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Occidentali e musulmani a confronto (visti dalla filosofia e dalla sapienza che l’ha generata) — Terza parte: l’attentato

1 giugno 2017

Charles De Steuben, Bataille de Poitiers en octobre 732 (1834-37)

L’abbiamo già scritto: l’uomo è Essere e Apparenza, o appartiene all’uno e all’altra. Ma andando per la via dell’eterno ritorno si può trovare più da una parte che dall’altra.
È quello che sta capitando attualmente a occidentali e musulmani, e i primi stanno in maggior misura dalla parte dell’Apparenza o Mondo e i secondi da quella dell’Essere o Dio.
Sono perciò, gli uni e gli altri, delle metà separate e disperse che non si incontrano, o quando accade non si riconoscono e si scontrano. Questa è l’origine della tragedia che stiamo vivendo, di cui l’ultimo atto è la strage di giovani a Manchester.
Non si può non vedere, dunque, che ciò accade perché gli uni e gli altri sono manchevoli entrambi, e quel che manca ad uno è quel che l’altro è. Manca l’Essere agli occidentali e l’Apparenza ai musulmani, manca cioè la metà di sé a ognuno, o essa è nascosta.
E se questo loro distruggersi non fosse che un disperato desiderio di volersi, per completarsi a vicenda? Allora si farebbe davvero un passo avanti. Verso l’integrazione reciproca sarebbe quell’andare, e non verso la distruzione.

Un modo di volersi anziché distruggersi lo può offrire la filosofia. C’è quella occidentale, che sta riportando all’Essere dopo il giro del mondo. Ma anche i musulmani hanno una tradizione filosofica non indifferente: nel loro splendido passato ci sono Al-Kindi, Al-Farabi, Al-Ghazzali. Ci sono soprattutto Avicenna e Averroè.

Perciò ecco che comincia ad apparire la soluzione, che è una destinazione.
Per gli occidentali è quella espressa qui, vale a dire continuare la via filosofica fino alla fine del giro e attraversare il Ponte sull’Abisso da cui si accede all’Essere, per diventare Essere e Apparenza assieme.
Per i musulmani è riprendere la via filosofica, che è la stessa dell’occidente, ma per loro ferma in terra di Spagna, da quando Carlo Martello li affrontò e vinse a Poitiers, nel 732 d.C. Una vittoria che lasciò l’Occidente da solo sulla via filosofica, a continuarla fino al punto da dove è partito. A continuarla, cioè, anche oltre l’Europa, fino all’America, alle sponde dell’Oceano Pacifico, e all’Oriente dove avviene la coincidenza degli opposti. Partiti dall’Oriente, in Oriente si ritorna. Questo è il vero modo di essere mondani: compiendo l’intero giro sul terreno e nel pensiero.

Accadrebbe ai musulmani ciò che è già avvenuto in Occidente dopo il Medioevo, dove i contendenti erano la Chiesa e lo Stato. Si avrebbe cioè il confronto fra un pensiero e l’altro, fra teologia e filosofia, e poi il faticoso l’accordo: a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.