Quattromilacinquecento anni dopo – Prima parte

Enkidu muore tra le braccia di Gilgamesh

Enkidu muore tra le braccia di Gilgamesh

Prima di Gilgamesh nessuno sapeva dove andava il sole dopo il tramonto e quindi nessuno poteva avere la certezza che sarebbe tornato a illuminare e risvegliare. Perciò gli uomini compivano sacrifici al dio Sole, perché ricomparisse, perché la notte non diventasse senza fine.
Poi venne Gilgamesh, che seguì il sole nel suo cammino notturno e seppe che esso continuava fin dove iniziava il giorno a cui era congiunto.
Si capì allora che la via è circolare e che il sole sarebbe sempre ritornato, come infatti è sempre accaduto e accade.

Quattromilacinquecento anni dopo la stessa cosa è stata ripetuta, ma non per seguire il sole nella notte, ma l’uomo nella morte. E si è scoperto, come per il sole, che la via è circolare e che c’è perciò ritorno: l’eterno ritorno dello stesso.
La via d’uscita dal nichilismo è il racconto di quest’avvenimento e dei risultati raggiunti.

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Una Risposta to “Quattromilacinquecento anni dopo – Prima parte”

  1. L’inizio | La via d'uscita dal nichilismo Says:

    […] cammino che le separava. Fra questa vita e le altre, perciò, e c’era un labirinto da cui uscire, un abisso da attraversare, un segreto da svelare e una soglia da varcare. La cosa m’è riuscita e l’ho raccontata, anche […]

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