.

NEURONE
1.
State pur certi che se un pensiero mi prende di poesia,/ una nuova rete s’accende fra i Neuroni/ per cime e passi alti di confine.

NEVE
1.
Neve è veste del mondo ed è regale/ come il manto d’ermellino del Signore.
2.
Ho camminato per riempire d’orme il mio prato,/ perché sia ricco di cose come il mondo./ Ma così si è perso il tempo della Neve,/ il suo manto immacolato s’è disfatto.
1a.
Ecco la Neve!/ M’è apparso all’improvviso/ un punto di biancore che volteggia/ e poi più punti a rallegrarmi il cuore.
1b.
Arabescati i rami di biancore.
1c.
Come si copre questa terra di biancore/ così cresciamo anche noi, strato su strato,/ e poi spunta in primavera il nuovo fiore.

NICHILISMO
1.
Siamo dei viventi/ che non vivono soltanto di luce e sole/ come gli alberi e i fiori,/ ma anche di luce dell’Essere/ −  di ciò che fin dall’inizio/ è stato chiamato così./ Ma dopo il suo Tramonto/ quella luce non giunge più/ e anche il suo ricordo sta svanendo,/ Perciò il Nichilismo in questo tempo.
1a.
Nichilismo è la morte dell’Occidente,/ della sua Storia, del suo pensiero forte./ Ma continua a sopravvivere materialmente/ per mezzo della tecnica./ Tecniche militari che impediscono / le invasioni “barbariche” violente./ Tecniche civili, che consentono/ la continuazione dello sviluppo e del potere./ Almeno fino a che anche le altre civiltà/ non le imparano e le applicano./ Poi quando la tecnica sarà sviluppata dappertutto o quasi,/ ci sarà l’ultima atto:/ la battaglia di Armagheddon./ Solo dopo si potrà parlare di Rivelazione.

NOI
1.
Noi siamo una composizione superficiale/ proveniente da un profondo sconosciuto.

NOME
1.
Nessuno sa chi è di ciò che è stato./ Solo l’ultimo risponde con un Nome.
1a.
Chiamiamo la vita nella cosa uomo/ quando pronunciamo il Nome Dio.

NORMALITÀ
1.
Stiamo procedendo verso qualcosa/ che diventerà una Normalità/ diversa da questa,/ una nuova rappresentazione.

NOSTRO
1.
Questo mondo non è Nostro./ Non è Nostra la terra, il sole, l’acqua, l’aria…/ Ma è Nostra invece la visione che abbiamo ricavato/ da ciò che non è Nostro:/ forme e colori della terra,/ il tondo sole che splende nell’azzurro,/ le chiare e fresche acque del torrente,/ o quelle verdeggianti del gran mare,/ l’aria trasparente che ci scende in gola…/ Questo è tutto Nostro,/ il resto è Dio o appartiene a Lui.
2.
Il colore azzurro, o verde, o giallo,/ vuole l’occhio e il cervello per apparire./ E quando è pronto entra nella mente,/ il suo teatro.
3.
Generalmente e comunemente il teatro e sempre aperto/ ad ogni risveglio d’uomo,/ e sulle parti provate e riprovate in ogni istante/ si esibiscono gli attori.
4.
Ma un giorno compariranno attori mai veduti/ in un teatro completamente rinnovato/ e sarà tutta nuova la rappresentazione.

NOTTE
1.
Le stelle del giorno come il sole,/ non si può ignorare che giungono dalla Notte/ varcando la porta dell’aurora./ Similmente accade alla vita sveglia./ La terra e l’uomo sono stazioni della luce.
2.
Della dimensione segreta da cui emerge la luce/ per illuminare la terra e l’uomo,/ conosciamo soltanto il cielo della Notte/ e ci giungono immagini dal sonno e dall’inconscio.

NOTTE DEL LOGOS O DELL’ESSERE
1.
Fuori del Logos – la sfera di luce/ dove siamo immersi − ,/ c’è la Notte del Logos.
2.
Fuori del Logos c’è la Notte del Logos/ dov’esso appare come stella.
3.
E nella Notte si vedono i cammini circolari della luce/ e quindi anche le aurore e i tramonti.
1a.
C’è Notte ormai nella visione umana./ La sfera della luce è tramontata.
2a
Se un giorno si stabilirà l’inizio della Notte,/ sarà la guerra del Golfo l’ora esatta.
1b.
Entrata nella Notte,/ quest’umanità sarà sempre più/ animalità di grado razionale,/ dalla quale l’apparato scientifico-tecnico/ preleverà cavie da laboratorio/ e schiavi da lavoro.
1c.
Io parlo dell’essere come di una dimensione/ che c’era vicina e abituale come il sole per le piante,/ anche se invisibile e intangibile/ perché non abbiamo occhi formati per vederla/ né mani adatte per toccarla./ E tuttavia la vita reagiva alla sua luce/ illuminandosi, entusiasmandosi e progettando./ Ora non più. Si dice che c’è la fine della storia./ O è la Notte dell’Essere che influisce/ e la vita risponde con lo smarrimento, l’angoscia/ e la rinuncia della vita.
1d.
È Notte, anche se il sole d’agosto sta splendendo,/ perché è il Logos e non il sole il tramontato.
2d.
Dovete sapere che su una vita invisibile/ che si chiama mente/ splende un sole invisibile/ che si chiama Logos./ E la prima porta i colori del secondo e li mostra,/ come i fiori il sole.

NOTTE-MORTE
1.
Qualcuno ha preso la via della Notte,/ questa che incombe sull’Occidente intero,/ e sta camminando verso la sua fine./ Anzi in una visione che l’anticipa/ ha visto l’Aurora ed è entrato nella sua luce.
2.
La Notte dell’umanità occidentale si chiama morte/ e vita è sogno che si sogna in essa,/ fatto di intrecci e di sostentamenti/ degli innumerevoli sognanti.
3.
Uscir dal sonno e sogno è uscita da un intero.
4.
Prendere la via della Notte significa allora/ tentare qui l’uscita dal sonno comune/ e dal comune sogno/ obbedendo a lampi antichi di risveglio.

NOTTE-NULLA
1.
Sospetto che gli innumerevoli/ fallimenti, cadute, spegnimenti/ siano la Notte e il Nulla.
2.
Allora il sorpassato è illimitato,/ è la Notte dove brillano le stelle.
3.
Innumerevoli spegnimenti sono la Notte.
4.
Innumerevoli spegnimenti della vita/ di cui Nulla si vede in cielo e in terra/ sono il Nulla.
1a.
La Notte è il divino di tutte queste stelle.
2a.
Se vuoi vedere l’uomo/ devi entrare nella sua Notte.
1b.
Noi, gli abitanti del giorno./ L’Essere è il signore della Notte.
2b.
C’è una Notte tentata da una luce./ L’uomo cerca Dio nel suo cammino.
3b.
Quella Notte senza stelle/ è qui il divino o Nulla.
4b.
Notte delle stelle/ (quella che si vede)/ è un suo ampio racconto.
5b.
Io parlo della morte/ come di una Notte nuova accesa dalle luci,/  quindi di un cielo ancora che si aggiunge./ Si porta cioè la vita oltre il disegno antico.
1c.
Apri la Notte che non è mai stata (la morte)/ se esci dalla vita e tu la guardi.

NOTTE-SONNO
1.
Notte e Sonno stanno assieme e tu non sei,/ ma poi giunge il mattino ed il risveglio.

NOVITÀ
1.
Se dico che esco a vedere la luce/ che mi ha chiuso nell’umano,/ insinuo la novità nel piano antico/ che l’uomo e il suo Dio hanno redatto,/ o aggiungo un nuovo capitolo alla vita.

NULLA
1.
Il Nulla è il silenzio di tutte le parole pronunciate.
2.
È l’assenza di tutta la vita disparita.
3.
È dove la voce mia passa e si perde.
4.
Dove è sciolta ogni onda o che si scioglie.
5.
Dove si perde ogni parola pronunciata/ ed è appresso il Nulla ad ogni voce.
6.
Appresso a ogni vita e arriva morte.
1a.
Ecco che mi giungono le cose/ quando io mi porto nei domini antichi/ e quando su essi mi sollevo (dopo il sonno).
2a.
Di esse ne vado tante a rivedere e ritrovare./ Anche la cosa che si chiama vita giunge così/ ma è ignoto il suo percorso.
3a.
Se conoscessi il giro della vita/ io andrei a ritrovare la mia dopo la morte.
4a.
L’uscita dalla scena della vita la chiamiamo morte,/ perché ogni ritorno è sconosciuto e indistinguibile.
5a.
La sfera dell’Essere non lo contiene né lo prevede./ Impercorribile si è presentato il sentiero del Nulla/ a Parmenide quando l’ha incontrato,/ e perciò non c’è Nulla al di là quando si esce.
6a.
Ma ora io dico del Nulla che è il non veduto mai da questa vita,/ e dico di quest’uomo che soltanto non ha l’occhio adatto per vedere.
7a.
Se è inaccessibile per l’uomo l’uscita dalla sfera/ −  lo ha detto il veggente che l’uscita ha visto − ,/ allora o cambia l’uomo o dentro si rimane.
8a.
Ma davvero m’appare che il pensiero/ è soltanto il seme di questo mutamento./ E perciò l’uscita è un germogliare/ e poi uno sbocciare nella luce.
1b.
Quando qualcuno s’avvicina con la mente/ e non con il cuore, Egli si ritrae,/ e resta il Nulla.
2b.
Nulla è la dimensione vuota di Dio.
1c.
Io so che Nulla c’è se non guardiamo/ o Nulla di quel che appare/ alla mente e al cuore.

NULLA-TUTTO
1.
Gli infiniti specchiamenti di Nulla sono il Tutto.
1b.
Prima ci sono il Nulla e il Tutto/ e poi ciò che si riesce a cogliere e formare,/ quindi anche la luce e le cose della luce.

NUMERO-MISURA-PAROLA
1.
Questo mondo è il percepito da questa posizione/ che ha Parole, Numeri e Misure per contenere e trattenere.
2.
Possediamo la Misura per ogni dimensione/ e la Cifra per ogni quantità./ E perciò entra ogni cosa e viene collocata.

NUOTATORE
1.
Ho trovato un solco sul lembo estremo del pensiero/ e per quello mi sono inoltrato, io il Nuotatore della conoscenza./ E sono giunto a sponda intatta della vita.
2.
O se giungi alla fine poi aspetta l’onda./ Una ce n’è che ti solleva sulla riva.

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