Archive for the ‘Idee chiare e distinte’ Category

Riassunto

22 luglio 2017

René Magritte, La vittoria (1939)

Come prima, ma in modo più chiaro e distinto.

Succederà che i nuovi  nati, in numero sempre più grande, cominceranno a ricordare cose di altre esistenze. Come è già accaduto innumerevoli volte – la normale metempsicosi – ma ora in modo più chiaro e distinto.
Ora ci sono le tracce delle precedenti venute.
Ora c’è la mappa della via che si chiama Eterno ritorno della stesso (vedi i post della categoria omonima).
Ora c’è un’altra mappa che è intitolata Via personale dell’eterno ritorno (vedi Le indicazioni del destino comprendente il poemetto La chiesetta sperduta).
Ora è descritto in che modo si supera l’Abisso (vedi Lo stratagemma).
Ora è noto il segreto della Porta che apre e chiude Il cammino eterno.

Pasqua 2017

12 aprile 2017

Ferdinand Hodler, Lake Thun, Symmetric reflection (1905)

Non sono le cose tutte delle apparenze, o fenomeni, o percezioni, che formano coppie rispettivamente con Essere, Idee, Sostanza estesa, Cose in , Spirito?
Lo ha detto Parmenide che ha chiamato Essere l’altra parte e ha avvertito: “È pertanto necessario che tu apprenda tutto, tanto il cuore immobile della Verità rotonda (l’Essere), quanto le opinioni dei mortali, in cui non si trova verace certezza. Tuttavia anche questo apprenderai, come sia necessario che chi percorra incessantemente tutto il dominio delle esperienze ammetta l’esistenza di ciò che appare (il Mondo)” (frammento 1).
Lo ha affermato Platone, per il quale ci sono il Mondo delle Idee (Iperuraneo) e quello Sensibile.
Per Cartesio i nomi delle due parti sono Sostanza estesa e Sostanza pensante.
Per Kant ci sono Fenomeni e Cose in sé (Noumeni), e Cosa in sé è anche Dio.
Lo ha ribadito Berkeley, per il quale “ci sono verità talmente chiare che per vederle basta aprire gli occhi: una di esse è l’importante verità: tutto il coro del cielo e quanto è sulla terra – tutti i corpi che compongono l’enorme fabbrica dell’universo – non esistono fuori di una mente; non hanno altro essere che l’essere percepiti (esse est percipi); non esistono quando non li pensiamo, o esistono solo nella mente di uno Spirito eterno” (Principi della Natura umana, 6). E ha chiamato le due parti Percezioni e Spirito.

Allora da cosa si esce quando si muore?
È chiara e distinta la risposta che la filosofia ha dato nel corso della sua storia, lunga venticinque secoli: si esce dalle apparenze, o fenomeni, o percezioni, o corpi.
Allora muoio nel senso che i più danno alla morte, cioè scompaio per sempre se esco da tale mondo?
Sembra proprio di no se c’è l’altra parte inseparabile. E uscendo da questa entro necessariamente nell’altra: nell’Essere, nel Mondo delle Idee, nello Spirito, nella Cosa in , nella Sostanza pensante.
Ecco cosa mi capiterà fra non molto, essendo io arrivato alla fine della Via dell’eterno ritorno dello stesso. Ma con questa conoscenza mi sembrerà, io credo, meno orrido il passaggio, meno incomprensibile il mutamento, meno affidato alla sola fede, meno dipendente dalla speranza.
Poi il ritorno consapevole per chi vuole.

PS: Per il passaggio dall’una all’altra parte si veda anche Valico del confine fra Apparenza ed Essere, che sono i due modi dell’uguale.

Principio e fine

10 ottobre 2016

uroboro

La civiltà occidentale sta finendo là dove è cominciata, perché il suo cammino è un cerchio.
È cominciata nella Grecia antica e nell’Italia meridionale, e dopo un giro sta finendo negli stessi luoghi a opera soprattutto delle invasioni dall’Africa.
Chi la vuole in declino e caduta è il Destino – destinazione Occidente – che si serve di tanti buonisti, relativisti e universalisti, ignari d’esser pedine del grande gioco.
Si poteva ritardare e in parte evitare la catastrofe con la cultura, seguendo la via dell’Eterno ritorno dell’uguale.

Reincarnazione ed Eterno ritorno dello stesso

22 agosto 2016
Salvador Dalì, L'enigma senza fine (1938)

Salvador Dalì, L’enigma senza fine (1938)

Giunti alla fine del cammino, appare chiaro cos’è la Via dell’eterno ritorno dello stesso, che all’inizio è stata chiamata Via d’uscita dal nichilismo: è la Via dell’eterno ritorno da cui molti sono tornati perché ricordavano le precedenti vite vissute ma non sapevano come, perché lungo il percorso c’erano la Tenebra, l’Abisso, l’Enigma, gli opposti separati.
Ora tutto ciò è stato affrontato e vinto. Il cammino è diventato un cerchio dove la fine coincide con l’inizio, l’Abisso è stato valicato (vedi Quattromila cinquecento anni dopo – Seconda parte), il segreto
della Porta svelato.
Ora “lo stesso che ritorna” può compiere da solo tutto il cammino.

L’inizio

23 aprile 2016
Yves Klein, People begin to fly (1967)

Yves Klein, People begin to fly (1967)

Sono riuscito a collegare un oggetto al suo ricordo, cosa normale quando i due stanno in una vita e lungo il suo corso. Nel caso che descrivo, però, il ricordo era in un’esistenza prima o dopo di questa, e solo il suo oggetto, ciò che viene colto dai sensi, stava qui e l’ho trovato per caso.
Qui c’era e c’è la chiesetta con i muri in sassi e il tetto in legno di un piccolo paese del Cadore che si chiama Grea; là la chiesetta sperduta, luogo d’appuntamento perenne, ma che quando è sorta dalla prima come un sogno non sapevo dove fosse. Era, appunto, sperduta, e per trovarla ho dovuto percorrere il cammino che le separava. Fra questa vita e le altre, perciò, e c’era un labirinto da cui uscire, un abisso da attraversare, un segreto da svelare e una soglia da varcare.
La cosa m’è riuscita e l’ho raccontata, anche perché quel sentiero, ora isolato e deserto, può diventare un via pubblica ed essere percorsa da tutti quelli che vorranno.
In termini di tempo l’avventura è durata più di cinquant’anni.
La via ora si chiama Eterno ritorno dello stesso.

*

PS: L’Eterno ritorno dello stesso vale per questa nostra vita, per aumentarla e migliorarla, non per passare a un’altra. Perché questa vita com’è ora non si può continuare ad accettarla così, senza che si aggiunga l’Eterno ritorno dello stesso. Così è assurda.