Qualcosa […] Rotondità della vita

Paul Gauguin, Il risveglio della primavera (1891)

Paul Gauguin, Il risveglio della primavera (1891)

QUALCOSA
1.
Ciò che la vita/ (fino a quella umana nel nostro caso)/ ha elaborato e presentato da un Qualcosa/ noi lo chiamiamo mondo.
2.
Qualcosa ha nome Dio e ha nome nulla./ O lo chiamiamo indistinto e anche caos/ il più vicino da cui si trae visioni.
1a.
C’è forse un Qualcosa/ che poi diventa nube/ o onda spumeggiante sulla riva/ dopo che entra ed esce dalla testa./ Ma nessuno può dire che prima c’è Qualcosa/ se non dopo che ha visto e riferito.
2a.
Oppure ricorda/ ed è l’origine del mondo/ e la sua consistenza e persistenza/ il ricordo antico.

QUARK-GLUONI-PROTONI-NEUTRONI-MESONI-GLUEPALLE-SPIN…
1.
Essi fanno i pagliacci e i saltimbanchi/ con nasi finti e vesti variopinte/ e saltano, ballano, si arrotolano,/ si innalzano, precipitano, si trasformano,/ scompaiono all’improvviso e ricompaiono/ da quinte o buchi, da fondi senza fine,/ da invisibili altezze oppure da nulla./ Ma son essi o son altri,/ si sono cambiate le vesti,/ e lo stesso l’ordine dei colori!/ E chi li segue nelle loro piroette/ estasiato e frastornato,/ li guarda, li studia, li descrive./ È un mestiere o un gioco,/ o solo un modo di campare!/ Perché non sa davvero chi sono e cosa sono,/ da dove arrivano e dove se ne vanno.
1a.
Stanno estraendo ancora dall’abisso/ e lo intrecciano con numeri e parole/ per far figure nuove d’universo,/ che s’aggiungono a quelle che vediamo.

QUANTITÀ-QUALITÀ
1.
Il computer è un’estensione/ delle capacità del cervello/ in alcune direzioni,/ un utensile insomma,/ come il telescopio e il microscopio/ lo sono degli occhi./ Estensioni delle capacità/ e non è poco,/ ma io sto percorrendo/ nuove Qualità.
2.
Io sono un computer naturale/ che non pensa ad estensioni/ ma ad un salto./ A valicare così l’abisso della morte/ per esempio.

RACCHIUSO
1.
I Racchiusi sono fiori e sono stelle,/ ma c’è l’occhio del presente dentro il prato.

RACCOGLIERE
1.
In genere, come i fiori, si sale nella luce/ e poi si piega verso la terra/ fino a toccarla nell’arco della vita./ Ma si può anche essere Raccolti/ da un angelo che vola sopra gli umani,/ come io Raccolgo il nuovo fiore a maggio.

RACCOLTA
1.
Una fonte d’energia in cielo,/ come un convegno o un raggruppamento/ il risplendente sole/ e noi lo vediamo perché s’è Raccolta/ a misura d’uomo l’energia.
2.
E vediamo la materia Raccolta/ nel luminoso disco che chiamiamo luna/ splendente di luce riflessa.
3.
Similmente anche noi siamo una Raccolta.

RACCONTO
1.
Non conosco/ da dove son partito/ perché non potevo/ senz’occhi vedere,/ senza orecchi/ suoni sentire/ e senza voce/ ripetere parole./ Ma ora/ tutto ciò è avvenuto./ Ho raccolto tanta luce/ e immagini e parole/ da averne colmo uno scrigno./ Quando partirò/ porterò con me il mio tesoro/ e nel luogo dove arriverò/ potrò dire del luogo che ho lasciato.
2.
Racconterò di luce che inonda/ spazio senza fine/ e ritorna puntuale/ ad ogni giorno di vita./ Racconterò dei fiori che sbocciano,/ delle forme piene e rotonde/ che altri semi di vita alimentano./ E Dirò ancora/ che giustizia si mostra/ quando l’uomo al suo simile/ la sua parte di bene consegna/ e si mostra amore/ quando l’uomo il suo simile( chiama fratello.
1a.
Io Racconto ai fiori/ il loro dio/ e perciò parlo con essi/ e non con altri.
2a.
Perché assomiglia/ il loro dio/ al mio nascosto/ e Raccontando/ mi pare di sfiorarlo.
1b.
Cerca di capire, è semplice il Racconto:/ tu vedi il fiore che da se stesso non si vede/ perché hai a disposizione un’altra luce.

RADICI
1.
Hanno nomi diversi le Radici/ che fissano l’umano alla sua terra:/ odio, amore, superbia, ira, invidia…
2.
Nell’immagine le Radici/ hanno lasciato le profondità/ di antiche terre.
3.
Sollevandomi/ si sono allentate/ e anche distaccate/ le Radici./ E così esposte/ le ha la luce disseccate.

RAFFREDDAMENTO
1.
Chi non parla di Dio/ è Freddo in terra.

RAGAZZO-ANZIANO-VECCHIO
1.
Quand’ero Ragazzino/ volevo sapere cos’è la cosa/ e cos’è il mondo./ Sono cresciuto, sto Invecchiando/ e ho saputo:/ non è nulla/ è soltanto un’apparenza/ di chi domanda/ e di chi risponde/ a “cos’è il mondo”.
2.
Il mondo/ è tutte le domande/ e tutte le risposte/ con continuano poi/ con le domande.
3.
Come risposta esatta alla domanda: “cos’è il mondo”/ la teoria delle supercorde vale quanto quella della tartaruga/ che sostiene il mondo sul suo guscio/ e che a sua volta è sostenta da un’altra tartaruga/ e la seconda da una terza e così via./ C’è una sola differenza,/ che nella prima teoria ora alberga, si sviluppa e nidifica/ una nuova specie di viventi: gli scienziati.
4.
Mai io vi dirò chi è l’uomo,/ cos’è il mondo, chi è Dio, cos’è il nulla/ con la pretesa di rispondere davvero/ o di proferire l’ultima parola./ Vi posso dire soltanto: avanti ancora/ che ora c’è la Notte da passare.
5.
Certamente la vita è ciò che appare,/ ma appare però e più del sogno dura,/ ed io vi dirò perciò: facciamola restare/ e intrecciamola di più con canti e danze.
6.
Vero è il perdurare d’ogni apparizione.
7.
Il più grande progetto che riesco a ideare/ è una casa dell’uomo per domani.
8.
E m’accorgo sempre più/ che prima è stata idea/ ogni cosa che c’è/ e che rimane.
9.
E cos’è un’idea?/ un sogno ad occhi aperti/ o anche un sogno del sonno/ presso il mattino./ E cos’è allora la cosa?/ È l’intreccio di un’idea/ con sogni già sognati e conservati.

RAGGIRO-GIRO
1.
L’inconscio è la notte della vita/ che ha nome morte/ se non la si Raggira.
2.
Sono rivolti da una parte sola/ – quella della luce – questi umani,/ come i fiori verso il sole.
3.
Se non si Gira non si vede l’altra faccia:/ né il sonno, né l’inconscio, né la morte./ E si raggira se diventa un Giro/ oppure cosa per poterla ribaltare.
4.
È una cosa in formazione questa vita.
5.
È sempre la notte/ dell’ultimo percorso circolare della vita/ che dobbiamo superare per uscire dalla sfera/ che altrimenti imprigiona inesorabilmente./ E allora si rimane cosa delimitata/ come una stella e come un animale.

RAGIONE
1.
La luce sta lasciando il giorno umano.
2.
Io vedo la sua notte dove è stella/ o il sonno dove è sogno ricorrente.
3.
Io vedo e parlo/ di veduti invisibili/ a chi non esce./ Vedo la mente,/ vedo la Ragione./ Vedo la notte/ dove entra in giorno/ e vedo la morte/ dove la vita scende./ Ma non so dove sono/ gli altri occhi.
4.
Di questo Giorno umano/ che coglie luci in cielo/ non sai la dimensione/ né la Notte.
1a.
La vita Razionale/ – ciò che ti sei chiamato per millenni –,/ è soltanto un giorno breve di tua vita,/ Ma poi ti aspetta di arrivare a Sera/ e conoscere la Notte.
2a.
Finché sei razionale/ sei dentro la tua luce/ e non vedi la Notte più profonda./ Ente della Notte è il nome mio.
3a.
Dentro il Giorno di luce per l’umano/ hai compiuto il tuo cammino e giunto a Sera.
1b.
La Ragione è un giorno/ che nasconde abissi/ come il sole la notte.
1c.
La ragione è stata/ un tratto di cammino della vita/ – via dell’evoluzione -,/ che abbiamo percorso,/ e giunti alla sua fine/ c’è la Porta d’uscita/ che si dovrà presto valicare./ Comunque la Ragione/ oltre che cammino/ è anche un territorio/ attraversato e conquistato/ che si potrà sempre rivedere/ e utilizzare.
2c.
Sono molti i segnali del vocabolario/ che indicano la fine del cammino della Ragione/ e il suo confine e il valico,/ ma segnali e limiti stanno anche in se stessa./ Essi sono il Principio d’indeterminazione di Heisemberg/ che pone limiti all’osservazione del mondo subatomico,/ il teorema di Gödel che ha circoscritto definitivamente/ il linguaggio formale della matematica,/ e la teoria del caos che ha posto fine/ al sogno della Ragione e della scienza/ di conoscere totalmente la natura/ e perciò di possederla e usarla fino in fondo.
1d.
La Ragione cos’è?/ È un globo luminoso/ una sfera di luce/ un ambito di vita/ che io vedo dalla Notte/ tutto intero
1e.
Se la Ragione è luce/ e quindi fase diurna del Giorno umano,/ è necessario conoscere la Notte per passare.
2e.
Altrimenti si rimane cosa fra le cose,/ limitati e chiusi dalla notte e morte.
1f.
La Ragione è stata/ una struttura di galleggiamento sul caos,/ che da venticinque secoli ci sostiene./ Ma ora è circoscritta e assediata.
1g.
La cosa è ciò che rimane dopo un passaggio/ e tutte le rimanenze sono il mondo.
2g.
A diventare cosa,/ – vale a dire limitata, compiuta,/ con un inizio e una fine –/ è destinata anche la Ragione./ Anzi lo è già diventata in tanta parte./ E la tecnica la sua metamorfosi.
1h.
Forse solo l’Occidente può dar Ragione del mutamento/ anche se un mutamente può avvenire senza Ragione/ come è sempre accaduto in passato/ guardando la storia dell’evoluzione./ Vale a dire, non è necessario che si dimostri/ che una cosa succede, quando succede,/ e a chi tocca, se non gli manca la parola,/ lo comunica, lo insegna./ Ma solo l’Occidente può anche dimostrarlo,/ dire come e perché una cosa accade,/ da certe premesse dedurre le conseguenze./ Perché solo l’Occidente ha un uso così della Ragione,/ successivo, prolungato, ininterrotto.
2h.
Un uso così è la sua filosofia e la sua scienza.
3h.
Si parlava per esempio di uomo nuovo./ Ebbene, un mutamento così è percepito/ anche da altre culture, da altre civiltà./ Ne ha parlato Aurobindo, per esempio,/ ed è in bocca a molti suoi seguaci/ i quali – non c’è da dubitare -, sentono/ questo vento che soffia, che muta e che trascina./ Ma solo l’Occidente – io credo – sa da dove viene e dove spira./ Arriva dalla sua Storia millenaria/ nata in Grecia, diretto a Occidente./ L’uomo nuovo è alla fine della sua filosofia.
1i.
La Ragione del mio ritorno in questi luoghi/ è ritrovare te che ho perduto./ Tu ci verrai spinta da un istinto/ ed io ti vedrò e riconoscerò.

RAGNATELA
1.
Una sottile è quella della luce del sole/ che cattura e avvolge la vita vegetale.
2.
È un passaggio obbligato/ per chi affiora a questa vita.
3.
Ancora più sottile è quella del pensiero.
4.
Gli avviluppati servono/ a chi cammina sulla tela/ e tira i fili.

RAMO
1.
Potrebbe non riuscire questo prolungamento./ E diventerà sicuramente un Ramo secco/ se non sarà continuamente alimentato.
2.
Ma non credo che la presente umanità/ sia l’unica fucina di questo esperimento.
3.
Dalla Notte verso il Giorno/ e dal Giorno nella Notte/ sono cammini obbligati della vita,/ che si percorrono comunque:/ sapendo e non sapendo.

RAMO SECCO
1.
Ramo Secco dell’Essere anche l’umano ormai,/ o fonte disseccata dove resta la pietra antica abbandonata.

RAPPRESENTANTE DEL RE
1.
Io, Il Rappresentante del Re/ ricevo il giorno e la notte./ Lascio aperta la porta/ ad ogni stella del cielo/ e ad ogni abitante della terra./ Non è necessario che arrivino/ al mio cospetto ad uno ad uno,/ ma utilizzo le immense sale/ dove c’è raduno e parlo e ascolto./ E il Re mi da il potere/ di provvedere e di disporre.

RAPPRESENTAZIONE
1.
Quando esci dalla Porta che sta in fondo a quel cammino/ questa Rappresentazione si inabissa.
1a.
Se si arriva alla fine della Rappresentazione/ che per oltre venticinque secoli abbiamo recitato/ (molti indugiano ancora sulla scena a ripetere/ antiche parti che conoscono a memoria),/ ci accorgiamo che le luci si stanno affievolendo/ e si spengono ad una ad una/ e le ombre si diffondono e si addensano./ Allora si capisce che si deve uscire.
1b.
Ma se questo mondo è soltanto una Rappresentazione/ e io e gli altri, attori, comparse, spettatori/ si può davvero pensare e credere/ che si muore perché si esce dalla scena?
2b.
Quello che ho trovato è l’uscita dalla morte come si esce dal sonno./ Il mio pensiero e la mia ricerca hanno avuto questo risultato:/ uscire dalla morte e la Porta l’ho trovata.

RAPPRESENTAZIONE-TEATRO-CAMPO
1.
Il Campo o Teatro/ dove avviene la Rappresentazione/ non è la Rappresentazione./ Il primo è l’Essere/ e la seconda è tutte le cose/ e il loro insieme che chiamiamo mondo./ E mentre al primo volgiamo le spalle/ anche se è il più vicino e ci circonda,/ perché non si coglie con i sensi,/ la seconda è il visibile, udibile e tangibile/ e perciò soltanto essa conosciamo.

RAPSODO
1.
Io sono uno che cammina nella Notte diretto all’Alba/ e non solo un Rapsodo o teorico di questa possibilità.

RASSEGNAZIONE
1.
Se la vita umana è un sogno/ che non ha risveglio,/ io mi sveglierò/ e poi rientrerò nel sonno.
2.
E se chi è uscito/ dal sogno della vita/ ora è immerso nella morte/ io lo sveglierò per ritrovarci.
3.
Non mi sono mai Rassegnato ai non ritorni.

RAZIONALITÀ
1.
Sfera d’annegamento è ormai il pensiero./ Queste non sono parole che m’invento io,/ ma segnalazioni e avvertimenti/ che si trovano lungo il cammino/ che ha cominciato a diventare visibile./ Ed io sono un traduttore e non un inventore.

RE
1.
Il Re degli spermatozoi, cioè l’uomo,/ è tuttavia un seme dentro il Logos,/ e all’altro signore che insemina il pensiero/ mi sembra che noi diamo il nome Dio.

REALIZZARE
1.
Passando per la Porta ti avvicini a Dio,/ però si realizza anche il mondo umano/ o regno dell’uomo./ Infatti così si conosce di esso/ il suo ingresso e la sua uscita,/ vale dire i due limiti estremi/ e diventa tutto nostro questo mondo.

REALE
1.
Il Reale/ è una spirale di tempo collassata/ dove si mette piede e si misura.
1a.
Il Reale/ è traccia antica di passaggi/ che viene sollevata a questa vita.
2a.
Il Reale è l’abbandonato dalla vita/ che permane in cerchi chiusi della luce.
1b.
Godersi la vita/ e dopo tentare il sorpasso./ ma io sono partito troppo presto.
2b.
Perché anche se c’è dell’altro,/ questo non è da meno nel suo campo/ ed è il reale che qui ci tocca.

REALE OCCASIONALE
1.
Reale Occasionale/ mi sembra che si possa chiamare/ questo aspetto che si vede, comune a tutti./ E poi c’è il previsto.

REALTÀ
1.
Fonti di percezioni sono tutte le cose/ tramutate in visioni innumerevoli volte/ da ogni vita – dal vivente uomo nel nostro caso./ E quelle ripetizioni ininterrotte le chiamiamo Realtà.
2.
Abbiamo stabilito in queste nostre indagini/ la possibilità d’uscita dalla specie,/ da cui è dipesa finora la sopravvivenza./ Ciò potrebbe significare/ che si può riuscire a sopravvivere/ anche senza l’appartenenza ad una specie.
1a.
L’aspetto umano della Realtà si chiama mondo./ È grande quanto l’uomo riesce a farlo grande/ e parimenti è numeroso, colorato, ordinato.

REALTÀ VIRTUALE
1.
Questo aspetto che si chiama mondo/ è una coproduzione di tutta la vita/ ed è perciò generalmente immodificabile/ o lo modificano di volta in volta/ le punte più avanzate:/ i sapienti, i filosofi, gli artisti nel nostro caso./ Oggi anche gli scienziati dell’intelligenza artificiale/ ma in modo assai diverso:/ non giocando con luci e cose ancora/ ma elaborando Realtà Virtuali.
2.
Modificare il mondo – dico il suo aspetto -/ sia pure in tempi lunghi e segreti/ non è uguale a elaborare Realtà Virtuali./ Il primo modo è l’opera dei sapienti e degli artisti,/ il secondo degli scienziati./ I sapienti sono gli evocatori/ di altri spazi e altre luci.
3.
La realtà Virtuale apre tuttavia/ lo scrigno di un segreto/ noto solo ai sapienti e a molti filosofi:/ la realtà che appare nella mente/ e che vediamo con gli occhi/ fuori non c’è./ Non c’è fuori dell’uomo un mondo uguale/ all’aspetto che si vede.
1a.
Anziché il cervello/ che costruisce aspetti “reali”/ dove ci si muove e si opera/ c’è un computer/ che costruisce scenari Virtuali/ dove ugualmente ci si muove e si opera./ Tuttavia più vero/ è ancora il mondo della vita/ ma non così vero come comunemente/ e normalmente si credeva.
2a.
La realtà è un grado di visione/ una figurazione del cervello/ – oggi anche del computer –,/ e ci sono tante Realtà/ quante i viventi animali e umani.
1b.
In principio/ è stato l’inizio di un gioco/ il mare e le sue onde/ e il cielo e le sue stelle/ come similmente si entra oggi/ nella Realtà Virtuale/ per giocare e per conoscere,/ Poi siamo rimasti intrappolati/ dentro il gioco/ ripetendo giocate e giocatori.
2b.
Alla macchina che pensa/ – il mio cervello –/ io gli ho chiesto da un po’/ di uscire dal suo gioco.
3b.
Ma chi sono io/ che chiedo e voglio avere?/ Io sono un passatore/ dei suoi strati/ e giunto al più esterno/ ho chiesto uscita.
4b.
Stupendo può essere l’Io/ che percorre le circonvoluzioni del cervello/ fino all’estrema ed esce da tangente.
5b.
Io è coscienza di cammini e di sormonti.
6b.
l’Io è comunemente e generalmente/ ripetizione e moltiplicazione/ nell’immensità che si percorre,/ ma nell’ultimo passo è un solitario/ o il più vicino a lui è soltanto/ qualche voce o traccia di passaggio.
7b.
Comunemente e normalmente,/ siamo facce rovesciate/ e non diritte come qui si crede./ Cioè volte all’interno della vita/ e non al confine e tantomeno fuori.
8b.
Uscire dall’ultima circonvoluzione/ prendendo il punto di tangente,/ è ciò che sto chiedendo al mio cervello./ Mentre dalla mente si esce aprendo la Porta/ che da lungo tempo conosciamo.
9b.
Poi ci incurveremo in un altro giro/ e rimarrà tutto interno questo aspetto.
1c.
Io lavoro attorno al mio cervello,/ e non a macchine di plastica e silicio./ Sono un costruttore di me stesso e non di cose./ O le cose mi servono da modelli.

REBUS
1.
La soluzione del rebus è il nome “Porta”.
2.
I suggerimenti sono le parole del vocabolario.
3.
Il vocabolario è il Rebus più grande/ che si possa immaginare.
4.
“Porta” non è solo una parola, ma anche cosa:/ è inizio e fine dell’enigma,/ è ingresso e uscita dalla vita.

RECINTARE
1.
Si può instaurare/ questo principio universale:/ qualunque dimensione/ – mare, cielo, pensiero, morte/ non è chiusa/ e non è misurabile l’uscita./ si può allora/ soltanto Recintare/ per l’uso e il consumo/ di chi è dentro/ e per i divieti/ che si impongono.
2.
Si dice: non si esce dal pensiero,/ e invece ha ingresso e uscita/ come ogni cosa.
3.
Solo noi stabiliamo delle chiusure, arbitrarie però,/ con la rete a maglie larghe con cui peschiamo nel profondo.

RECINTO
1.
Sogno e vita/ sono nomi ambedue d’apparizioni./ La prima avviene nel Recinto/ di ogni singolo uomo,/ e la seconda/ in quello dell’umanità.

REGOLA
1.
Che gli dei – o dio –/ giungano sulla terra/ in sembianze umane/ non è un’eccezione/ ma una Regola.

REIFICAZIONE
1.
Tutta la filosofia diventerà scienza/ e tutta la scienza sarà tradotta in tecnica./ Il primo movimento è già riuscito in tanta parte.
2.
Gli alberi innumerevoli:/ che cosa ha frenato il loro slancio?/ E chi ha chiuso le stelle nelle orbite?/ Rinchiudere anche un mondo:/ ecco la potenza dell’eterno!/ E che poi si svolga dentro limiti./ È toccato all’energia delle stelle, allo slancio dello piante/ all’estendersi delle singole vite/ e ora sta accadendo anche al pensiero.
3.
Sono pedine dell’astuto/ anche quando dicono che non c’è/ e sono anzi le mosse oggi richieste./ Introdurre le fine perché si lasci/ un gioco ormai risolto:/ ecco il segreto.
4.
Ognuno arriva/ fin dove l’Essere l’ha lasciato./ Soltanto a chi non è giunto ancora/ gli è compagno Iddio.
5.
Allora il pensiero è l’ultimo passaggio,/ l’estrema cosa che si compie e resta./ La creazione è un lasciar cose./ Il sorpassato è il mondo.
6.
Quando mi guardo indietro,/ il pensiero è una sfera di presenze/ o mondo di raccolte trasparenze.
7.
La fine era una lontana parentela/ quasi scomparsa dalla nostra mente,/ ma da un po’ s’è fatta più insistente/ come se si avvicinasse da lontano./ Anzi essa è già qui, in nostra mano,/ ce la possiamo dare, ecco la fine./ Ma non è quella che si mostra la più vera,/ cioè l’atomica, la bomba enne,/ che sceglie le sue vittime e lascia indenne/ ciò che è cosa e che perciò rimane./ Infatti se tutta cosa si diventa/ non c’è motivo di rimanere senza/ disintegrando anche ciò che è stato./ la vera fine è molto più sottile,/ non è il veleno ma l’avvelenatore,/ non è neppure il sicario ma il dottore che sa,/ sbaglia e non si pente per niente./ Ma poi è ancora, ancora più sottile,/ ed io mi sto occupando dello stile che ha/ di gestire la sua fine./ La fine è fine: ecco la scoperta/ che ti fa rimanere a bocca aperta/ se ti attendevi la faccia della fine./ Cioè non è il diluvio che conosci,/ il raffreddarsi del sole che prevedi/ non è neppure quello che tu vedi/ quando finisce uno che è vicino./ La fine sta al principio,/ l’una e l’altro chiudono un solo arco,/ è quella che non lascia più alcun varco/ alla certezza e alla speranza del divino.

REGOLA
1.
Sono una Regola che cerca l’eccezione./ La Regola è: tutti gli uomini sono mortali.

REINCARNAZIONE O METEMPSICOSI
1.
La reincarnazione seguendo le vie della natura/ in qualche modo c’è già,/ da alcuni intuita e in parte vissuta,/ da altri no, o meno./ Per cui questo mio lavoro non è la sua scoperta,/ ma l’intera e completa decifrazione/ del cammino che riporta ad essa./ Il quale – è evidente – deve attraversare la morte/ altrimenti non c’è ritorno/ da quel regno tenebroso.
2.
Se si ritorna, se ci si reincarna, ci sarò una via./ Se essa è la via misteriosa della natura/ allora occorre risolvere l’enigma./ Cosa che è riuscita all’Occidente./ Non è ancora detto però che riuscirà a brevettarla.
1a.
Ho trovato quel che hanno/ in comune le vite umane/  che accadono nel tempo/  ma che normalmente/ appaiono separate/ per cui ognuna/  è come se fosse/ gettata e tolta.
2a
Della vita umana che normalmente/ appare unica e irripetibile/ per cui si dice che è gettata e tolta,/ ho trovato invece il collegamento/ con ciò che essa è già stata/ in questo mondo e che sarà./ O è come aver trovato quel che permane/ nel grande flusso che attira,/ trascina e abbandona./ Quel che c’è di permanente/ aveva nel mio caso l’aspetto/ di una chiesetta, luogo/ d’appuntamento perenne/  e quella ho cercato e trovato.

RESURREZIONE
1.
So ormai che questa vita/ è l’ingresso, la permanenza e poi l’uscita/ da una sfera di luce,/ simile all’antico giorno del sole,/ e si cade nella notte senza fine/ se non c’è ritorno a rivedere.
2.
Ma per rivedere/ ci deve essere/ Resurrezione.
3.
Ciò cui hanno creduto all’inizio della nostra era/ si rinnova per noi gente rimasta.

RETE
1.
La Rete tesa in questo mondo/ per popolarlo, per irretire chi è solo di passaggio,/ ha nome femmina, ha nome donna.
2.
Ben si comprendono perciò le reazioni/ di chi volava nella luce e nell’azzurro/ ed è rimasto preso dalla Rete.

RICADERE
1.
Non è lunga la permanenza in questa vita:/ è la luce che consuma la tua cera/ e in questo giorno devi trovare la tua uscita./ O ti spegni e Ricadi nella terra.
2.
La grandezza che ci appare in questa luce/ è l’illimitata vita sormontata/ che ha nome mondo,/ ma essa è già passata./ Rivolti al mondo non troviamo l’uscita.

RICERCA DEL TEMPO
1.
Se il sole/ è una luce sormontata/ essa è già passata,/ è un accaduto, un fatto./ E soltanto come fatto/ entra nella vita.
2.
Come entra?/ Dai fori dei sensi/ e viene trasportato/ ed elaborato/ nella visione/ che chiamiamo mondo.
3.
La possibilità/ di questo internamento/ e svolgimento?/ È di essere già stati/ anche noi/ come questo sole,/ cioè minerali, vegetali…/ d’essere terra/ e di mutare in luce.

RICEVERE
1.
Non Ricevo solo il sole/ ma anche il Logos.
2.
I Riceventi il Logos/ luce di oltre cielo,/ invisibile dagli occhi/ ma intuibile dal cuore.
3.
I Riceventi la luce del Logos/ e quindi figli di quella luce/ come i fiori del sole./ E poi gli uscenti se sono maturati.

RICEVERE-TRASMETTERE
1.
Nessuno non saprà mai cosa c’è fuori./ Quel che ci appare è un prodotto/ dell’occhio e del cervello.
2.
Il mondo è una Trasmissione di figure/ nei luoghi da dove arrivano gli impulsi./ Onde elettromagnetiche gli chiamiamo.
3.
Riceviamo segnali e Trasmettiamo immagini./ E le immagini continuamente proiettate e perfezionate/ acquistano spessori e valori e sono il mondo.
4.
Il sole è una fonte di segnali/ a cui diamo l’aspetto rotondo/ e luminoso che si vede.
5.
Attenzione però!/ Anche “onde elettromagnetiche”/ è una composizione umana/ che si scompone ulteriormente/ quando pensiamo.
6.
Sono i tasti segreti della vita/ battuti da un inconcepibile qualcuno/ che ci danno le figure e le parole.

RICHIAMO
1.
Da luce a luce, come dal sole al Logos,/ c’è la traccia che ha lasciato l’animale.
2.
L’ingresso/ è l’ascolto della voce/ ed è la parola che risponde/ a quel richiamo.

RICHIESTA
1.
Devo rendere accessibile e percorribile/ questa via che esce dall’umano/ perché essa è ormai Richiesta dalla vita.

RICONOSCERE
1.
Ho camminato nel Giorno da inizio a fine/ ma generalmente ti perdi nella Notte.
2.
Ma se conosci del Giorno ingresso e uscita/ ti Riconoscerai certamente quando ripassi.

RIESUMARE
1.
Si possono Riesumare dal caos/ innumerevoli scintille antiche della luce/ che chiamiamo stelle in questa vita.

RIFIUTO
1.
Rifiuto questa mia conformazione ormai,/ di vedere da una parte sola/ di seguire questo verso solamente/ e di avere un vento alle mie spalle/ che mi spinge continuamente.
2.
La vita se non mi vuole in un altro modo/ mi può lasciare, o mi fermo e mi rivolto./ Ma so ormai che questo mio rifiuto è la vita stessa.
3.
Non mi lascio più giocare in un verso solo.
4.
Rifiuto il mio volto e il retro cieco.
5.
Rifiuto questo tempo che mi porta solo avanti.
6.
Rifiuto questa mia struttura,/ quindi l’essenza di questo scorrimento.

RINASCITA
1.
Sto preparando la Rinascita/ in un’altra luce,/ in un’altra dimensione.

RINCORRERE
1.
Mi trovo a Rincorrermi/ presso il confine/ con ciò che è avanti/ e che non tocco ancora.
2.
E mi pare/ che abbia sconfinato/ quel veloce di me/ che mi precede.
3.
Rispetto ai piedi e alle gambe ho trapassato:/ non è più orma ma voce solamente.
4.
Io Rincorro la parola/ che non capisco/ che è lontana/ che non si lascia decifrare.

RINGRAZIAMENTO
1.
Ringrazio il sole/ per il colore dei suoi fiori./ Ringrazio il Logos/ per gli occhi sorridenti./ E poi per tutto/ io Ringrazio Iddio.

RINTANATO
1.
Noi i Rintanati/ dentro corpi antichi/ che hanno pertugi.
2.
E non si vede tutto dall’interno/ ma soltanto ciò che appare da quei fori.
3.
Puoi restare al buio/ se si chiude un’apertura/ e senza suoni se un’altra non funziona./ E nel disfarsi della tana/ ciò ti accade.
4.
Ma cosa fai laggiù/ dentro quel corpo!
1a.
Io di restare chiuso non accetto./ Non voglio rimanere Rintanato/ come la stella chiusa nel suo giro/ e l’albero che non esce dalla scorza.

RIPETERE-RIPETIZIONI
1.
Quando tutti noi più non ci saremo/ per sempre scomparirà questa visione/ di terra e mare e notti scintillanti./ A meno che l’immenso che si torce/ non ripeta nei suoi giri ancora l’uomo.
1a.
Abitiamo un passato che si è stabilizzato/ come una casa giunta a conclusione./ Non c’è un domani ma solo Ripetizione/ in questo ordinamento e funzionamento della casa.
2a.
Forse c’è qualcuno/ che può essere tentato/ di fermarsi a riflettere/ su una domanda/ e perciò la facciamo:/ la terra che gira/ attorno al sole/ anche domani/ e i giorni che verranno/ e l’instancabile ruotare/ delle sfere dell’orologio/ elettrico e atomico/ sono futuro?/ È futuro la cieca/ Ripetizione del presente?/ Ripetere è futuro?

RISCATTARE
1.
Noi l’aggreghiamo la lontana stella/ che si discopre ai nostri occhi oggi./ Entra nell’umano come una provincia/ che viene conquistata./ Ed essa è Riscattata dal profondo.

RISCHIO
1.
Andar fuori significa però/ abbandonare le certezze/ lungamente predisposte/ e quindi si esce allo scoperto.
2.
Rimanere nel racchiuso/ è più accogliente e più sicuro./ Nel racchiuso di un grembo, quindi,/ ormai attrezzato per un certo tempo/ di sopravvivenza.
3.
Attrezzata la vita/ dentro il sole/ e attrezzato il pensiero/ dentro il Logos.
4.
Eppure c’è invito ad uscire:/ una voce che chiama dal confine/ e c’è oggi la minaccia di distruzione/ di questa dimensione che ci contiene/ che ci spinge fuori.
5.
Se esaudiamo il dio della voce/ non verrà forse distrutto il mondo umano.

RITORNO
1.
So d’essere Tornato/ o che un Ritorno m’aspetto./ E vorrei essere là/ dove son stato.
1a.
Ritornare soprattutto per ritrovare lei, la metà nascosta./ Per rivederla allora nella luce del sole e del logos/ perché assente non è mai stata e non sarà./ Sta nell’immutabile ed eterno/ ma è necessario separarla./ Uscire nello spazio e nel tempo/ per rivederla e riconoscerla.

RISVEGLIO
1.
Stiamo attendendo/ il Risveglio dalla vita/ che è il sogno lungo.
1a.
Se a questa vita ne succede un’altra/ come si va da veglia a veglia,/ adesso che è giunta sera/ si può andare a dormire,/ finché non ci desta il nuovo giorno.

RISVEGLIO-RISVEGLIATO
1.
Arrivo nel mattino/ per sognare/ quei sogni che precedono/ il Risveglio.
2.
Devo pur avere per sogno il giorno/ se mi sto preparando ad un Risveglio.
3.
Giorno è la stella più vicina/ il suo mostrarsi./ Allora nella notte/ ci sono tutti i giorni.
4.
Sono immerso nelle parole/ e “morte” è la più fonda./ Di “notte” e “sonno”/ ci sono “stelle” e “sogni”.
5.
Io le collego “notte”, “sonno” e “morte”/ e c’è “giorno” e “Risveglio” in un passaggio./ Solo fra “morte” e “vita” c’è frattura./ Se qualcosa conta in questo andare/ e il ponte che tento su un abisso.
1a.
L’introduzione del corpo nella vita/ avviene nel Risveglio/ e il Risveglio è l’accesso/ ad una dimensione della luce.
1b.
Il Risveglio/ è la rielaborazione immediata/ del progetto umano:/ questa faccia del mondo/ che si vede.
2b.
Istantaneamente viene proiettata l’immagine del mare/ sulla sua fonte antica/ per cui la si crede preparata da sempre/ la visione mare.
1c.
Si precipita in un abisso/ senza la mente/ – abisso temporale inesplorato -,/ ed è da esso che viene ripescato il mondo/ nel Risveglio.
1d.
Questo mondo che vediamo/ – esteso, colorato, numeroso -,/ non può non essere un sogno/ se già ci agitiamo nel Risveglio,/ e c’è un passaggio/ da cui si insinua in Giorno.
2d.
Si saprà molto di più dopo quel passo./ Comunque quel che si saprà già lo prevediamo:/ la mente diventerà cosa che si guarda.
3d.
L’uscita dalla Porta è anche superamento/ – e forse distacco -, dal territorio della carne/ dove la scienza sta ormai imperversando.
1e.
Nella luce radiosa/ di un nuovo Risveglio/ sarò vita ancora.
1f.
Dalla nebulosa primordiale/ fino all’uomo/ ci separano frontiere/ di tenebre e di luci/ di sonni e di Risvegli/ di sogni e di ricordi/ di quei sogni.
2f.
E nel lungo cammino/ ognuno che rimane/ è pietra di sormonto/ per chi continua.
3f.
Vicini a un altro passo/ o a un altro Risveglio/ ora ricuperiamo/ le tracce del cammino/ o colleghiamo i sogni.
1g.
Il sogno sognato/ dall’umanità intera/ si chiama vita./ Il suo sonno/ è la morte.
2g.
Ci sono stati dei Risvegliati./ Nell’umanità orientale, Buddha è uno di loro./ In quella occidentale c’è Gesù./ Ma se ci riesce l’avventura nella Notte/ fino all’Aurora che aspettiamo,/ queste eccezioni antiche diventeranno una regola./ Questa è la prosecuzione della via dell’Occidente/ instaurata dalla sapienza antica/ e continuata dalla filosofia fino ad oggi.
1h.
Il Risveglio/ da questo sogno che chiamiamo vita,/ oppure il passare da sogno a sonno,/ lo crediamo caduta nella morte.
1i.
Non c’è più niente/ giunti a questo punto,/ più niente da imparare./ È finita la lezione,/ è finita la scuola./ C’è solo la prova da affrontare/ e la prova provata è il Risveglio./ O è stata incompleta e inefficace la lezione.
1l.
È come se tu uscissi dalla casa – dalla tua stessa casa -,/ e guardi la facciata, i fianchi, il retro,/ le porte, le finestre, le fondazioni e il tetto/ dell’immensa casa che chiamiamo “cosmo”.

RITOCCO
1.
Ritocca questo giorno/ dopo un giro/ ed è lo stesso,/ uguale la sua faccia:/ i caffè che riaprono,/ gli ombrelloni, la spiaggia,/ le file di vetture presso il mare.
2.
Allo sbocciare del fiore sono tornato/ ed è lo stesso, uguale il suo colore/ e la sua forma…/ C’è stato il frutto, il seme, il nascondimento,/ ma io sono tornato nel momento/ del rifiorire, il ventinove maggio,/ dopo il giro completo di una vita.
3.
Ed io, qual è il mio cerchio?/ C’è il ritorno?/ c’è il Ritocco che riapre?/ E chi mi vede?
4.
Poi sul sentiero c’è ogni fiore/ ed io cammino a ritrovare quei ritorni.
5.
Ma se io Ritocco dopo un giro che non vedo/ chi conosce quel posto, quella data?/ Verranno a rivedermi, mi vedrò?

RITORNARE
1.
Si arriva da profondità oscure e cieche/ e nessuno ha mai visto tutto il cammino./ Poi si sbocca all’improvviso nella luce.
2.
Tu però porti in te tutto l’abisso/ e l’intero cammino fino allo sbocco.
3.
Tutto il cammino nascosto della vita è presente in te/ che io colgo con uno sguardo./ Mentre io riconoscerei la parte nella luce.
4.
Ciò che manca ancora è il riconoscimento,/ il nostro poter dire sono Tornato.
5.
Affinché la vita diventi un Ritornare/ io cerco luce sulla luce che la vede.
1a.
Del tenebroso sentiero della vita/ conosco solo il breve tratto/ che porta all’ingresso nel Logos,/ cioè soltanto alcuni millenni/ su alcuni milioni di anni di cammino./ E tuttavia quella parte immensa e sconosciuta/ è tutta raccolta e condensata in te/ nel tuo corpo di donna,/ e in pochi mesi si può ripercorrerla/ fino allo sbocco che ti ho detto./ E lì arrivando io poi ricorderei/ che è un Ritorno.
1b.
Seguirò vie di Ritorno/ e non di fuga/ io che ho carpito il segreto/ del Ritorno.
2b.
Andando sempre avanti/ sono Ritornato,/ come accade su ogni cerchio/ della sfera.
3b.
Ho pensato e perseguito dei Ritorni/ e non insensati avanzamenti fino all’abisso.
1c.
Finché non si Ritorna/ sapendo di Ritornare/ sono tutte chiacchiere le nostre/ sulla vita che dura./ Ciò che vale di più è la morte/ dei morti che sognano la vita.
1d.
La via del Ritorno c’è ma non la conosciamo./ Ci sono state solo poche eccezioni/ a questa ignoranza completa e universale.

RITORNO
1.
Ci sono Ritorni anche dei fiori/ una luce che sormonta quei colori.
2.
Nella luce della mente è Ritornato il mondo/ e diventa luce la mente di un Ritorno.
3.
Si aggiunge alle cose il suo aspetto o idea/ in questa luce che abbiamo sprigionato.
4.
Si chiama Ritorno/ il tuo vedere le cose.
5.
Ci sono luoghi d’appuntamento nei Ritorni/ perché rimane il seme dove s’è staccato/ e se già non eri solo rivedi il tuo vicino.
1a.
Io so già che Ritorno a questa terra/ dopo un immane giro dentro il cuore.
1b.
È un ritorno questa vita/ in questo luogo/ dove ci appare il sole/ e le altre stelle.
2b.
È l’Essere che dice:/ vado a vedere/ dove l’antico vuoto/ è punteggiato/ e da scintille della luce/ nascono i fiori.
3b.
E io portante la visione/ vado.
4b.
Vado alla festa antica di una luce,/ all’alba, al suo tramonto e lungo il giorno.
5b.
M’inoltro nei luoghi degli abitanti antichi/ che sono stati trattenuti in questa luce.
6b.
Ed essi, lungo l’occhio,/ sboccano nel Verbo,/ dove sono chiamati/ ad uno ad uno.
7b.
Chiamo il pioppo,/ il pino, il faggio, l’acacia,/ chiamo la vita/ che giace più staccata./ Conto i giorni/ che mi separano dal fiore/ di cui è rimasta/ la foglia accartocciata.
1c.
Io aspiro a sorpassare/ la luce della mia vita/ per poi vederla/ come qui vedo il sole.
2c.
Di Ritorni antichi ne conosco molti./ Sono Tornato a ritrovare i rododendri/ nel luogo e tempo quando sono in fiore.
3c.
Sono Tornato a ritrovare i rododendri/ io che ho trapassato l’arcata della loro luce./ Nella loro notte e morte sono rimasto sveglio.
4c.
Come i fiori rientrano nel sole a primavera/ così l’uomo Ritorna nella sua luce./ Il suo riapparire e il suo vedere è la sua vita.
1d.
Un’avventura come questa/ che chiamiamo vita/ mi toccherà ancora?/ Non lo so di sicuro,/ ma il Ritorno è la meta/ dell’avventura circolare.
2d.
Io, onda di mare, schiuma, spruzzo/ sulle pietre della riva/ è come se mi fosse riuscito/ di prendere le vie del cielo, delle nubi,/ delle alte catene di montagne,/ per toccarle, cadere dalle cime,/ e scivolare in giù,/ in ruscelli, torrenti, fiumi,/ fino al mare da cui sono partito./ E conservo il ricordo del viaggio.
1e.
La prima ricercata dopo il Ritorno sarai tu,/ anche se ti ho perso lungo il cammino di prima.
2a.
Nell’aspetto sei tu la prediletta,/ e sarai ancora tu nel mio Ritorno.
1b.
I Ritorni inconsapevoli/ danno luogo alla natura,/ all’eterno Ritorno dello stesso./ Quelli consapevoli all’uscita.

RITORNO A CASA
1.
Come si Ritorna nella luce del sole e della coscienza/ seguendo le vie della notte e del sonno,/ così si Rientra nella vita seguendo la via della morte/ che io ho percorso e indicato.
2.
Sono sempre tornato senza saperlo./ Perché prima misteriosa era la strada/ e troppo lungo il percorso nell’ignoto.
3.
Il Ritorno della vita dopo il superamento/ di questa condizione umana/ che ci condanna all’oblio/ porterà con se il ricordo delle altre vite,/ per cui non ci saranno più figli degli uomini/ distinti e determinati dalla famiglia,/ dalla città e dalla civiltà dove nascono,/ ma solo per il tratto dalla nascita alla morte.
4.
Nella dimensione del pensiero,/ dopo la scoperta dell’intero cammino circolare,/ può verificarsi ciò che accade alla specie/ nel mondo di natura: vita, morte, Ritorno./ Ma non Ritorno del fiore come se fosse un altro,/ né dell’uomo come se fosse un altro./ Ma dello stesso che Ricorda.
1a.
A quando il ritorno?/ Perché ogni viaggio/ ha sempre il ritorno a casa./ Fuorché l’ultimo, dicono./ Ma ora non più,/ perché si può conoscere/ l’abisso che lo impediva/ e superare, gettando un ponte./ Un ponte c’è già, l’ho ideato io,/ e su esso mi sono avventurato.
1b.
Il Ritorno c’è sempre./ Soltanto che si crede/ che sia uno nuovo/ quello che arriva/ e invece è il vecchio/ che ha dimenticato.

RITORNO IN VITA
1.
Come si supera la notte aspettando il giorno,/ e il sonno – che avviene nella notte -,/ conoscendo l’ora del risveglio,/ così sta accadendo per la morte./ Si chiama Ritorno in vita/ il superamento della tenebra più grande/ se si ricorda da dove si è partiti.
1a.
Per il Ritorno fino alle spiagge luminose della specie/ che nell’umano comprende il sole e la ragione,/ hai tu il cammino nel tuo corpo./ Io però ho aggiunto un altro tratto,/ o forse c’era già, ma ora è chiaro e distinto:/ quello che porta il singolo, che arriva e si ricorda.
2a.
È evidente allora che bisogna essere in due/ per compiere tutto intero quel viaggio.
1b.
Io l’ho scritto sulla Vita/ il piano del Ritorno./ Poi anche su bianche pagine,/ per chi si trova già da questa parte/ anche se non sa com’è arrivato.
1c.
Quando Ritorno in questi luoghi/ è come se collegassi due esistenze/ e non due momenti di una sola:/ uno nel passato come ricordo/ e l’altro nel presente/ come Ritorno a quel passato./ Il secondo non è più vero del primo,/ viceversa semmai./ È il primo che prevale/ e occupa tutta la scena.

RITORNO NEL LOGOS
1.
Quando si conosce ingresso e uscita dalla Porta,/ è possibile Ritornare in questa rappresentazione/ che chiamiamo mondo, universo, firmamento/ indossando come vestito il corpo umano.
2.
Se si ricorda ingresso e uscita dalla Porta/ si può Ritornare su questa rappresentazione/ come su bianca spiaggia nell’estate.
3.
Conquistare il luogo dove attualmente ci troviamo internati,/ cioè conoscere ingresso e uscita da questa dimensione:/ ecco lo scopo di questo nostro lavoro/ e delle informazioni che affidiamo alla parola scritta.
1a.
Nell’Eterno Roteare della totalità/ a noi tocca oggi questa visione/ di terre e cieli, di nascite e disfacimenti.
2a.
La vita è l’accendersi di visioni/ ma c’è l’uscita dalla Porta della morte.
1b.
La via del Ritorno:/ basta aggiungere ai Ritorni/ ordinari della natura/ la memoria./ Non quella del giorno prima/ come accade dopo il sonno,/ ma quella della vita precedente/ in modo programmato.

RITROSO
1.
Procedere a Ritroso è il cammino tuo/ perché sei cieco dalla parte della luce.
2.
Tu dopotutto non cammini a faccia avanti/ ma a Ritroso, se guardi il tuo passato.

RIVA
1.
Si frange alla mia Riva ogni esistente.
2.
Arriva fino a lì, il resto è fondo.

ROBOT
1.
Dopotutto, il razionale è vedere il mondo/ con una luce abituale ormai:/ nel modo della scienza e della convivenza/ lungamente sperimentate.
2.
La Robotizzazione potrebbe essere l’ultima ragione/ di questo errare così dentro una luce.
3.
Di contro questa luce/ è soltanto un punto luminoso/ come una stella nella notte.
4.
Se l’uomo non avesse anche la notte/ potrebbe rimanere nel giorno della ragione/ illimitatamente e senza danno, come un Robot.
1a.
Gli animali: i Robot della natura o di Dio./ Poi gli uomini, i primi ribelli,/ che da molto hanno cominciato/ a staccare i fili dei comandi.
2a.
Siamo Robot degenerati,/ come quelli che nella fantascienza/ si ribellano ai loro inventori.

ROCCIA
1.
Una traccia antica dello scorrere/ della vita è anche questa Roccia/ che da milioni d’anni è qui bloccata/ e che io riscopro da un’altra posizione/ dopo milioni d’anni di cammini e di sormonti.
2.
E c’è questo rimanere come la Roccia/ che è dunque orma di passaggi e gradino di sormonti./ E resteremo anche noi così o andremo avanti?/ L’una e l’altra cosa io credo che ci accadrà./ Chi si aggrappa alla vita è trascinato/ o si rimane traccia di sormonti.
3.
Passando la vita rimangono le tracce,/ le Rocce che vediamo da sormonti.

RODODENDRO
1.
Mi sono messo in viaggio verso una creatura del sole,/ verso il Rododendro che fiorisce sulla montagna,/ perché esso è radicato nella terra e sasso e non può muoversi.
2.
Similmente ho radici anch’io nella mia terra/ e se qualcun che s’è staccato vuol vedermi/ deve lui avvicinarsi perché io non posso./ Io sono sempre pronto a quell’incontro/ e perciò sento se un’ala s’avvicina e mi sfiora./ E tramuto in parole quell’ondulazione.
3.
I bianchissimi, li chiamerei, forme di luce,/ gli alati che s’avvicinano all’umano.

RONDINI
1.
Indovinare l’ora della partenza come le Rondine/ e come loro trovarci un posto al sole.
2.
Partono per lidi sconosciuti e rimane la casa vecchia./ Un vecchiume siffatto è anche il mondo.
3.
Ma io ho in mente il luogo della luce/ che non tramonta così spesso e questa vita con esso./ Incamminarmi per raggiungerla non è solo una speranza./ Ho vissuto finora più per quella che in questa.
4.
Anche la Rondine che nasce da questa parte/ e perciò non ha mai visto l’altra e non ricorda/ si diparte tuttavia, affronta il viaggio./ Anch’io sto viaggiando così dentro l’inconscio./ con un lasciapassare in tasca già siglato.
5.
È solo ripetizione dell’antico/ il cielo, la terra, l’albero, l’uomo./ Io dovrei capire perché sono tornato:/ se l’ho chiesto io o mi hanno affidato una missione.
6.
Si arriva nell’antico con strutture antiche, adatte alla bisogna:/ tale è il corpo e in gran parte anche la mente./ Altrimenti no sarebbe un pervenire e abitare/ ma solo un sorvolare come un sogno.
7.
Questo mondo – signori miei – è un rimasuglio./ Solo ceneri sparse sono le cose/ e braci rimaste del Gran Fuoco queste stelle.

ROSA
1.
Noi cogliamo la bellezza della Rosa/ da quest’altezza della vita umana.
2.
Senza di noi non avrebbe quel profumo/ né quei colori che splendono nel sole.
3.
Da lontane sfere arrivano segnali/ che vengono captati e decifrati: e c’è la Rosa.
1a.
Ogni uomo è cosa che prepara un’altra cosa/ e perciò questo procedere tormentato/ e l’angoscia e il terrore della fine.
2a.
Invece una Rosa è Rosa e poi nient’altro.
3a.
Più c’è individualità e più c’è morte/ a meno che non ci riesca di passare.
4a.
La Rosa non nasce e non perisce come l’uomo/ e nemmeno si forma e poi si scioglie scomparendo/ perché essa è sempre e dappertutto./ Non è individuo unico e irripetibile, ma indistinta e multipla/ e così riempie il mondo di bellezza e di profumo.
5a.
E noi che siamo individui, perciò abbiamo fine./ Non si può essere individui e limitati,/ o se lo si è – come crediamo – si paga lo scotto di questa prerogativa:/ si appare e si scompare in breve tempo.
6a.
Comunque un inghippo c’è:/ o è la superbia e la stupidità/ che ci ha sciolti e sparpagliati/ o un piano c’è che ci conduce a tanto./ E io conosco il piano.
7a.
Se non si vuole continuare inutilmente a nascere e morire/ vivendo nell’angoscia e nel terrore,/ non può perseverare in questa parte di comparsa, di cosa fra le cose,/ ma aspirare al Tutto: a diventare l’autore e il regista./ Il Vocabolario è la via del Mutamento.
8a.
Finché l’individuo non arriva al Tutto/ è e sarà un aborto di natura.

ROSARIO
1.
Davanti alla chiesetta che era sperduta.
Cosa è capitato 50 anni fa che tutto/ è rimasto immutato e immobile come allora?/ Me lo chiedo ancora,/ me lo chiedo sempre./ E mi pare oggi che se il tempo assomiglia a  un Rosario/ sgranato e recitato dalla vita/ una perla s’è staccata e giace in fondo./ Nessuno al mondo la coinvolgerà più (02/07/08)

ROTONDITÀ DELLA VITA
1.
Uscendo ad occhi aperti nella notte/ si dovrebbe imparare il giro intero,/ la Rotondità completa della Vita.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: