In libreria “La via dell’eterno ritorno dello stesso”

La via dell'eterno ritorno dello stesso

La via dell’eterno ritorno dello stesso. Dalle apparenze all’essere
è disponibile nel formato ebook al prezzo di 4,99 euro
in tutte le principali librerie online.

La via dell’eterno ritorno dello stesso è il racconto del cammino che va dal mondo (le apparenze) all’essere. Giunti nell’Essere, la lingua tace, perché esso è immutabile, immobile, eterno. Dopo c’è il ritorno, vale a dire il cammino inverso che va dall’Essere al Mondo.  L’altra metà del racconto, perciò: la vista del Mondo dopo aver raggiunto le dorate spiagge dell’Essere e aperto gli occhi nella sua luce. E qui comincia anche il nuovo linguaggio, come dice il titolo di uno dei suoi libri: Vocabolario. L’evoluzione della lingua.

*

Qui è possibile leggere un estratto del primo capitolo.

*

Io so che nei miei sogni e nelle mie visioni
Sto attirando altra luce dall’informe.
Non c’è prima la luce e poi la vita
e non c’è la vita e quindi c’è la luce,
ma l’una e l’altra si costituiscono
in un’uscita concordata.

5 Risposte to “In libreria “La via dell’eterno ritorno dello stesso””

  1. La via dell’eterno ritorno dello stesso. Dalle apparenze all’essere | La via d'uscita dal nichilismo Says:

    […] un estratto del primo capitolo di La via dell’eterno ritorno dell’uguale, in vendita nel formato ebook in tutte le librerie […]

  2. Giro intero | La via d'uscita dal nichilismo Says:

    […] O vie di fuga per pochi se i più staranno inerti ad aspettare… « In libreria “La via dell’eterno ritorno dello stesso” […]

  3. Tutto ritorna e sempre | La via d'uscita dal nichilismo Says:

    […] parole, di dar vita ad un Io capace di percorrere anche la parte a Notte della vicenda umana (vedi La via dell’eterno ritorno dello stesso). È lui l’attore dell’eterno giro che è cresciuto fino a percorrerlo tutto, valicando […]

  4. Quattromilacinquecento anni dopo – Seconda parte | La via d'uscita dal nichilismo Says:

    […] Ma perché questo ritorno all’inizio, cioè alla sapienza da cui la filosofia ha avuto origine? Perché ormai appariva chiaramente la rotondità del cammino e si stava andando dove si era già stati: dove la Fine coincide con l’Inizio, e si trattava allora di cercare, ricordare, riconoscere, e di usare queste conoscenze per vincere l’Abisso e raggiungere la meta. Ciò che è riuscito agli autori di questo blog. Ecco come. Giunto sulla sponda dell’Abisso non ho neppure provato a scendere per poi risalire dall’altra parte, perché l’Abisso è senza fondo: ciò significa anche la parola. Perciò ho cercato di passare con uno stratagemma: tornando indietro come già avevano fatto i filologi e filosofi citati, ma appeso con un filo a quella struttura, vale a dire alla Filosofia del Giorno, come un ragno. E ciò anche prima della linea di Mezzanotte, anzi subito dopo la svolta del Tramonto. In questo movimento da funambolo, quando sono arrivato a Mezzogiorno in alto, sotto era Mezzanotte e l’Abisso veniva superato, quando sono giunto all’Alba di venticinque secoli fa c’era la fine della Notte nello stesso punto. Allora sono diventati indistinguibili fine della Notte e Alba del nuovo Giorno. Ecco, dunque, com’è andata: solo un lavoro di ragno che si lascia dondolare nel vento nell’attesa del soffio più forte delle correnti circolari. Solo un vincere l’Abisso approfittando degli eterni ritorni della ruota che gira: non è evidente che essa continua a girare anche se ci sono punti morti per i singoli! Un vincere la morte ruotando nella giostra della vita, perciò; opera di trapezista ora che è fatta, ora che l’Abisso è stato valicato. C’è anche un altro aspetto di questo cammino da porre in evidenza, che suona così. Dunque, mi tenevo appeso all’arcata diurna avanzando verso Levante dopo la svolta del Tramonto, e in tal modo procedevo nella Notte, passo dopo passo, Non mi risulta che prima di me qualcuno abbia camminato contemporaneamente nel passato e nel futuro come ho fatto io, diretto ad un’unica meta, l’Alba, quella vista da Parmenide e quella che avrei riscoperto di lì a poco se riuscivo ad arrivare sano e salvo dall’altra parte: in tempi diversi si, o distinti, o non con la stessa consapevolezza. Io, invece, per l’una e per l’altra arcata nello stesso momento, e sapendo in cuor mio che non era possibile separarle neppure nel pensiero, che non era possibile muovere un passo per una delle due che non fosse anche un eguale avanzamento nell’altra. (Si veda anche La via dell’eterno ritorno dello stesso). […]

  5. wilmo e franco boraso Says:

    Caro Giuliano.

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