Occidentali e musulmani a confronto (visti dalla filosofia e dalla sapienza che l’ha generata)

Kamāl ud-Dīn Behzād, The construction of castle Khavarnaq (1494-1495)

Kamāl ud-Dīn Behzād, The construction of castle Khavarnaq (1494-1495)

Eraclito ha detto (Framm. 2):
“Bisogna dunque seguire ciò che è comune.
Ma pur essendo questo Logos comune,
la maggior parte degli uomini vivono
come se avessero una loro
propria e particolare saggezza”
(ognuno per sé, come ogni occidentale d’oggi).

E Parmenide, dopo aver parlato della Via dell’Essere, ha detto (Framm. 1):
“È pertanto necessario che tu apprenda tutto,
tanto il cuore immobile della Verità rotonda (L’Essere),
quanto le opinioni dei mortali,
in cui non si trova verace certezza.
Tuttavia anche questo apprenderai,
come sia necessario che chi percorra incessantemente
tutto il dominio delle esperienze
ammetta l’esistenza di ciò che appare (il Mondo).

Non sono gli uomini composti d’anima e di corpo! Oppure, si dice, di spirito e materia, fino ad arrivare, con la sapienza greca, che ha preceduto di pochi decenni l’inizio della filosofia cui ha aperto il cammino nella luce, alle idee chiare e distinte che si chiamano Logos e Mondo, Essere e Apparenze.
I maggiori testimoni di questo accadere sono stati Parmenide e Eraclito: dal primo ci sono giunte le notizie più numerose e dettagliate sull’Essere, mentre dall’altro ciò è accaduto per le Apparenze. Dell’Essere Parmenide ci ha detto che è eterno, immutabile, immobile, mentre da Eraclito sappiamo che le Apparenze sono multiformi, colorate, numerose, e stanno nel tempo – nel passato, presente e futuro – e perciò arrivano e partono, entrano ed escono, si formano e si sciolgono, appaiono e scompaiono.
Ma Essere e Apparenze non sempre sono presenti assieme sulla scena, o non lo sono in ugual misura, per cui l’uomo è spesso questo o quello, o prevalentemente uno dei due. Ai nostri giorni questo e quello si chiamano musulmani e occidentali.

I musulmani hanno, sopra ogni cosa, Allah, che in filosofia, dunque, ha nome Essere o Logos.
Gli occidentali, invece, non hanno più Dio, o sono pochi i seguaci e fedeli e poco impegnati, e comunque Dio con tutti i suoi dettami (tutte le sue leggi e precetti) è ufficialmente relegato nella sfera privata da cui non deve uscire, e ogni sconfinamento è sospettato di ingerenza e viene combattuto. Coltivano, invece, l’altro aspetto, cioè il Mondo o le Apparenze. Che sono, dunque, come diceva Parmenide, ciò che appare ai mortali. Sono tutte le cose del mondo, acqua, aria, terra, fuoco, piante e animali sulla Terra, pianeti, stelle, galassie, buchi neri in cielo. Poi anche quelle prodotte dall’uomo. Di queste ultime, fra le più vistose e frequentate oggigiorno, le palestre, le discoteche, le spiagge, le sfilate di moda, l’Isola dei Famosi, Il Grande Fratello, le cucine e i ristoranti dei cuochi famosi e le loro ricette, la chirurgia estetica con tutti i suoi apparati, ecc. Poi i rapidi mutamenti delle apparenze, ai nostri giorni quelli, per esempio, che hanno investito il matrimonio e la famiglia: matrimoni fra due dello stesso sesso, figli con due padri senza la madre, o con due madri senza il padre, uteri in affitto, strane alchimie per le fecondazioni e adozioni…
Ecco perché c’è squilibrio ai nostri giorni e da cosa dipende; mondo di squilibrati, questo nostro, e lo squilibrio genera la discordia e la contesa, oggi quella fra musulmani e occidentali. Perché, lo ripetiamo, essendo l’uomo sinolo di anima e di corpo, ecco che le due parti sono divise e contrapposte e perciò in lotta: musulmani contro occidentali, e viceversa.
Il motivo di quel che è accaduto e sta accadendo è tutto qui e la situazione generale è quella che appare continuamente per le vie e le piazze della città e nelle parole e immagini della TV, dei giornali, delle riviste.
Anziché assieme, in quell’ente che siamo, che si chiama uomo, Essere e Mondo sono perciò divisi e separati; e finora i musulmani sono fermi ai tempi dell’inizio della loro civiltà, alla luce che l’ha accesa, cioè all’Essere eterno, immutabile e immobile, mentre gli occidentali, che si trovano attualmente nella parte notturna del loro cammino nel mondo dove l’Essere non appare, vagano sperduti e isolati, non sanno più dove andare, non hanno più punti di riferimento.

Perché i musulmani sono rimasti fermi (o quasi) nella luce del loro Dio, mentre gli occidentali hanno lasciato quasi subito le dorate spiagge dell’Essere, hanno preso la direzione Occidente e la stanno percorrendo da più di venticinque secoli?
Perché subito dopo la sapienza, espressa soprattutto da Parmenide e Eraclito, è nata la filosofia ed è iniziato con essa anche il “divenire”, che è stato ed è ancora il cammino che ci ha portati fin dove ora ci troviamo. Sempre verso occidente il senso di marcia, o prevalentemente in tale direzione, seguendo l’Essere nel suo apparente cammino sulla Terra, e Occidente è perciò anche il nome della nostra civiltà. Così andando, siamo giunti al Tramonto e siamo entrati nella Notte dove ancora ci troviamo, accampati in essa. Nichilismo diventato condizione normale è il nome di questo stallo, dove le apparenze sono come lampi nel buio e lucciole nella notte, e l’Essere si trova nel punto più lontano e nascosto, come non lo è mai stato dall’inizio della filosofia dov’era Aurora. L’Aurora della civiltà occidentale.
I musulmani invece non hanno avuto filosofia, o solo la poca che è giunta loro dall’Occidente, ma non è bastata a farli muovere, o non abbastanza. Oppure, come si sa, sono stati fermati e vinti dagli occidentali, che sono partiti molto prima di loro. Ma ora che l’Occidente è immerso nel nichilismo, la parte più tenebrosa e misteriosa del viaggio, stanno riprovando.

Come conseguenza del ridursi degli occidentali in tanta parte all’apparenza, le loro norme e leggi sono prodotti di essa e non dell’Essere, e perciò sono mutevoli e spesso vane. In altre parole, i musulmani hanno un solo libro, il Corano, dove c’è tutto, per cui ogni altro dire è inutile o superfluo, o solo cornice; e gli occidentali innumerevoli.

Giunti a questo punto, cosa accadrà? Ciò che è già in corso: lo scontro armato fra i più violenti e determinati delle due parti, e sta aumentando, si sta estendendo, coinvolgendo anche gli altri. A meno che non ci siano altre soluzioni, e ci sono. I musulmani stanno entrando in massa nel mondo dell’Occidente e ciò non avviene senza conseguenze. Inoltre dal nichilismo si può uscire: c’è la via d’uscita da esso e si può percorrere. Più Mondo per i musulmani e più Dio per gli occidentali: ecco la formula.
Ma di ciò parleremo un’altra volta.

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2 Risposte to “Occidentali e musulmani a confronto (visti dalla filosofia e dalla sapienza che l’ha generata)”

  1. Anonimo Says:

    Molto interessante….. aspetto con ansia il seguito….Grazie

  2. Occidentali e Musulmani a confronto (visti dalla filosofia e dalla sapienza che l’ha generata) — Terza parte: l’attentato | La via d'uscita dal nichilismo Says:

    […] L’abbiamo già scritto: l’uomo è Essere e Apparenza, o appartiene all’uno e all’altra. Ma andando per la via dell’eterno ritorno si può trovare più da una parte che dall’altra. È quello che sta capitando attualmente a occidentali e musulmani, e i primi stanno in maggior misura dalla parte dell’Apparenza o Mondo e i secondi da quella dell’Essere o Dio. Sono perciò, gli uni e gli altri, delle metà separate e disperse che non si incontrano, o quando accade non si riconoscono e si scontrano. Questa è l’origine della tragedia che stiamo vivendo, di cui l’ultimo atto è la strage di giovani a Manchester. Non si può non vedere, dunque, che ciò accade perché gli uni e gli altri sono manchevoli entrambi, e quel che manca ad uno è quel che l’altro è. Manca l’Essere agli occidentali e l’Apparenza ai musulmani, manca cioè la metà di sé a ognuno, o essa è nascosta. E se questo loro distruggersi non fosse che un disperato desiderio di volersi, per completarsi a vicenda? Allora si farebbe davvero un passo avanti. Verso l’integrazione reciproca sarebbe quell’andare, e non verso la distruzione. […]

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