Vacanza […] Zoo

Caspar David Friedrich, Viandante sul mare di nebbia (1818)

Caspar David Friedrich, Viandante sul mare di nebbia (1818)

 

 

VACANZA
1.
Così com’è, la vita finora è soltanto una Vacanza/ su un pianeta che si chiama Terra,/ con arrivi da profondità abissali/ e partenze per destinazioni ignote/ o di cui non si hanno notizie chiare e distinte./ Non c’è insomma una dimora dopo la Vacanza/ che ci accolga in modo stabile e sicuro/ o non ci sono coordinate esatte per trovarla. Ebbene, queste io ho cercato/ e il punto è dove si trova la chiesetta.

VALICARE – VALICO
1.
Valicare, uscire, significa aumentare/ la visione, cioè il mondo.
2.
La vita è sempre stata un Valicare/ e quindi un aumento di visione.
3.
Da questa posizione/ il mondo è questo che ci appare:/ il cielo azzurro, l’albero spogliato,/ le bacche che rosseggiano nel rovo/ il sentiero che conduce al mio torrente/ e il lucente sole che m’allarga il passo.
4.
Il ventre della vita dove sei dentro/ diverrà nuova terra e nuovo cielo:/ terra sopra terra e luce sulla luce/ che appariranno alla vista dell’uscente.
5.
Tutta la vita è questo innalzamento/ di visione e di mondo dopo ogni uscita.
1a.
Superare la totalità della terra e del cielo/ Valicando la loro ultima proiezione e conformazione.
1b.
Io sono caduto dal cielo o emerso dall’abisso/ per trovare qui sulla terra il Valico sul confine/ della vita umana e per passare./ Non m’intendevo di nient’altro/ non perseguivo nient’altro.

VALLE
1.
Io salgo quel pendio verso la cima/ dalla parte del tramonto./ Dal versante dell’alba sono disceso/ un tempo ormai lontano/ e sono rimasto a lungo nella Valle/ dove soggiornano gli umani.
2.
È importante avere forza per salire/ e quindi si deve partire ancor giovani/ per l’aspra e lunga salita.
3.
Che Hades non ci aspetti quando si arriva/ e sorprendere il Dio con l’occhio umano.
4.
E sorprendere Fanes il luminoso/ quando si occulta.

VALORI
1.
Io so che è notte e che si perde/ la fioritura del giorno del Logos./ Li chiamano valori tutti quei fiori/ ormai appassiti e distaccati/ e c’è nei vecchi una grande nostalgia/ perché essi sono l’ultimo anello di collegamento/ fra la luce e l’oscurità di questi tempi.
2.
Ci troviamo sulla linea di mezzanotte/ – ha detto Jünger circa quarant’anni fa./ Nel vasto territorio attorno ad essa/ – ha commentato Heidegger un po’ meno ottimista./ Ma l’uno e l’altro collocamento sono posizioni d’avanguardia/ lungo l’avventura dell’attraversamento./ Il grosso sta più indietro. È l’estremo confine/ d’Occidente quella linea dove finisce il giorno.
3.
L’attraversamento della notte/ sarà per moltissimi solo sogni e incubi/ – come i sogni e incubi della realtà artificiale –,/ e un generale smarrimento dentro il marasma.

VARCARE
1.
Adesso andiamo, è tempo di varcare./ Questo sogno che chiamiamo vita/ può venire superato da un risveglio/ che ricorda il sogno.

VARCO
1.
Dall’albero all’uomo c’è il Varco di una luce./ Il mio compagno antico è dentro il sole.
2.
Un Varco della vita ed io lo vedo/ il mio compagno antico dentro il sole.
3.
Non mi riesce di sentirti estraneo/ perché passa per te questa mia vita/ prima d arrivare alla sua luce/ e di te si nutre.
4.
Non sono diverso ma più in alto/ e m’accorgo della strada dalla cima.
5.
Ed ora io ti dico che lascerò anche il Logos/ la luce mia che quella tua sormonta.
6.
Il mio destino è quello di Varcare/ strati di luce e sormontare terre.
7.
Una pianta questa mia/ che ha occhi per il tuo sole.
8.
Se esco ancora, quello che ora sono,/ rimane come te dentro una luce.
9.
Appartieni al sole tu./ Io mai più completamente./ Posso sopravvivere fuori o diversamente,/ ma non ho scampo se esco dalla mente./ Ecco la mia vita e la mia croce.
10.
E fino alla mente c’è una struttura/ che mi sostiene e mi alimenta.
11.
La parola è la mia strada verso l’uscita,/ Il Logos è la parola e io l’affronto./ m’inerpico se occorre e la sormonto.
1a.
Vorrei sapere se è rimasta in queste piante/ la speranza degli occhi per il sole.
2a.
Ma io so invece che si è chiuso il Varco antico/ quando la vita è uscita con occhio umano/ e più non s’apre. Nel rinchiuso è il vegetale.
3a.
E mi riporto al Varco dell’umano/ da cui si può uscire quando si arriva/ perché poi si chiuderà.
4a.
Il Dio che apre poi chiude e abbandona/ la traccia della vita che rimane./ Il mondo è l’intero abbandonato.
5a.
Luci abbandonate queste stelle/ e vite abbandonate queste piante.
1b
Su questo guscio d’uomo era arrivata/ tutta la vita dalle lontane stelle,/ e giaceva ormai finita ed ammucchiata./ Ma io su quel confine ho scoperto un Varco.
2b,
Così sono diventato terra di scorrimento.
3b.
Su di me passa il fiume della vita/ e ha già Varcato il limite dov’ero.
1c.
Aprire luce è un Varco della vita.

VEDENTI – CIECHI
1.
Siamo dei vedenti nel sole/ e dei Ciechi nel Logos./ Vedenti – Ciechi è la nostra condizione.
1a.
O gli occhi per il Logos/ hanno palpebre abbassate/ come nel sonno e nella morte.

VEDERE – SENTIRE – SILENZIO – INVISIBILE
1.
Il Silenzio è la voce che non senti./ L’Invisibile è la figura che non vedi.
2.
Ciò che Vedi e Senti dipende dalla capacità di percezione dei tuoi sensi/ e dalle possibilità di elaborazione del tuo cervello./ Ecco cosa Senti e cosa Vedi.
3.
Perciò ti ho invitato a una sortita/ oltre la Porta, nel regno del Silenzio.
4.
Se non ci trovassimo così, con un piede nel destino,/ non sarebbe così strano il nostro andare.

VEDERE – VISIONE
1.
Si portano strutture antiche/ alla luce della mente/ aprendo baratri di tempo.
2.
Vedere è discoprire antiche date/ ma c’è chi non conosce la sua storia/ ma solo alcune tappe raccontate.
3.
Il mio vedere è diventato archeologia.
4.
Vedere, comunque, è sempre storia/ il vissuto che riaffiora/ ma si può non sapere, non ricordare.
5.
Ma anche così le date ci son tutte/ scolpite nello stele della vita.
6.
Vedere è, appunto, volgersi al cammino/ ma il tracciato sta dentro ad una storia/ e questa nel paese e nella marca/ e la marca nel mondo./ Vedere è ciò che capita ogni giorno/ ma la visione intera è la mia vita.
7.
Dalla visione puoi Vedere.
8.
Aprire gli occhi è un salto nel destino./ Si poteva rimanere immersi ancora.
9.
Conoscenza applicata è anche l’occhio/ e il corpo tutto, cioè tecnologia,/ ed io ho colto il Vedere ma non l’occhio.
1a.
Vedere l’albero e ogni altra cosa/ significa coglierlo nel Logos/ usando la lampada del sole.
2a.
Si Vedono cose superate:/ le luci e le cose antiche delle luci.
3a.
E antico anche il corpo umano che si vede.
1b.
Quand’ero pianta io non lo Vedevo/ il sorgere del sole e il tramonto./ E da questa posizione della vita/ io la sento ma non la Vedo un’altra luce.
1c.
Nella luce del logos si Vedono antichi fondali/ che vengono sollevati dalla vita umana./ Si vede il sole, il cielo e le altre stelle,/ la terra e tutte le sue cose./ Ma prima c’è attraversamento del corpo e del cervello.
1d.
Siamo quelli che escono a Vedere/ e la Visione è una combinazione antichissima/ di chi ha già Visto e di chi Vede ancora.

VEGETARE
1.
La vita umana vegeta nel Logos/ come le piante e i fiori nella luce del sole/ e nella notte delle stelle.

VEGLIA – SONNO
1.
Io so che lo stato di Veglia/ è solo un Sogno lungo e ripetuto/ da cui si sta svegliandosi.
2.
Io parlo dal Risveglio a dei sognanti/ che non sono ancora usciti da quel sogno./ Ma sta arrivando l’ora del mattino/ ed essi sentiranno la mia voce.
1a.
Veglia e Sonno è un classico esempio di un intero,/ con le due parti contrapposte coincidenti/ che si sostengono a vicenda./ Non ci sarebbe la Veglia senza il Sonno e viceversa.

VEGLIA – SONNO, VITA – MORTE
1.
La veglia non c’è/ senza il suo contrario: il sonno./ E così non c’è la vita/ senza la morte./ Dal sonno normalmente/ si sa di svegliarci,/ finché almeno non accade/ il secondo spegnimento,/ che sembra definitivo./ Ma ora conosco il ritorno/ anche da esso.
2.
Dalla morte si ritorna/ come dal sonno:/ ormai so che s’è inserita/ questa conoscenza./ Dove? – si dirà./ Nell’eredità umana/ che segue la via dell’Occidente.

VENATURA
1.
Questo affioramento che si chiama fiore,/ frutto, volto femminile …/ lo compone la tua vita/ e non appartiene a nessun altro questa apparizione.
2.
Perciò questa vita è una Venatura dell’intero/ ma è distinta però da ogni altro strato.
3.
Sospetto che non c’è strato uguale a un altro/ e sono certamente illimitati.

VENTRE
1.
Siamo dentro ad un Ventre della vita/ – la sfera parmenidea, il Logos di Eraclito, l’idea di Platone,/ e quelle sono le notizie dell’ingresso.
2.
La vita umana razionale è un interno alimentato.
3.
L’involucro, quando sarà visto, sarà cosa,/ ma non c’è uscita ancora e manca l’occhio.
4.
So che nel Ventre del pensiero/ sono entrato per evolvermi ed uscire,/ da quando ho decifrato/ dagli antichi il segreto dell’ingresso/ e l’indicazione del cammino.
5.
È una sfera di tempo/ e una fucina di sviluppo temporale.
6.
Ingresso e uscita non sono distaccati/ ma si passa da vita a vita da una porta.
7.
Il Ventre che tu sei è un antico invaso/ che sviluppa la vita fino all’umano/ e sei bellezza dentro all’altra sfera.
8.
Il Ventre dove sei si chiama Logos/ e prima è nella terra e nella donna./ Tu provieni da Ventri di sviluppo e di maturazione,/ e dopo ogni passaggio ti appare il sormontato/ e la luce che solleva alla sua vita.
1a.
La vita: ingresso e uscita da un ventre continuamente,/ e il desiderio di entrare e uscire./ Poi la vita spirituale: uscire per entrare in un’altra spiaggia della luce/ ed ora anche ritornare in questa che si lascia/ se si conosce l’ubicazione della porta.
2a.
Gli uomini sono spermatozoi in un altro Ventre.
1b.
Cos’è la vita? È entrata e uscita da Ventri di sviluppo./ Quando credi d’essere uscito sei dentro a un altro.
1c.
Se la vita solleva immagini dal caos/ e le ordina in uno spazio vitale/ essa non mi sembra così disperata/ come spesso viene descritta.

VERIFICA
1.
La Verifica si ha nel mondo basso,/ su quello alto c’è vita, non ripetizione.

VERITÀ
1.
Bisogna raccontare cose/ che anche gli altri hanno visto/ perché qualcuno ci ascolti./ Ma io sto raccontando cose/ che nessuno ha mai visto/ e chi troverò che m’ascolti!
1a.
Se questo mondo è una presenza in questa vita/ esso è un’apparenza certamente/ perciò la sua Verità affonda e s’alza.
2a.
È una sezione del Vero questo mondo.

VERO
1.
Immagini innumerevoli si muovono nel pensiero:/ il Vero la chiamiamo questa scena di città affollata.
1a.
Il Vero è un’immagine più Vera,/ cioè specchiata nello specchio della vita.
1b.
Non potrò mai dimostrare/ che quel che sto raccontando è Vero,/ perché per davvero non c’è./ Non c’è Fine di giro se non t’accorgi/ che essa coincide con l’Inizio,/ non c’è superamento della Notte/ se dal più lungo sonno non ti Svegli,/ non c’è la Porta se non la raggiungi,/ non c’è la Luce al di là se non la varchi.

VERSANTE
1.
Se vuoi sapere di Dio guarda la cosa,/ ma poi ti devi rivoltare se ci vedi./ Cosa è il Versante illuminato,/ l’altro è la provenienza della luce.

VESTE
1.
Le cose hanno la Veste del Signore/ ora che giungo e me le porto appresso.

VIA
1.
La Via del sole – un nome della luce –, la vediamo:/ è giorno notte, aurora tramonto, estate inverno./ La via dell’Essere – un altro nome della luce –, l’abbiamo da poco intuita nel suo giro:/ ritorna anch’essa al punto di partenza,/ cioè è Giorno Notte, Aurora Tramonto./ Ma sole ed Essere sono solo aspetti della Via/ visibili e intuibili dall’umano.

VIA DELLA CONOSCENZA
1.
La Via della Conoscenza/ lunga più di venticinque secoli/ l’ho percorsa fino alla fine/ ed esso coincide con l’inizio.

VIA DELLA METEMPSICOSI
1.
Ho scoperto il cammino che collega/ la vita passata alla presente/ e a quella che verrà,/ che prima erano staccate/ e una non sapeva dell’altra./ In questo breve scritto/ esso appare solo per cenni e segni,/ come le frecce e numeri dipinti/ sui tronchi degli alberi e sulle pietre/ di un sentiero di montagna./ Ma credo che il continuo passaggio/ trasformerà l’esile e incerto tracciato/ in un sentiero sempre più largo,/ sempre più marcato.

VIA ETERNA
1.
Se non si trova la Via Eterna/ sarà sempre un breve viaggio questa vita.
2.
Se non si trova la Via Eterna/ questa è e sarà sempre/ solo un breve tratto del cammino.

VIA OCCIDENTALE PER USCIRE
1.
La Via dell’essere iniziata nell’aurora di venticinque secoli fa/ volge al tramonto e dov’essa finisce c’è una Porta da passare./ Numerose indicazioni che abbiamo già visto lungo quel cammino/ ci hanno comunicato che essa è la Porta del giorno e della notte,/ cioè la stessa che è stata superata per entrare.
1a.
Il grande giorno del pensiero Occidentale è arrivato al tramonto/ ed io ho attraversato la semisfera luminosa da inizio a fine.
2a.
Ho camminato per le vie dell’uomo/ e dentro la sua luce fino all’uscita.

VIA ROTONDA
1.
Quando arrivi sui confini/ trovi la Via Rotonda da seguire,/ quella che limita i domini/ della luce e delle tenebre/ delle visioni e del nulla.
2.
Tratti diritti, semmai, stanno all’interno/ di sfere abbandonate e sono i più seguiti,/ ma è illusione se si crede di passare procedendo così./ Così soltanto si abita la casa/ e si è immessi e tolti senza sapere.

VIAGGIO
1.
I Viaggi nello spazio/ sono ingressi e internamenti nel passato/ illuminato dalla vita.
2.
Le stelle, le lampade, la lune,/ rischiarano e aiutano il cammino.
3.
Ed è necessaria la cosa che noi siamo/ e il sole dove vive e s’alimenta.
1a.
Ma ora io mi muovo verso l’esterno della vita.
2a.
Non c’è un’altra direzione che mi preme di più,/ neppure dentro il Logos./ E ancora meno perciò sopra la terra/ o dentro il cielo delle stelle.
3a.
Anche la stella più bella è soltanto una scintilla/ della luce, che alimenta la mia vita e non m’attira.
4a.
Io l’incamminato fuori della vita umana/ dove da millenni sono internato.
5a.
E cammino soltanto e lascio tracce,/ questi appunti di pensiero e di poesia.
6a.
Ma se il pensiero dovesse preoccuparmi,/ non lascerei più tracce di pensiero,/ e se la poesia dovesse un po’ sviarmi,/ abbandonerei tutta intera la poesia.
1b.
Dalla valle del mio giorno sono salito/ fino alla cima dove appare il Logos.
1c.
In questa struttura che chiamiamo mondo,/ che appare invalicabile e di ferro,/ s’è aperto un foro, una breccia per l’uscita./ Molte sono le indicazioni che ormai la presentano,/ ma finora sono state ignorate,/ anche se molte sono simili a quelle dei cammini nel mondo/ che ben si conoscono./ Ma finora sembra che a nessuno interessi questo Viaggio.
1d.
C’è un Viaggio che nel cielo più alto/ procede dal Tramonto all’Aurora;/ mentre nel ciclo della comune e universale vita di natura/ esso avviene in un corpo femminile./ Ormai giunto alla coscienza il primo,/ avvolto nell’inconscio il secondo.
2d.
Pare che si dica nel regno delle anime:/ c’è un viaggio per la Terra, chi vuole andare?/ E chi ha più nostalgia alza la mano,/ o c’è chi torna su quei passi per aiutare.
1e.
Nel lungo Viaggio interiore/ da cui si esce nella luce del sole/ e chi lo percorre è come trasportato,/ la prima visione che ci appare/ è il volto sorridente della mamma./ Luce, bellezza e amore in quell’uscita./ Che sia così anche l’altro Viaggio/ nelle profondità di noi stessi,/ quello nel sonno, inconscio e morte,/ e che conduca anch’esso a nuova vita./ Anzi ho già visto quell’uscita.
1f.
Io conosco la continuazione del Viaggio,/ quello che inizia in te e arriva fino al sole./ so dove si svolge ancora.
1g.
Il viaggio incomincia nel tuo ventre/ e finisce nell’abisso./ Poi sono io che l’ho ricongiunto/ al punto di partenza,/ perché non precipitasse/ in quella voragine senza fondo/ come è sempre accaduto,/ fuorché in qualche caso, si dice.

VIAGGIO DELLA LUCE
1.
Si versa il sole nel Logos ogni mattina/ per le antiche aperture della vita.

VIAGGIO NEL TEMPO
1.
Superi strati di vita prenatali e poi natali/ per arrivare a questa posizione definita/ umana, cioè l’ingresso al Logos.
2.
Uscire ancora è superare un altro strato,/ un altro confine di tempo./ Viaggio nel Tempo l’ho chiamato.
3.
Io quando mi sveglio nella notte/ fatico un po’ per riportarmi in cima.
4.
Ciò significa anche che cadere nel sonno è trapassare Tempi,/ fino a vite antiche di riposi e abbandoni.
5.
Si può desumere perciò che a rimanere in cima/ è sempre un impegno e una fatica/ e arriva il giorno che ci troviamo consumati.
6.
Perciò si preferisce a volte scendere o togliersi.
7.
Io però ho trovato prati fioriti/ di parole sulla cima del Logos.
8.
Ho trovato il giorno della luce e la notte delle stelle/ che danno alla parola il suo fiorire.
1a.
Arrivano fino alla luce del sole/ questi fiori del tardo autunno,/ sorgendo dalla terra a gruppi sparsi,/ quindi fino a un tempo antico./ Mentre io mi spingo dove vedo i fiori/ e ancora più in là a raccontare colori.

VIANDANTE
1.
Dove tace ogni lingua io mi reco.

VIRTUALE
1.
Che il mondo che chiamiamo “vero” sia invece Virtuale/ o della stessa natura del Virtuale/ lo si capisce sempre più guardando/ al modello tecnico che lo produce/ costruito a imitazione del cervello umano./ Esso è il computer./ A questo punto però sappiamo/ com’è avvenuta e avviene la produzione “mondo”/ ma non quella di chi l’ho prodotto e produce.

VISIBILE
1.
Questo Visibile affonda se ti innalzi.
2.
E la luce copre la luce/ e la terra la terra.
3.
C’è una pianta di pensiero dove siamo dentro./ Il Visibile è soltanto la terra e la radice.
4.
La struttura del Visibile/ viene composta e deposta dalla vita.
1a.
La luce del Logos diverrà Visibile/ quando un’altra luce la illuminerà.
1b.
Il Visibile è il sormontato dalla vita/ che è cammino, è il guardare indietro da una sosta.

VISIBILE – INVISIBILE
1.
Se ti trovi sul confine del Visibile e guardi/ verso l’Invisibile, ti giungono dapprima indicazioni/ che si trasformano in parola e numeri se traduci.
2.
Attirandolo di qua comincia/ ad apparire il grande ignoto/ che va dal nulla a Dio.
3.
Tu fai emergere galassie quando le guardi.
4.
Quello che non sai è che le porti alla Visione.
5.
Non c’è mondo – capisci – prima dell’occhio/ e della mente che elabora Visioni.
1a.
Mondo visibile è quello da cui sei emerso/ che si trova sotto i tuoi piedi e i tuoi occhi./ Mondo invisibile è quello dove sei dentro/ che diventerà visibile dopo un’altra uscita./ Se un’evasione ci sarà.
2a.
Siamo imprigionati nell’invisibile, sempre,/ cioè in strutture non fisiche./ Dentro a strutture mentali,/ come sono attualmente quelle della nostra civiltà:/ le attuali rappresentazioni del mondo/ nella filosofia, nella scienza, nella società.
3a.
Una delle prigioni invisibili della filosofia è l’ermeneutica/ simile al cerchio dell’eterno ritorno./ Quelle della scienza sono molte, compresa la relatività./ Una della società è la democrazia.
4a.
L’invisibile è l’ultima prigione./ Finché non diventa visibile/ come la terra, l’acqua e l’aria/ ci siamo dentro.
1b.
Vediamo le notti passare/ perché si sono aperti gli occhi di carne per coglierle./ Non vediamo la morte passare/ perché non abbiamo occhi per vederla,/ o non si sono ancora aperti,/ o ci sono state rare anticipazioni./ Siamo dentro a delle dimensioni ignote/ di cui mai si saprà se non si esce.

VISIONE
1.
I fiori sono aperti alla luce/ gli occhi sui fiori/ l’intelletto sugli occhi/ e Dio su tutto.
1a.
Se muta la mia posizione lungo la vita/ cambiano gli occhi e cambia la Visione.
2a.
Così è sovrapposizioni di Visioni/ dal nulla fino all’Essere la cosa.
3a.
Io esisto nell’occhio del divino/ come la cosa che elevo all’occhio mio.
1b.
Quando passa la luce sulla luce/ la sormontata viene raccolta/ ed è Visione.
1c.
È la nostra Visione che fa splendere le stelle/ come se si aprisse una finestra della casa./ È la nostra vita che le illumina.
1d.
Per ogni vita che si perde/ c’è un aspetto del mondo/ che si scioglie e cade./ Perciò siamo così tanti/ a tenerla sollevata la Visione.
2d.
Questa Visione – il mare, il cielo –,/ fino all’arcata dove si toccane e confondono/ è bella ma l’ho ormai vista tante volte./ E io devo mutarmi per sapere.
1e.
Nel raggio che penetra nel bosco/ ho Visto luce che si trasforma in vita/ e la vita che superandosi Vede la luce./ Io aspiro a diventare occhi dell’Essere.

VISIONE DEL MONDO
1.
La Visione del mondo espressa dal Il ciclo e il varco/ non è mia ma dell’Occidente./ Io ho soltanto tirato le somme ed il risultato,/ com’era da immaginare, è cosa nuova/ nel senso che, seppure in qualche misura previsto,/ non era però ancora giunto all’apparenza.

VITA
1.
La Vita è un sogno della morte/ continuamente ripetuto/ intervallato dai sogni del sonno.
2.
Sostanzialmente identica per tutti i viventi/ che raggiungono una comune e generale maturazione./ Perciò le tante specie della Vita.
1a.
Vita sulla terra: cimitero dei rimasti./ Come delle civiltà passate restano le pietre e le iscrizioni.
1b.
Il mondo vegetale nn saprà mai/ che la sua luce – quella del sole –,/ è un cerchio di splendore in un cielo azzurro./ Anche gran parte della razza umana/ è forse destinata a questo scacco/ con la luce più alta che ha chiamato Essere.
1c.
La Vita, questa pazza cosa,/ che però ha costruito giri per il ritorno/ superando la notte, l’inverno, il sonno, la morte,/ e si altalena così, da sponda a sponda.
1d.
Superando il confine del regno luminoso/ la Vita va verso le tenebre e il mistero,/ e poi ritorna da quei luoghi sconosciuti/ e sembra che giunga dalla parte opposta./ Da oriente anziché da occidente./ E io dico allora/ che si è spenta nella Notte/ e riaccesa nel nuovo giorno,/ e che è stata trasportata/ dagli instancabili giri della natura./ Quel che devi fare/ è perciò scoprire il segreto di quei giri.
1e.
Una vita limitata/ fra un inizio casuale/ e una fine ineluttabile/ e dolorosa/ non interessa più,/ è cosa da lasciare.
1f.
Tra Vita e Via/ c’è la morte,/ come tra veglia e veglia c’è il sonno./ E i due, morte e sonno, sono fratelli.

VITA – LUCE
1.
La Vita vuole Luce per spuntare,/ Luce che s’avvicina come il sole a primavera/ e crescono prati di narcisi./ E Luce non può non essere anche Dio.
2.
Ma ora è tempo di allontanamento/ della Luce e di nascondimento/ e si ritorcono gli aneliti di Vita./ Finché non ritornerà aurora o primavera.
1a.
Sale da radici chiamata dalla Luce.
2a.
È sempre un rapporto fra la terra e il cielo/ quello che noi siamo e ha nome Vita.
3a.
Lo vediamo dalle piante questo rapporto:/ sale da radici e arriva in cima/ quando la Luce s’avvicina e chiama.
4a.
Ci sono periodi di sospensione come gli inverno.
5a.
Anche noi uomini, io credo, siamo sospesi/ da quando il Logos è tramontato/ e ci troviamo nella notte.
1b.
Vita e Luce sono inscindibili./ È la Vita che si apre la via verso di essa./ Ed io che ho intravisto un’altra Luce/ punto lassù ormai, continuamente./ Ma c0è un varco che bisogna superare.
2b.
Quando si attinge a una Luce superiore/ questa coscienza diventa strato superato.
3b.
La Luce è Dio che appare nella Vita/ e tocca all’uomo di fornirgli l’apparenza./ Uno scambio lo chiamerei fra Vita e Luce.
4b.
Perché c’è la Vita? Perché c’è la Luce./ L’accesso a un’altra Luce o l’elaborazione/ di un altro aspetto di essa/ è la via della ricerca e della Vita./ Ma l’occhio sulla fronte deve spuntare.
1c.
Proveniente dal profondo, la vita è salita fino alla Luce./ Fino al sole le piante, fino all’Essere gli uomini./ Gli animali si sono fermati a mezza via.

VITA – MORTE
1.
La Vita non c’è da sola,/ la Morte non c’è da sola./ La prima è legata alla seconda,/ la seconda alla prima./ Presenti solo nella Vita,/ temiamo l’assenza e la scomparsa./ C’è perciò da capire l’insieme/ o mai si farà un passo avanti.
1a.
Vita è l’ingresso in questa dimensione/ che chiamiamo luce del sole, mondo, universo./ Morte l’uscita da essa./ Ci è dato di vedere da dove si arriva/ perché siamo rivolti al passato,/ ma non dove si va.
2a.
In ogni modo, finisce la Morte/ quando si arriva dall’altra parte.
1b.
La Vita e la Morte stanno assieme/ come la veglia e il sonno./ Ma della prima coppia/ manca la conoscenza/ e l’esperienza dei ritorni./ Siamo portati ancora da forze oscure,/ per le vie misteriose della specie.
1c.
Se la Vita è sogno/ che emerge da un fondo oscuro/ che chiamiamo Morte,/ la domanda è questa:/ è possibile il risveglio da quel sonno?
1d.
Se non si collegano le due metà/ fino alla loro coincidenza,/ la vita da sola sarà sempre insensata/ e la morte indecifrabile ed assurda.

VITA – NULLA
1.
La Vita, l’incomprensibile,/ si può solo aumentarla./ Non si può sperare di sapere/ perché c’è lei e non il NULLA./ Vale anche il contrario.
2.
Ma ora io dico/ che c’è l’una e l’altro,/ ecco la soluzione dell’enigma.
3.
C’è la VITA perché c’è il NULLA/ e viceversa./ Si sostengono a vicenda/ questi due.

VITA – OCCHIO
1.
La Vita dove vivo vuol mutarsi in Occhio/ il terzo occhio perché per gli altri due già vede.
2.
È diffusa come Luce questa vita/ e la luce vuol vedersi: ecco la Vita umana.
3.
E io che elaboro la luce/ sono il Vivente che la coglie e vede.
4.
E a Vita e luce per il servizio che io compio/ ora che so chiedo un posto fisso.

VITA UMANA
1.
Il veduto o che si vede è come/ perla infilata dalla Vita e trattenuta.
2.
Quando la Vita si snoda/ cadono le stelle come perle sfilate.
3.
Da sorpassi di tempo io mi rivolgo ai fiori/ e ogni sormonto è l’uscita da una Vita.
4.
La Vita del vivente muta in luce/ quando l’uscente apre l’occhio e vede.
5.
Ognuno è un battito d’interno e un fluire.
1a.
Le Vite Umane sono ritorni di luce/ (come i giorni del sole) da una notte inesplorata.
1b.
Tu come pianta sali da radici/ e hai la luce davanti dove ti apri./ Perciò sei cieco alle spalle e hai la notte/ e un verso solo che tu chiami Vita.
1c.
La Vita è scorrere di Vita,/ in torrenti, vene, condotti seminali,/ nervi, solchi del cervello,/ fino a raccoglimenti, traboccamenti, uscite, invasioni,/ su terre e sulle luci.
1d.
Questa Vita che preme per uscire/ dall’oceano di pensiero che ha colmato./ Anch’io sono teso per uscire/ come un arco armato.
2d.
L’oceano della mente è il presente del mondo tutto intero.
3d.
L’uscita dall’oceano di pensiero/ è punta di freccia della Vita/ già imboccata e tesa.
4d.
L’oceano di pensiero è un’ampia sfera/ dove giunge ogni dato e si fa cosa.
1e.
Dove incontri montagne senza la Vita?/ Giammai le trovi.
2e.
Il corpo è la terra della Vita,/ il cervello è la radice della Vita./ E la pianta dov’è, dov’è il suo fiore?/ Si scorre nell’interno e non si vede.
1f.
Radicarsi in una terra/ e alzarsi in un cielo/ verso una luce/ è chiamata Vita.
1g.
Dove il pensiero è tramutato in voce,
2g.
In questa sfera di luce dove Vivo/ le stelle sono lasciti lontani.
3g.
Il nome di ogni stella è un tocco/ del pensiero che le lega.
4g.
Questa stupenda emersione/ fra gli specchi del tempo/ la chiamiamo Vita.
1h.
Eretta e innalzata a raccogliere la luce./ Ecco la Vita cos’è: raccoglitrice.
1i.
La chiami Vita quella che sovrintende al sogno./ Ma se entri in un’altra Vita questa è sogno.
1l.
È uno specchio di tempo: il passato nel presente/ ed è assente l’occhio del futuro.
1m.
Questa Vita Umana che porta il sole nella Luce.
1n.
Della totalità che chiamiamo Vita Umana/ qui c’è soltanto la terra, che si vede/ dai fori della terra/ comunicanti con le radici della Vita.
1o.
Tu sei un interno e devi aprire l’occhio nuovo./ Gli occhi che vedono il sole sono antichi.
1p.
La Vita che è suscitatrice di visioni.
1q.
Vorrei dire che ci vivifichiamo di Vita in Vita/ ché altrimenti tutte muoiono e scompaiono le cose.
1r.
In nessun’altra parte al di fuori della Vita Umana/ troverai il fiume, foglie che galleggiano/ e che scorrono veloci verso il mare./ In nessun altro posto queste parole appariranno così/ perché il loro tempo e luogo è questa Vita.
2r.
Se un dio vuol trovare una scena come questa/ deve farsi uomo per vederla.
1s.
Accendere visioni nell’indistinto e indeterminato è la Vita.
2s.
Le apparenti in questa Vita Umana sono le stelle,/ e le ordinate in questo luogo che chiamiamo mondo.
3s.
E finché rimarrà questo vedente/ ci sarà questo mondo e le sue stelle./ E poi si perderà luogo e visione.
4s.
Ma c’è un’altra visione fuori di Porta.
1t.
Vita è uscita per guardare / ciò che è finito: la Vita sorpassata.
2t.
Io ero dentro la mente/ e sono uscito come seme soffiato./ Un vento impetuoso/ m’ha portato fuor di misura/ oltre la Vita antica./ Poi mi ha dischiuso la luce/ che ho lasciato.
3t.
Sono rimasto nel soffio dell’Eterno per uscire.
1u.
La Vita è salire per strati di luce/ fin dove ognuno può arrivare.
2u.
La Vita è un passaggio su territori della luce/ sempre più vasti e sempre più profondi./ Ed emerge ogni volta con un fiore./ Dietro rimane la traccia del cammino.
1v.
Come corrente nell’oceano, la Vita passa nel caos/ e il suo attrito (onde, gorghi, schiume, tracciamenti)/ è quello che si vede, cioè il mondo.
1z.
La Vita trae da se stessa le pietre di sormonto/ che sono sedimentazioni della vita./ Esse sono le cose e sono il mondo.
1aa.
Come un soffio e una vela la Vita ci precede./ E noi dietro ad essa tenacemente attaccati si procede,/ lasciando corpi e facce superate in quest’andare./ È il mondo il serbatoio delle spoglie e dei rimasti.
1bb.
La Vita Umana si trova dopo la sfera del sole/ e io so che sono concentriche le sfere.
1cc.
Quando arriverà la parola per la cosa,/ quella che la veste per la festa della Vita Umana,/ io la vedrò così la cosa e annoterò quella parola./ Ma per ora guardo e taccio.
1dd.
Sono arrivato appresso a un’altra Vita/ e un po’ la sto vivendo, già dimentico di questa/ che al suo confronto è simile ad un sogno che finisce male/ o a un’immagine illusoria e vana.
1ee.
Vita rinsecchita quella Umana/ dopo che l’Essere è tramontato./ Come l’albero nudo nell’inverno.
2ee.
Posso dire di questa mia Vita/ che è stata in tanta parte/ ricerca di quella che verrà,/ finché non l’ho individuata.
1ff.
La Vita che viviamo ha un senso/ soltanto se durante la Vita operiamo per aumentarla./ Di per sé quella che ci tocca/ è la cosa finita che conosciamo e sperimentiamo,/ che ha come confini la dolorosa e pericolosa nascita/ e la terrificante morte.
1gg.
Ci sono innumerevoli Vite umane:/ quelle passate, quelle presenti,/ dove c’è anche la mia./ E quelle passate sono passate per sempre/ e scaricate nell’abisso,/ o ritornano le Vite/ come i fiori a primavera?/ Questo c’è da scoprire/ o cercare quello che lo sa.

VITA – SOGNO
1.
La Vita e il sogno non sono/ due nature diverse ma una sola./ Però la Vita dura di più perché è un sogno/ sognato da molti e ininterrottamente./ Infatti, non siamo mai stati contemporaneamente/ tutti addormentati e una faccia della terra/ è sempre illuminata quando l’altra giace nella notte.
1a.
La Vita è un Sogno il quale/ anziché dopo una notte/ finisce dopo una Vita.
1b.
La Vita è un Sogno in un sonno senza fine/ se non s’aprono gli altri occhi in un’altra luce.
1c.
Siamo vicini a una Vita che già fummo/ – i cespugli e gli alberi del bosco/ che non vedono il sole e le altre luci –,/ e siamo ancora così, Vita racchiusa,/ anche se in altri piani e luoghi di sormonto.
2c.
Dio è luce nel Sogno della Vita/ quella cui noi vorremmo risvegliarci.
3c.
Similmente la Vita degli alberi/ è sogno del sole, che noi da qui vediamo.
4c.
Se la Vita, come sai, è solo un Sogno/ Dio è la luce cui vorremmo risvegliarci.
5c.
La Vita è un Sogno che ricorda i Sogni dei suoi sonni brevi./ Ecco perché si è data un altro nome./ Ecco perché distingue Sogno e veglia,/ reale e irreale, illusione e cosa.
6c.
Finora non ci è stato dato/ di svegliarci dal Sogno della Vita/ ma soltanto di ripeterlo instancabilmente/ sia pure con illimitate piccole varianti.
7c.
Per cui la morte è un sonno/ da cui finora non ci siamo mai svegliati./ Ma si sta intravedendo luce d’aurora.
8c.
Siamo volti a conoscere la luce che ci sveglia/ dal sonno della Vita e questa luce è Dio.
1d.
Il mondo è un Sogno attaccato ad una Vita/ – la Vita umana in questa caso –,/ e continua finché essa continua.
2d.
Un’altra Vita un altro Sogno/ e un altro mondo: ecco il passaggio/ a tutto campo che ci appare.

VIVENTE
1.
Il Vivente che sono è una raccolta/ e un’unità che si muove nella notte.

VOCABOLARIO
1.
Nei vuoti che lascio tra i vocaboli/ c’è posto per ogni voce che ancora giunge./ Ma io non muto niente, canto soltanto./ Sollevo la parola dal silenzio.
2.
Se c’è un posto c’è la cosa che poi giunge/ e c’è il posto e c’è la cosa dall’inizio.
3.
Potrebbe, dunque, non apparire la mia voce/ che però c’è ma rimane nel silenzio./ O se arriva che si adorni di bellezza.
4.
Se non è bella che rimanga nell’interno e nel nascosto.
5.
Che sia come una fanciulla la parola,/ che s’adorna nella casa per uscire.
1a.
Il Vocabolario è l’insieme delle indicazioni/ che guidano all’uscita dalla sfera di sviluppo/ dove siamo entrati circa venticinque secoli fa,/ ed è la previsione di quella nuova vita.
2a.
La sfera di sviluppo è l’Essere/ indicato e descritto da Parmenide,/ il primo che è entrato consapevolmente in essa.
3a.
Quell’ingresso è l’inizio della filosofia/ e c’è stato il suo sviluppo fino ad oggi.
4a.
Oggi è un giorno solo con l’inizio.
1b.
Il Vocabolario è l’insieme delle notizie di una mutazione.
1c.
Il vocabolario è l’inizio di un libro/ che sarà continuato da un’altra umanità.
1d.
Di esso si può dire tutto ciò che si vuole/ come già accade per il mondo./ Dipende soltanto da dove ci si trova dentro ad esso.
2d.
Il Vocabolario è simile al mondo,/ cioè illimitato e ciclico,/ a tempo indeterminato o con tanti tempi fissi/ in bilico su abissi.
1e.
È la luce di sé che qui rientra/ dopo un giro completo d’esistente./ Perciò io dico che sarà poi buio/ questo intero così ammantato dalla luce.
1f.
L’opera cui ho dedicato la mia attenzione e il cuore./ Le indicazioni del cammino che attraversa la vita.
1g.
Dove c’è apparire di parole io mi reco.
1h.
Quando si arriva sul confine della mente/ compaiono dei segnali che indicano il cammino./ Il Vocabolario è la traduzione e raccolta/ di quelli che ho fin qui incontrati.
1i.
Il Vocabolario non appartiene al corpo della letteratura/ ma semmai è il suo limite estremo, la sua pelle./ E lo scambio che avviene con l’esterno/ si tramuta nelle sue membra: le parole.
1l.
È la raccolta dei segnali/ della strada presente e futura dell’evoluzione./ Ma siamo in pochi per essa, fino a quest’ora.
1m.
C’è solo la data d’inizio – 1974 – e non di fine,/ anzi di manifestazione e non di inizio.
1n.
Qui ho trascritto segnali di un cammino/ che porta sul confine di questa apparizione/ che chiamiamo mondo.
1o.
La raccolta di tutti i Vocaboli/ che sono stati indicazioni del cammino.

VOCABOLLARIO – MONDO
1.
Non so se il Vocabolario è attaccato all’universo/ o rimane da esso svincolato,/ però il disegno suo non è diverso./ La parola che s’aggiunge non l’aumenta/ e quella che si perde non l’intacca.
2.
In questo Vocabolario hanno il loro seggio permanente/ la terra e il cielo, l’umano e il divino, la vita e la morte./ Non si parla se ognuno non è presente/ ad ascoltare, intervenire, colloquiare,/ o a portare almeno il suo silenzio.
1a.
Il Vocabolario è come il Mondo (è la sua immagine),/ e quindi come esso è labirintico/ ma però con una differenza sostanziale ormai:/ nel Mondo si è gettati e quindi tolti/ mentre qui conosciamo ingresso e uscita.
1b.
Nel Vocabolario le parole si sono/ tutte raccolte e disposte in un verso solo:/ in direzione del confine e dell’uscita./ E le continue apparizioni sulla scena/ indicano e tracciano la via fino alla meta.

VOCABOLI
1.
Già s’affaccia uno scorcio di visione/ di quando il Vocabolo sarà ampio ed elaborato/ come l’intero vocabolario./ Cioè – mi spiego meglio – il vocabolario/ non contiene soltanto parole singole come esponenti,/ ma anche binomi, trinomi di Vocaboli./ Ebbene, ci sarà alla fine un Vocabolo/ – un polinomio – che contiene tutte le parole./ Un solo esponente non diverso dalla totalità,/ dunque, ed esso già s’affaccia nel progetto.
1a.
I Vocaboli sono indicazioni di un cammino/ che conduce alla Porta del Giorno e della Notte./ Essa è la stessa da cui siamo entrati/ circa venticinque secoli fa/ iniziando così la filosofia e la scienza della natura./ Ora ci troviamo in viaggio per uscire,/ appresso al passaggio ormai,/ dopo che è stato occupato il dominio della mente razionale/ e si presenta una possibilità eccezionale da questa posizione:/ una nuova avventura in un’altra luce.
1b.
I Vocaboli sono segnavie/ che tracciano il cammino/ sul confine della mente/ e indicano il suo superamento.

VOCE
1.
È un salire la vita ad una Voce,/ ad un dispiegamento in versi dell’intero.
2.
Dopotutto chi siamo? Voce soltanto, nel culmine/ toccato dalla vita.
3.
La vita umana è un tripudio di parole/ di quella luce che si chiama il Verbo.
4.
È un regno della Voce – un altro sole in un altro cielo –,/ che solleva nell’umano la parola fino allo sbocco di poesia.
5.
L’astro che solleva la parola è luce indubbiamente/ ma non quella del sole e delle altre stelle.
6.
Io di quella luce percepisco luminosità/ da palpebra mai aperta, o palpebra/ di un occhio nuovo che si sta formando.
7.
Io batto dall’interno contro il mio guscio/ per aprire un altro foro di veduta.
1a.
Mi giungono voci da ogni parte ed io le annoto.
1b.
Io chiamo e mi risponde il mondo intero./ Il vocabolario è la Voce di ogni cosa.

VOLERE – VOLONTÀ
1.
Io non Voglio uscire per abbandonare/ ma per aprire una Porta di passaggio./ E si esce per sapere e si rientra per rivedere.
2.
Io Voglio che non continui a rimanere/ una sacca senza uscita questo mondo.
1a.
Io sono portato verso la novità e il mutamento/ da una precisa Volontà: di sapere chi sono, da dove vengo e dove vado.

VOLONTÀ DI POTENZA
1.
Se la “natura” è il mondo come l’ha voluto Iddio,/ la tecnica-scienza è come lo vuole l’uomo./ E fra i due c’è per ora insanabile contrasto.

VOLTA DEL CIELO
1.
Perché sembra che cali da ogni parte/ io mi son creduto dentro a questo cielo.
2.
Ma lo vedo stasera rovesciato/ quest’emisfero di stelle che chiudeva.
3.
Non c’è il Cielo che si espande/ ma tu che ti allontani con la vita.
4.
Il già compiuto non ha giammai un domani.
5.
È svanita all’improvviso l’apparenza,/ che io mi trovi internato in questo Cielo./ O dentro c’è il mio corpo e non la vita.
6.
La Volta del Cielo è stasera capovolta/ dinanzi alla mia vita e m’allontano./ E si dice invece che fuggono le stelle.
7.
Ma le stelle sono tracce della luce.
8.
E la luce alimenta la pianta del pensiero.
9.
E noi i fuoriusciti da ogni stella/ e dall’intera raccolta: il firmamento.

VOLTO – FACCIA
1.
Volto della cosa non è la cosa/ ma la cosa che arriva nella luce.
1a.
Ciò che chiamiamo Dio quando siamo dentro/ è un Volto del divino dopo l’uscita.
1b.
Il destino di pianta! Di non vedere l’ultima sua luce/ e quindi l’ultima sua Faccia.
2b.
È la mia faccia estrema che mi cerco/ e che mai non trovo./ E passo di Volto in Volto per vedermi.
3b.
Cercando il Volto di Dio si creano cose./ Egli è ogni aspetto ed anche la nostra Faccia che cerchiamo.
4b.
Rispetto a ciò che siamo e che vediamo/ siamo sempre in ritardo di una Faccia.
1c.
La Faccia che ci è nota è il Volto corporeo/ e il resto lo sa Iddio che sta più in alto.
1d.
Lo chiami Volto la parte dove sei rivolto/ dall’alba al tramonto, dalla nascita alla morte./ L’altra è la nuca, il semicerchio che non vedi.

VOLTO OSCURO
1.
Mi spingo per vedere la mia luce/ e la mia pianta in quella luce:/ il Volto Oscuro che nell’uscita appare.
2.
Ogni uomo non sa che ha un Volto Oscuro./ Rivolto al nulla è il Volto non apparente.

ZONA
1.
Tutti si accalcano e si misurano/ nella Zona chiara./ E c’è una sconfinata Zona scura/ dove nessuno si addentra,/ e nel migliore dei casi/ resta sul confine.
2.
C’è una Zona chiara limitata/ dove tutti si accalcano,/ ed una scura e sconfinata/ dove uno alla volta/ sono gettati e scompaiono./ E a quest’ultima che mi sono dedicato.
3.
L’altra Zona,/quella a notte e morte,/ ormai è un po’ come l’Artico/ che sta perdendo i suoi ghiacci./ E ci sono ricchezze illimitate/ da sfruttare.

ZOO
1.
Ho visto raccolto il regno animale/ d’istinto portato verso una luce e poi bloccato/ da chi anticamente è uscito e ora lo usa.
2.
Ingabbiato anche il forte leone e l’agile ghepardo/ dentro a sfere di tempo e a gabbie di ferro per le membra.
3.
Ho visto tutti i tentativi animali dentro lo Zoo/ e il passare fra essi di chi è uscito.
1a.
Si arricchisce lo Zoo se non si esce.
2a.
A questo punto il recinto s’è rinchiuso/ e c’è soltanto un foro per l’uscita.
1b.
Animali questi umani, curiosi di altri animali/ che sono rimasti indietro nella vita./ E i curiosi li guardano da fuori delle gabbie oppure dall’alto./ Ma non c’è molta differenza fra gli uni e gli altri.

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