Isabella

Ferdinand Hodler, Emozioni (1902)

Ferdinand Hodler, Emozioni (1902)

a) Il passato che ritorna, come accade nella metempsicosi, sta a significare che esso per davvero non c’è, che nulla passa per diventare nulla: ma sta solo come dietro le quinte, in attesa di rientrare con nuove vesti e nuovi ornamenti, o anche gli stessi. E se non c’è passato, non c’è presente né futuro. Sono solo apparenze.
Perciò non è possibile che Isabella non sia più, basta cercarla.

b) Se io e Isabella, per superare la Porta che divide le Apparenze dall’Essere, abbiamo dovuto diventare una cosa sola come dicono i miti, le religioni, i misteri (“E quando farete del maschio e della femmina una cosa sola […] allora entrerete nel Regno”, vedi La metà nascosta, parte terza), allora come si può dire che è morta se io sono vivo! Non lo è nell’Essere, dove anch’io sono dopo l’arrivo alla fine del cammino dell’eterno ritorno, che coincide con l’inizio, e dopo l’attraversamento dell’Abisso e la scoperta del segreto della Porta; non lo è nelle Apparenze, dove ancora mi trovo ed ella è con me.
Allora non è neppure da cercare, c’è solo da aspettare che compaia.

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