Archive for the ‘Pensieri’ Category

Principio e fine

10 ottobre 2016

uroboro

La civiltà occidentale sta finendo là dove è cominciata, perché il suo cammino è un cerchio.
È cominciata nella Grecia antica e nell’Italia meridionale, e dopo un giro sta finendo negli stessi luoghi a opera soprattutto delle invasioni dall’Africa.
Chi la vuole in declino e caduta è il Destino – destinazione Occidente – che si serve di tanti buonisti, relativisti e universalisti, ignari d’esser pedine del grande gioco.
Si poteva ritardare e in parte evitare la catastrofe con la cultura, seguendo la via dell’Eterno ritorno dell’uguale.

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Reincarnazione ed Eterno ritorno dello stesso

27 settembre 2016

 

Samuel Bak, The Eternal Return (1997)

Samuel Bak, The Eternal Return (1997)

  1. Per conoscere l’origine dell’Eterno ritorno dello stesso, che è il risultato più importante ottenuto dalla filosofia nei suoi venticinque secoli di cammino e sviluppo, bisogna collegarlo a ciò che già si sa della reincarnazione e metempsicosi.
    Si sa che molti, specialmente in Oriente, sono ritornati su questa terra dopo che l’avevano lasciato con la morte.
  2. Ma questo ritorni non avvenivano in modo chiaro e distinto o non erano noti in tal modo. Non si conosceva la via del ritorno, non apparivano tempi e luoghi di essa, c’era ancora l’Abisso senza il Ponte e il segreto della Porta da svelare. Per cui spesso erano solo ricordi vaghi e confusi le vite precedenti.
  3. La via dell’Eterno ritorno dello stresso si chiama anche Via della metempsicosi o della reincarnazione, ora illuminata e segnalata su tutto il percorso.
  4. Per tornare ci deve essere una strada, e non si possono escludere i ritorni di tanti lungo i secoli e millenni, per cui essa è fuori di ogni dubbio. Ebbene, è quella strada che abbiamo cercata e trovata e poi illuminata e segnalata, superando il baratro e svelando enigmi.
  5. Giunti alla fine del cammino, appare chiaro cos’è la via dell’Eterno ritorno dello stesso, che all’inizio è stata chiamata Via d’uscita dal nichilismo: è quella della metempsicosi o della reincarnazione. È l’antica Via dell’eterno ritorno, da cui molti sono tornati perché ricordavano le precedenti vite vissute, ma non sapevano come, perché lungo il percorso c’era la Tenebra, l’Abisso, l’Enigma, gli opposti separati. Ma ora tutto ciò è stato affrontato e vinto. Il cammino è diventato un cerchio dove la fine coincide con l’inizio, l’Abisso è stato valicato (vedi Quattromilacinquecento anni dopo – Seconda parte), il segreto della Porta svelato (vedi Compendio. Il cammino misterioso che attraversa il sonno, l’inconscio, la morte). Ora lo stesso che ritorna può compiere anche da solo tutto il cammino.
  6. Ora dico chiaramente cos’è l’Eterno ritorno dello stesso: è la via della reincarnazione portata al livello della conoscenza chiara e distinta.
  7. Per arrivare a quest’altezza ho camminato per sessant’anni per i sentieri della terra e della mente, lasciando orme nel cammino. La raccolta di esse è il blog che state leggendo.
  8. Percorrendo tutta intera la via dell’Eterno ritorno dello stesso si acquista una maggiore coscienza: si va da vita a vita superando la morte, come oggi si va da veglia a veglia attraversando il sonno.
    Si sa che morte e sonno sono fratelli.
    Si sa che gli animali non connettono veglia a veglia come gli uomini e perciò non hanno una Storia, o non come la loro almeno.
    Poi acquisti una Storia di tremila anni, e ci sono già testimonianze di questo lungo periodo in tanti uomini.
  9. La via dell’Eterno ritorno dello stesso è la stessa della metempsicosi, solo che ora è vista e conosciuta nei modi della filosofia, che l’ha spianata , illuminata con la sua luce e segnalata con le sue parole.
  10. Metempsicosi ed Eterno ritorno dell’eguale sono lo stesso tracciato, ma ora esso è anche nella dimensione della conoscenza chiara e distinta. Ora è percorribile quando si vuole, prima solo in momenti eccezionali. Prima non c’era il Ponte sull’Abisso, la coincidenza degli opposti e non si conosceva il segreto della Porta.
    Prima c’era la Metempsicosi. Ora l’Eterno ritorno dello stesso.
  11. La strada della metempsicosi o reincarnazione l’ho spianata, illuminata, segnalata; ho costruito il Ponte sull’Abisso, ho svelato il segreto della Porta; e sono giunto al punto di confluenza degli opposti e alla loro coincidenza.
    E ora quella via ha preso il nome di Eterno ritorno dello stesso.
  12. L’Eterno ritorno dello stesso non è solo un sentiero della natura come si rivela nella metempsicosi, ma un lavoro dell’uomo, che l’ha spianato, illuminato, segnalato. Così apparente, esso è diventato Eterno ritorno dello stesso.
  13. La Reincarnazione è pervenuta all’Eterno ritorno dello stesso, un cammino circolare ora illuminato, segnalato e percorribile normalmente anche nei punti che sembravano invalicabili. Alla fine l’incontro con l’inizio, cioè la coincidenza degli opposti, e c’è il ritorno.
  14. L’Eterno ritorno dello stesso sta a dimostrare che non ti sei perso lungo la strada che va da vita a vita, simile a quella che va da veglia a veglia, attraversando il sonno e la morte.

Giro intero

15 giugno 2015
Disco di Nebra (Età del Bronzo)

Disco di Nebra (Età del Bronzo)

1.
È necessario conoscere il giro intero e i suoi segreti, allora l’eterno ritorno diventa eterno ritorno dello stesso per chi in questa consapevolezza lo percorre. Un tal giro è la filosofia, ritornata a Parmenide ai nostri giorni dopo essere partita da lui venticinque secoli fa (vedi Dalla sapienza alla sapienza seguendo la via filosofica).

2.
Eterno ritorno è sempre: basti pensare alle stelle in cielo e alle stagioni sulla terra. Ma perché diventasse per l’uomo eterno ritorno dello stesso, era necessaria la conoscenza del proprio giro completo. Tale sapere è la filosofia, visione e realizzazione dell’intero cammino circolare umano.

3.
L’assurdità della vita. E ci si accorge di essa specialmente quando si arriva presso la fine, la sponda dell’Abisso, e ci sono pochi modi per superarlo e nessuno finora, sembra, in modo chiaro e distinto. Ora ce n’è uno: la via filosofica dell’eterno ritorno dello stesso (vedi La via dell’eterno ritorno dello stesso. Dalle apparenze all’Essere).

Un giro intero nella luce della conoscenza

6 luglio 2014
Emio Vedova, Ciclo della natura 61-N8 (1961)

Emio Vedova, Ciclo della natura 61-N8 (1961)

Un giro intero nella luce della conoscenza (simile a quelli della natura che portano piante e animali a riapparire in tempi fissi e costanti) è iniziato da Parmenide ed è ritornato a Parmenide. Si tratta di qualcosa di completamente nuovo perché a riapparire ora non è solo la specie nei modi in uso, vale a dire come flusso continuo e ininterrotto di singoli indistinti e indeterminati, che solo apparendo e sviluppandosi si distinguono per l’arco di una vita, ma “lo stesso”. E non sarà morte la sua ma Tramonto, non nascita ma Aurora. Sarà come il sole che prima della scoperta del suo rotondo cammino nella notte si temeva che non ritornasse o che fosse un altro (vedi Compendio. Il cammino misterioso che attraversa il sonno, l’inconscio la morte, parte prima, capitolo 3).
Oggi invece si sa che è “lo stesso”.

Donne e uomini del nichilismo

6 aprile 2014

Mark Rothko, Senza titolo (Nero su grigio) (1970)

Mark Rothko, Senza titolo (Nero su grigio) (1970)

Basta guardare il simbolo del Tao o anche il nostro, il cerchio giallo grigio su campo bianco nero (vedi L’origine del nostro simbolo), per capire qualcosa di ciò che sta accadendo fra uomini e donne in Occidente.
L’uomo ha sempre occupato la parte chiara delle figura, cioè il Giorno. La luminosità della ragione.
La donna prevalentemente l’altra: l’altra metà del Cielo, quello della Notte, dove stanno i sogni e i sentimenti.
Non perciò la donna era irragionevole e l’uomo sempre librato nell’azzurro, ma le tendenze erano queste ed era quanto che li distingueva dopo l’aspetto fisico, anche perché le qualità diverse avevano campi diversi di esplicazione: le donne prevalentemente nella famiglia, gli uomini nella società.
Ora non più. Da alcuni anni sono diventati numerosi gli sconfinamenti e ora c’è l’invasione, soprattutto dalla Notte verso il Giorno. Un tutto grigio che è uno dei tanti aspetti del nichilismo diventato condizione normale, perché l’invasione è mescolamento, promiscuità, scambio di ruoli: uomini e donne formicolanti assieme.
Inoltre il grigiore è entrato anche nei singoli individui, perciò i tanti transessuali e gay.

Schopenhauer vs Hegel

30 marzo 2014
Schopenhauer vs Hegel

Schopenhauer vs Hegel

Le filosofie di Hegel e Schopenhauer sono le due facce dell’“eguale” viste ancora da una parte sola, o prevalentemente da una.
Hegel dell’eguale vede la parte luminosa, eterna, immutabile; Schopenhauer l’altra. E il tutto avviene quasi contemporaneamente – i due filosofi sono coevi – da un punto di svolta della via filosofica, cioè dal Tramonto.
Hegel giungendo dal Giorno e Schopenhauer andando verso la Notte.
I due aspetti, che sono nell’uomo e lo costituiscono, si chiamano anche Essere e Mondo, Realtà e Apparenza, Metafisica e Fisica,  Struttura e Sovrastruttura eccetera.

Lettera aperta a LexMat

24 novembre 2013
Un ritratto di María Zambrano

Un ritratto di María Zambrano

Grazie per il suo Un cammino ed una via d’uscita forse comune a tutti che ci presenta con parole cordiali e di lode.
La via filosofica è tanto lunga (comincia da Parmenide e termina dove è iniziata dopo venticinque secoli di svolgimento) che sarà piacevole percorrerne qualche tratto assieme, come abbiamo cominciato a fare, o visitare luoghi o aspetti che si trovano lungo il percorso. Anche perché, per ora, è una via presa da pochissimi.
Siamo anche d’accordo con lei che  “ci si accorge alla fine, che di fine non si tratta, bensì si è aumentato il proprio bagaglio, l’arsenale per così dire, che ci permette invece di continuare il viaggio per nuovi lidi”. Però il traguardo dove siamo arrivati  non è piccolo, ma quello di una grande e lunga corsa, e sono stati superati ostacoli sovrumani lungo il cammino e svelati segreti. Inoltre le terre raggiunte da poco hanno miniere inesauribili di  preziosi tesori da estrarre per farne uso. C’è la coincidenza degli opposti e perciò la conoscenza da dove si arriva e dove si va, c’è l’eterno ritorno dell’uguale, c’è la vista dal centro di tutto il percorso. Anche la visione del mondo muta, come afferma questo segnale che si trova lungo il cammino: 

C’è un altro regno della luce fuori di Porta,
non diverso ma più lucente dello stellato
e più vivente di un prato a primavera.

Interessante il suo commento dell’opera  della filosofa spagnola María Zambrano, che non conoscevamo. La Zambrano entra a gamba tesa nella filosofia − con tutta la sua natura di donna, vogliamo dire, e non è poco: è l’altra metà del cielo −, ed è ingresso perciò nel lato oscuro. Ma esso può essere raggiunto anche, e soprattutto, come abbiamo fatto noi, arrivando cioè dalla filosofia del Giorno ed entrando e percorrendo la Notte fino alla fine che coincide con l’inizio, o fino all’eterno ritorno dell’uguale. Vale a questo punto il post che abbiamo appena pubblicato, intitolato Postilla alle pagine del Ritorno a Parmenide.
Comunque la Zambrano conferma ciò che è risultato percorrendo la via filosofica col metodo sopradetto: essa non è soltanto luce di ragione o Aurora e Giorno dell’Essere, ma anche il suo Tramonto e la sua Notte, ciò che corrisponde a vita e morte sul piano fisico.
Solo così si può conoscere veramente tutta la via e farne uso.
Cordiali saluti

Profilo filosofico

25 dicembre 2012

René Magritte, La condizione umana (1933)

René Magritte, La condizione umana (1933)

 

Nella nostra concezione, la filosofia, nel suo svolgimento lungo i secoli e fino ai nostri giorni, è stata un cammino che con le tante impronte di passi è diventata sempre più una via circolare, costruita sopra antichi giri della natura, e giunta ora a conclusione, cioè alla fine che coincide con l’inizio.
Ciò che era d’altronde previsto fin dal progetto iniziale, quello pensato ed esposto dai sapienti della Grecia antica, che hanno preceduto i filosofi. Essi hanno visto aprirsi lo spazio luminoso dove il percorso si sarebbe svolto, e lì è cominciata la loro opera. Era l’aurora non solo della filosofia ma di un’intera civiltà, quella greca, che poi si è estesa ed è diventata “Occidente”, chiamata così perché il percorso, partendo dalla Grecia, ha preso subito la direzione del Tramonto, e in tale senso si è svolto fino alla fine.
Questo progetto di via e le prime esperienze sono poi state date in cura ai filosofi e si possono seguire sviluppi e risultati nella lunga storia della filosofia e in quella dell’Occidente intero, guardando le singole opere, collegando i risultati, annotando i tempi dello svolgimento. Gli ultimi dati sono l’opera filosofica in oggetto, dove sono esposti fino alla conclusione, che è l’arrivo in Centro. L’uomo nuovo che nasce da questa esperienza è l’ “eterno ritorno dell’uguale”.
Sono pietre miliari della via ed aspetti e tratti chiari e distinti di essa i seguenti:
− la forma circolare, quella prevista e indagata dai sapienti, specialmente da Parmenide ed Eraclito;
− l’inizio, avvenuto con Socrate, il primo filosofo;
− il Mezzogiorno e il Meriggio, il lungo tratto della filosofia moderna;
− il Tramonto, che comincia dopo Hegel;
− i primi passi nella Notte di Schopenhauer;
− la Mezzanotte, esperienza di pochi finora, il tempo di Nietzsche, Heidegger, Jünger;
− in quel punto c’è la coincidenza degli opposti, il Ponte sull’Abisso, e la Porta;
− la coincidenza degli opposti è il punto dove la fine del giro incontra il suo inizio, o dove la fine della Notte e l’inizio del Giorno sono “lo stesso”;
− il Ponte sull’Abisso era l’impresa più ardua, perché si trattava di superare in modo consapevole ciò che normalmente e comunemente chiamiamo morte;
− dopo il Ponte una Porta, simile ad un valico di frontiera, anzi essa è il primo di ogni altro, il passaggio originario;
− la Porta divide la parte diurna da quella notturna (“separa i sentieri della Notte e del Giorno” ha detto di essa Parmenide, e per Nietzsche si trova alla confluenza di due sentieri, “uno sempre più avanti e sempre più lontano, lungo un’eternità, l’altro all’indietro, sempre più indietro, un’altra eternità” (Nietzsche, Così parlò Zarathustra – La visione e l’enigma);
− perché la Porta s’aprisse, c’era un segreto da svelare, diversamente non si passava nei modi della filosofia, ma anche quest’impresa è riuscita;
− appena dopo la Porta ed uscendo da essa, le indicazioni del Centro;
− quando si arriva in quel punto, da cui un giorno lontano siamo partiti senza sapere portati dalla natura e dal Destino, lì avviene il ritrovamento e riconoscimento di sé;
− il titolo completo di quest’evento è Eterno ritorno dell’uguale, o dello stesso, o del medesimo, quel medesimo che prima non sapeva ed ora invece sa di essere un ritorno;
− da quel punto, tutta la via appare in un solo sguardo.

I pochi che sono arrivati fino ad esso, “che sta dappertutto e la circonferenza in nessun luogo”, l’hanno così espresso:
− è “l’Amor che muove il sole è le altre stelle” (Dante);
− è il “Motore immobile” di Aristotele;
− il Bene di Platone;
− il Noumeno di Kant;
− l’Io assoluto di Fichte, Schelling, Hegel, Gentile;
− il di Jung – insieme di conscio e inconscio, perché la via filosofica che si percorre per raggiungere il Centro è metà nel Giorno e metà nella Notte;
− Boezio l’ha chiamato “il luogo eterno” e l’ha definito “il possesso totale, istantaneo e perfetto di una vita interminabile”;
− da quel presente eterno, Marco Aurelio “ha visto tutte le cose: quelle che furono nell’insondabile passato e quelle che saranno nel futuro” (Marco Aurelio, Pensieri, libro IV, 37);
− Thomas S. Eliot l’ha definito così: “Io posso solo dire, là siamo stati (nel punto fermo del mondo che ruota): ma non posso dire dove./ E non posso dire per quanto tempo, perché questo significa/ collocarlo nel tempo” ( Burnt Norton).

Così è finito il giro della filosofia, quello iniziato in Grecia da Socrate nel lontano IV secolo a. C.: con la conquista dell’ “eterno ritorno dell’uguale”. Ma non termina qui la filosofia. Solo un giro, e si ricomincerà, come riprende la veglia dell’uomo nel giorno dopo il sonno della notte.
Ora riprenderemo vite interrotte, continuando quelle precedenti.

La grande quercia

14 ottobre 2012

La grande quercia che si trova all’incrocio per Arquà Petrarca.
Sotto le sue fronde, io e Isabella abbiamo trovato riparo dalla pioggia durante una gita in bicicletta sui Colli Euganei.
Sotto le sue fronde, al riparo dalla calura, io e l’amico Bruno ci siamo fermati a ricordare i primi anni di scuola e a parlare delle cose eterne.

ALBERI-UOMINI
Essi, senz’occhi per il sole.
E noi, senz’occhi per il Logos.

Essi, gli interni al sole.
E noi, esterni al sole
e interni a Dio.

La grande quercia spoglia

ALBERO D’INVERNO
Io lo conosco il tuo sole che ti veste
e sto cercando chi conosce il mio.

Giovanna

9 settembre 2012

Giovanna, 5 luglio 1985 – mattina

Inosservate sorgono le montagne:
senza sforzo o stanchezza,
senza aiuto né plauso
si elevano le loro violette forme.
Sui loro volti eterni
Il sole guarda a lungo,
sino all’ultimo − d’oro −
cercando compagnia per la sua notte.

C’è il Tao ad un passo dalla poesia di Giovanna, perché anche dal Tao le montagne (e le “diecimila creature”, cioè il mondo) sorgono così, “senza sforzo o stanchezza/ senza aiuto né plauso”, perché il Tao “in eterno non agisce e nulla v’è che non sia fatto”  (Tao Tê Ching, XXXVII, a cura di Fausto Tomassini).
La poesia è appena al di qua del confine da dove spuntano le cose (vedi il post recentemente pubblicato intitolato Mondo, confine, aldilà) e il Tao appena al di là. Fra i due “La porta della misteriosa femmina/ scaturigine del Cielo e della Terra”  (Tao Tê Ching, VI, a cura di Fausto Tomassini).

Un giorno Giovanna (o forse avrà un altro nome) incontrerà la sua poesia e questa nota e sarà colta da misteriosa e profonda malinconia e vorrà capire. Perché di là, nel Tao, (un appellativo dell’Essere e viceversa) c’è l’eternità, ma di qua l’individuazione, ciò che più conta per ognuno.