1. In morte d’Isabella

Marc Chagall, La passeggiata (1917-18)

Marc Chagall, La passeggiata (1917-18)

L’eterno ritorno dello stesso
È ora per me come quest’inverno
Che non c’è più il fiore
Ma è certo che ritorna.

Sapevo che dovevamo ritrovarci nel tempo e nei modi di quando abbiamo scoperto assieme la chiesetta di Grea cinquantasette anni fa, con lo stesso aspetto, per esempio, per riconoscerci; e lei, nel letto d’ospedale dove è morta, si è presentata così, con il volto e il profilo di allora, che poi ho continuato a vedere per le otto ore notturne che l’ho vegliata. Non c’è stata meraviglia in me fin dal primo sguardo, ma solo un pensiero che poi si è ripresentato varie volte durante la notte: non può avere ottantun anni questa ragazza qui.
Poi quelli delle funzioni funebri sono venuti a prenderla al mattino e l’ho rivista dopo mezzogiorno, ma l’incanto era finito. Ora nella cassa non c’era più una ragazza ma una signora anziana composta nella morte.

Ed io che mi chiedevo: quando la rivedrò com’era allora immaginando tempi lunghi per trovarla, m’accorgo invece di averla già veduta. Ora mi rendo conto che si è già presentata prima di ogni aspettativa, prima di compiere il cammino di ritorno in questo mondo.

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