Idea […] Irrealtà

Hans Holbein il Giovane, Ambasciatori (1533)

Hans Holbein il Giovane, Ambasciatori (1533)

IDEA
1.
Idea è dove assurgono le cose.
2.
Idea: è la cosa che viene dalla notte/ entra e tramuta nella parola luna.
1a.
Ergersi con la vita e valicare significa/ raccogliere e legare e poi guardare e usare/ com’è accaduto in un altro inizio./ È tutta qui l’Idea di questo mondo:/ in poche note e in tanto combinare.

IDEALISMO – IDEALISTI
1.
Io li chiamerei così: coloro che si sono accorti/ del sogno che stanno sognando.
2.
E ciò vuol dire che si sono un po’ svegliati e hanno visto./ O che si trovano fra il sonno e la veglia/ e percepiscono un altro stato.
3.
Il sognante che si sveglia e ricorda/ è l’uscente dalla Porta.
4.
La vita, altrimenti, è uno stato di sogno/ dove il sognatore non si sveglia./ Ma chi in passato si è svegliato già ci ha detto/ che è soltanto apparenza questa vita.

IDEAZIONE
1.
Il perché della cosa lo conosce Iddio/ che ha tutte le vite che precedono e seguono quella umana./ Ma però noi sappiamo che la cosa si scompone/ fino al protone, elettrone, positrone…/ Si arriva fino al nulla della cosa/ se poi la vita non ricompone e ridispone.

IGNOTA PRESENZA
1.
L’Ignota Presenza è il sole per i fiori/ che però appare nell’esistenza umana./ E Ignota Presenza – dico il suo aspetto -/ è il Logos per l’umano,/ che apparirà se si sormonta questa vita.

ILLIMITATO
1.
Tutte le onde che può dare il mare/ stanno nel mare ma sono Illimitate.
2.
Però di punto in punto si potrebbero contare.
3.
L’illimitato perciò è scorrimento/ ben visibile nell’onda sulla spiaggia.
4.
È vita che continua in un racchiuso.
5.
Sospetto che così è l’universo.
6.
Così è ogni vita dentro i corpi:/ pianta, animale, uomo.
7.
Uscire ancora è ciò che conta, e vedrai/ la luce che ha tessuto la vita superata.
1a.
Illimitato è il movimento che è incluso in un finito/ e che non esce come l’onda dal suo mare.
2a.
Illimitata è la vita delle piante dentro il sole/ e quella degli umani dentro il Logos.
3a.
Sono sfere di vita il sole e il Logos.
4a.
Non c’è punto di partenza e non c’è arrivo/ dentro la sfera della propria luce,/ perché la cecità è l’interno della sfera.
5a.
La visione avviene sugli esterni/ da un interno cieco per chi guarda.
6a.
Gli esterni sono finiti sormontati, cioè le cose,/ e ognuna ha in sé movimenti illimitati.
7a.
Ogni nostro movimento prefissato/ avviene nelle sfere d’altri tempi.
1b.
Dove nasci e ti risvegli è l’Illimitato:/ onde del mare, nuvole nel cielo,/ movimenti dei pianeti e delle stelle.
2b.
E le tue giornate nell’Illimitato sono come segni sulla sabbia/ in riva al mare, o fra le nubi che trascina il vento./ Anche il giro del sole è Illimitato./ Non c’è limite nel cielo al suo ruotare.
3b.
Portare annotazioni di un andare da mondo a mondo/ mi sembra il risultato della sortita da qui, da questo mondo.

ILLUMINAZIONE
1.
Nel lungo cammino della storia dell’Evoluzione che continua,/ da alcune migliaia di anni è stato possibile/ ad un singolo esistente che vi partecipa di conoscerla e viverla./ Quell’esistente è l’uomo. La conoscenza dei suoi meccanismi/ è un’attività della scienza, mentre vivere l’avvenimento/ vedendolo in se stessi è filosofia e soprattutto sapienza./ E non la sapienza deriva dalla scienza, ma questa da quella./ Cioè prima bisogna illuminarsi e vedere per poi cercare e conoscere.
2.
Noi poi sappiamo che l’Illuminazione e completa visione/ della condizione umana è accaduta venticinque secoli fa.
1a.
Ogni volta che si esce nella luce c’è Illuminazione.
2a.
Quella di Buddha non è diversa da ogni nascita./ Ci sono soltanto piani diversi di comprensione.

ILLUSIONE – VERITÀ
1.
Nell’Illusione dove ci troviamo io compio sessant’anni/ e l’universo è vecchio e grande quindici miliardi di anni luce./ Ma nella Verità nulla si muove per avere misure.
2.
Un grande sapiente l’ha già detto:/ nella Verità nulla si muove e il tempo non trascorre./ E il suo più grande discepolo l’ha dimostrato:/ Achille non raggiunge mai la tartaruga.

IMBESTIALIMENTO
1.
Ci troviamo in una fase di sorpasso./ L’Imbestialimento è progressivo dalla parte che rimane.

IMMAGINI
1.
Le cose sono Immagini dentro a specchi di tempo.

IMMENSO
1.
Se dico Immenso di Dio parlo di cosa,/ di cielo per esempio e non di Dio./ Di traccia rimasta e non di vita./ Immenso per esempio è l’abbandono,/ Immensa la solitudine e il silenzio.
2.
Immenso non appartiene mai al divino,/ ma al suo cammino di stella in stella/ o per varchi di bellezza./ E’ misura estrema d’uomo anche l’Immenso.
3.
Camminare con la vita è un lasciare cose/ e rivoltarsi a guardare il superato./ E’ così che viene un po’ ricuperato il mondo è l’uomo./ Ma Immenso è l’abbandono.
4.
C’è un immenso cui diamo delle facce./ Una faccia dell’immenso è questo mare/ e il tramonto del cielo sulle sue acque.

IMMERGERE
1.
Quelle (le alghe) sono Immerse nell’acqua, gli alberi nell’aria,/ e noi siamo Immersi nel pensiero./ Poi tutti insieme, corpi vegetali e animali,/ siamo Immersi nel fuoco (la luce del sole./ Ogni qualità della vita è dentro ad un elemento/ ed emergendo da quello cambia di natura./ Ma rimane la sua cosa nella terra, nell’acqua,/ nell’aria, dentro il fuoco, o nel pensiero./ Lo aggiungo io quest’ultimo elemento.
2.
Il diventare cosa non è più la vita/ ma ripetizione di un antico suo viaggio./ E’ visione che ci appare da lontano./ Il tutto sormontato è questo mondo.
3.
I segnali che qui s’incontrano sono posti ad indicare/ che non c’è più la vita su quello che rimane,/ ma parvenza o maschera di un’antica condizione.

IMMOBILE
1.
Anche noi siamo Immobili nell’altra luce,/ come gli alberi nel sole./ E chiamiamo “vivere per la morte” l’inutile aspettare./ Incamminati nella vita noi siamo ora lì bloccati.
2.
Ma quest’albero che vedo sta ora ad indicare/ che è stata superata una barriera antica.

IMMORTALITÀ
1.
Ho passati tanti anni della mia vita a cercare l’Immortalità/ e qualcosa ho trovato d’importante,/ forse il progetto intero./ Ma mi sono però troppo allontanato/ dai sentieri battuti dagli altri/ che più nessuno mi vede e mi sente,/ anche se materialmente mi trovo/ in mezzo a loro.

IMMORTALI – MORTALI
1.
Il modo più semplice d’essere Immortali/ è ignorare la morte/ come accade alle piante e agli animali,/ accontentandosi della vita quando arriva./ Ma ormai siamo rimasti contagiati/ dall’ossuta megera con la falce/ e non c’è finora antidoto che vale,/ fuorché quello che sto sperimentando./ Si vedrà in seguito se è efficace.

IMMUTABILE
1.
Il tempo che passa/ per l’Immutabile natura non passa:/ lo dice la parola./ Perciò è solo apparenza quel mutare.

IMPERSCRUTABILE
1.
Ancor più Imperscrutabile di Dio/ è tutta la notte del divino.

IMPRIGIONATO
1.
Ma non vedi che è tutto Imprigionato ciò che esiste!/ La luna spunta nel posto prefissato/ e gira sempre uguale nel suo cielo,/ il sole sorge e tramonta senza posa./ Quindi è comandato e disposto all’obbedienza questo mondo.
2.
Prigionieri nel cielo stelle, luna, sole./ Solo l’uomo cambia il suo passo sulla terra.

IMPRIMERE – IMPRIMITURA
1.
Ho già Impresso in qualche parte/ – in articoli e manoscritti certamente, anche altrove -,/ le idee di circonferenza estrema e della Porta d’uscita./ E capiterà ormai che altri le trovino.
2.
Poi delle stesse cose ci sono Imprimiture,/ una all’inizio e l’altra in questa fine del ciclo di sviluppo.
3.
Io devo raccontare solo una cosa/ e tutto il resto, semmai, è spiegazione:/ devo dire che è tempo di varcare/ il confine della vita che ci contiene.

IMPRONTA
1.
Tu che sei vivo sei il piede e il passo,/ da cui l’Impronta poi è decifrata.

IMPROPONIBILE
1.
Improponibile è il Vocabolario che racconta un’avventura vera/ che è maggiore della più accesa fantasia.

INCOGNITO
1.
Forse sono anch’io un viaggiatore in Incognito,/ non noto neppure a me stesso,/ che ha fatto tappa nelle terre degli uomini,/ dove a maggio fioriscono le rose/ e lo stellato è una mappa del cammino.

INCOLLOCARE – INCOLLOCATO
1.
L’Io può essere un tutt’uno che può andare dal nulla fino a Dio./ Ma qui tu sei dentro ad una casa – il tuo corpo –,/ e collocato in un luogo limitato:/ sono questi i tuoi ambiti di vita./ E fuori c’è l’Io incollocato:/ il destino, la necessità, il nulla, Dio.
2.
Si vuole dall’interno di una cosa/ e con vista limitata dalle mura – si guarda solo da pertugi -,/ vedere di più di quello che si può./ Ma per spaziare di più tu devi uscire/ montando su te stesso per vedere.
3.
Con questo mezzo e in questa dimensione,/ c’è limite di trasporto e di viaggio.

INCONCEPIBILE – CONCEPIBILE
1.
Quello che arriva ad ondate sul vivente è Inconcepibile/ perché sta prima del suo Concepimento, cioè del suo ingresso/ per le porte dei sensi e della sua elaborazione e proiezione/ che formano le cose e aspetti che vediamo.
1a.
Quando la “realtà virtuale” sarà disponibile e diffusa/ e per molte ore della giornata si entrerà in essa/ per motivi di lavoro oppure per gioco,/ allora si comincerà a capire l’inganno di una credenza/ quasi universalmente diffusa e accettata./ La credenza che questo mondo sia “vero” nel modo come oggi l’intendiamo:/ cioè che ci sia il luminoso globo del sole dentro il cielo azzurro/ o la pallida luna dentro lo stellato/ indipendentemente dagli occhi, dal cervello e dalla mente./ Questo è l’Inconcepibile a cui prestano ancora fede/ anche innumerevoli filosofi e scienziati.
2a.
Io dico in ogni modo queste cose perché anche dalla “realtà naturale”/ si potrà uscire ad occhi aperti spegnendo e accendendo – io credo –,/ il sistema mente – cervello anziché precipitare ogni volta/ nei baratri dell’indistinto e nelle tenebre.
1b.
L’Inconcepibile che sta dietro le visioni.
2b.
Si può anche comporre con l’Inconcepibile,/ come con le parole rime e canti./ Ma rimane l’Inconcepibile e l’indescrivibile alla base.
3b.
I quark, i neutroni, i mesoni… sono vocali e consonanti dell’inconcepibile./ Ma anche vocali e consonanti sono già composizioni.
4b.
Allora se non si trova il fondo, se non si arriva in cima,/ si rimane così solo sospesi. E anche inizio e fine della vita/ sono punti d’attracco dell’ignoto.

INCONSCIO
1.
L’Inconscio è il sonno dell’umanità/ di cui ogni membro è contagiato,/ perché ogni uomo è specchio del totale./ E il sonno dell’umanità con i suoi sogni di risveglio/ è nella parte a notte dell’Intero.
2.
Ma ora il sogno che sogniamo è quello appresso all’Alba,/ quello che si dice che è il più vero,/ quello che ti sveglia e lo ricordi.
1a.
Un semicerchio di Inconscio è stato ritagliato/ e già un po’ conquistato,/ quello che occorre per congiungere/ la fine della vita cosciente con l’inizio di un’altra./ Così non c’è più separazione né l’oblio.
1b.
L’Inconscio diventerà come l’oceano/ che ormai si attraversa normalmente,/ perché il primo tentativo appare riuscito.
1c.
L’Inconscio è la notte della coscienza,/ dove coscienza è il ritorno giornaliero di una luce/ come quello del sole sulla terra.

INCONTRI
1.
Nella vita s’Incontrano gli antichi,/ i sogni in una luce persistente.
1a.
L’Incontro di un atomo con un sogno,/ innumerevoli volte diffuso e ripetuto,/ è la figura che ti appare e chiami mondo.

INDETERMINATO
1.
Quand’è Determinato acquista un nome e una misura./ Anche il Dio delle religioni – cioè nome Dio in quei contesti -,/ è soltanto un aspetto dell’Indeterminato.

INDICAZIONI
1.
Dove mi trovo è già passato Iddio/ – tutto l’esistente racconta il suo cammino./ Ed io che sono rimasto su quell’antica traccia,/ ricalcando le sue orme sono giunto alla parola.
1a.
Tutti i vocaboli e i loro testi/ sono Indicazioni rivolte all’uscita dalla Porta.
1b.
Queste Indicazioni che segnano il cammino/ dalla Porta del Giorno e della Notte che si è aperta/ per lasciarci entrare, fino alla stessa Porta/ che si sta riaprendo perché possiamo uscire,/ ci sono, cioè esistono./ Quindi non andranno perdute anche se non saranno,/ per ora, comprese ed accettate./ Ciò che può andare perduto/ è semmai questa traduzione di esse./ Ma siccome ci sono, saranno rincontrate/ quando si riprenderà per questo passo del finire.
2b.
Io vado per il cammino del Tramonto e della Notte/ scoprendo e raccogliendo i segnali per l’uscita,/ la quale corrisponde ad un’altra Aurora.
3b.
Delle Indicazioni che compaiono in questa raccolta/ si può dire: sono Indicazioni che si trovano/ lungo il cammino che conduce alla Porta del tempo,/ e il cammino diventa visibile e percorribile con le Indicazioni./ Ed esse, a loro volta, appaiono quando sono tradotte.
4b.
La visibilità dell’Indicazione/ è la sua traduzione dall’indistinto.
1c.
C’è un’invisibile che si fa parola, frequentemente ormai./ E ogni parola è un’Indicazione.
1d.
Non sono poesie né pensieri, ma soltanto traduzioni di segnali segreti./ Ora che appaiono nel linguaggio, la loro successione e ordinamento/ segnano un cammino che conduce alla Porta del Giorno e della Notte./ Se si raggiunge quella meta e si trapassa,/ si esce dalla sfera del pensiero razionale nella quale/ siamo entrati circa venticinque secoli fa,/ iniziando la filosofia e la civiltà che ancora abitiamo.
1e.
Tutte queste Indicazioni si traducono alla fine/ nel tracciato di un cammino e in un passaggio di frontiera./ Ma quando la via sarà rettificata, molte di esse scompariranno./ E quando diventerà aperta strada, rimarranno soltanto le principali.
1f.
Indicazioni di un cammino che porta alla fine/ di questa tappa dell’evoluzione umana, e all’inizio di un’altra.
2f.
Volge alla fine questa condizione umana,/ e quindi anche quest’immagine del mondo.
1g.
Queste sono Indicazioni per uscire dalla mente,/ dove mente è il trascendentale, cioè il teatro,/ dove da venticinque secoli si dà questa rappresentazione/ cui tutti partecipiamo./ Ma la rappresentazione sta volgendo alla fine/ anzi per alcuni è già finita, e si spengono le luci ad una ad una/ e calano le ombre e poi la Notte.
1h.
Tutte le Indicazioni segnano un solo cammino./ Il cammino conduce fino al confine, davanti da una Porta./ Io l’ho seguito segnale dopo segnale, passo dopo passo, e sono arrivato./ Ora sto raccontando quel viaggio.
1i.
Io vi lascio le Indicazioni dell’uscita/ da questa prigionia che si ripete./ Le ho raccolte in un tentativo di sortita.
1l.
C’è modo di arrivare al confine della mente/ e di uscire da essa seguendo queste Indicazioni./ Ma ci vuole fede e coraggio per riuscire.
1m.
C’è un sogno comune e generale degli abitanti dell’Occidente che chiamiamo mondo,/ continuamente sostenuto e mantenuto dalla specie umana./ Ma ora uno della specie vuole uscire, e indica il cammino/ a tutti gli altri, e ai più vicini chiede di seguirlo.
2m.
Il cammino verso il confine è iniziato da molto,/ anzi sono già apparse le Indicazioni di esso e il passaggio.
3m.
Sono le Indicazioni di un cammino verso l’oltre uomo,/ ma ciò non significa l’abbandono dell’uomo,/ ma la salita di un gradino e l’aumento di una strato.
1n.
Queste Indicazioni segnano il cammino/ fino all’uscita dal dominio del pensiero razionale,/ che scienza e tecnica hanno ormai ridotto/ a terra conquistata e perciò a pietra sormontata.
1o.
Il luogo dell’immortalità/ può essere raggiunto/ seguendo queste Indicazioni./ Esse però formano un labirinto/ dove si perderà la maggior parte.

INDIVIDUO – INDIVIDUAZIONE
1.
Fino allo sbocco nel giorno dell’Essere/ tutto avviene secondo natura/ seguendo la via della specie./ Poi comincia l’Individuazione/ che io credo di aver portato a termine/ seguendo la via della conoscenza,/ e percorrendola da inizio a fine/ dove questi estremi s’incontrano e coincidono.

INDURRE
1.
Io devo concentrarmi sulla luce/ che induce il sole ad apparire.

INESTRICABILE
1.
Seguendo la via della ragione/ c’è tutto il labirinto da affrontare e vincere/ per giungere al punto dove si esce.
2.
Ed è davvero Inestricabile, angoscioso,/ faticoso, pauroso, questo cammino.
3.
Ma per esso c’è anche la poesia che aiuta e salva.
4.
Un volo di poesia e si supera un abisso/ e si passa sopra un nodo Inestricabile.

INFATICABILE
1.
Anche l’infaticabile onda che si frange/ può diventare voce che ti chiama al risveglio,/ se sognerai ripetutamente di camminare sulla riva.

INFORMARE
1.
V’Informo su avvenimenti che voi conoscete/ dalla storia dell’evoluzione, come gli innumerevoli mutamenti/ avvenuto lungo il cammino della vita,/ ma che non credete che altri seguiranno, soprattutto ora/ che domina l’idea che l’uomo s’è fermato ed è finito/ e che saranno le intelligenze artificiali a sopravanzarlo./ Ma io vi dico che questa è una follia e che l’angelo è vicino./ Forse è già nato.

INFORMAZIONE
1.
Sono flussi d’Informazioni tutte le cose,/ che captate diventano apparizioni.

INGRESSO – USCITA
1.
Una cosa è certissima per chi arriva fino alla Porta e la supera:/ che un intero ciclo della vita umana gli diventa noto,/ cioè tutta la dimensione o sfera dove ha vissuto per ventisei secoli/ e di essa soprattutto Ingresso e Uscita./ Quindi se rivive quel passato egli sa do dove viene e dove va.
2.
Io già così vivo, e se ora verso l’Uscita/ sono diretto è perché ricordo.
3.
Nella totalità che ha nome Dio,/ un suo congiunto percorre una sua Marca,/ fra siepi e fiori ai lati dei due sentieri.
1a.
Io da nessuna parte vedo il morire./ Un Entrare e Uscire è questa vita.
2a.
E ora è tempo dell’Uscita e della festa,/ lungo il sentiero su prati di genziane.
3a.
Io percorrerò ad occhi aperti la strada dell’uscita/ per ritrovare ad occhi aperti quella dell’ingresso./ Perché l’una e l’altra sono la stessa cosa.
4a.
Ciò che ti solleva fino al pensiero,/ se lo esprimi nel visibile/ è un aspetto della luce.
5a.
Dopo di quelli che percepiamo come sole e come stella,/ ci sarà l’Essere e il Logos in altri occhi.
6a.
Preparati a ricevere e vedrai.
1b.
È difficilissimo vedere l’Uscita – e anche soltanto immaginarla –,/ perché da millenni siamo contenuti in un vastissimo e complicatissimo bacino/ e comunemente e normalmente è sconosciuta e ignorata/ la Porta che è servita per l’Ingresso.
1c.
È tutto lì il segreto della terra e del cielo:/ racchiuso in forme rotonde,/ belle alla vita, che hanno Ingresso e Uscita./ Lì s’Entra e da lì si Esce, si cade e si sale,/ si muore e si risorge, aumentati e moltiplicati,/ Come il seme di miglio dalla terra.

INIZIO
1.
Dallo sguardo che abbraccia scocca la parola/ come la freccia del Dio che divinava.

INOSSERVABILE
1.
Accettiamoli pure i mai osservati/ e Inosservabili elettroni, protoni, neutroni…/ Sono dati che entrano dai sensi/ anche se non si sa cosa sono (onde, corpuscoli…?)/ Ciò che conta è che con essi costruiamo/ tutti gli aspetti che chiamiamo cose/ e il loro insieme che si chiama mondo.
2.
E accade dunque che innumerevoli Inosservabili/ diventano visibili e ordinati dopo il trattamento uomo.
3.
Perciò i sapienti antichi hanno già detto/ che c’è il caos prima e il mondo dopo.
4.
Caos è perciò quello che sta fuori.
5.
Percorrendo a ritroso il cammino lo vedrai./ Ma procediamo a senso unico per ora.
6.
Siamo una presenza nel mondo e non nel caos,/ e partecipiamo alla festa delle forme e dei colori.

INQUITARE
1.
Se non entrassi con l’antico, cioè col corpo,/ non potrei Inquietare e deturpare.
2.
Il presente dell’umano è la mente, ma non il rimanente,/ e cioè la radice (il cervello) e la terra antica che chiamiamo corpo./ Perciò si modifica e si Inquieta.

INSEGNARE
1.
È importante che si Insegni che noi siamo entrati/ in questo globo luminoso che chiamiamo Logos.
2.
Si entra in ventri di sviluppo e di evoluzione/, io direi, e si esce dopo maturazione.
3.
E rimarranno queste sacche:/ terra, ventri animali, giorni del sole, sfera della storia./ Sono la continuità e la varietà della manifestazione queste sacche.
4.
Una collana di perle, dunque:/ di lucenti globi che chiamiamo luci/ e di sfere opache che chiamiamo terre.
5.
È importante che si Insegni che siamo entrati/ e quando, dentro a questo dominio luminoso.
6.
La data è conosciuta: è scritta/ sui libri, è incisa sulle pietre.
7.
Parmenide ha raccontato quell’ingresso/ e quando è entrato l’ha veduto/ questo luminoso globo incatenato.
8.
C’è quindi da Insegnare che si può uscire/ da dove si è entrati un giorno antico,/ se si possiede la chiave della casa.
9.
Io so che si può aprire quella Porta/ per uscire e vorrei Insegnarlo./ Dopo venticinque secoli di ricerche e di conquiste/ il possesso totale è avvenuto.
1a.
Io Insegno la strada di confine/ e il varco per passare.
1b.
Io Insegno all’Occidente/ il cammino che attraversa la sua Notte./ Con un arco a tutto tondo l’attraversa./ Non c’è oggi conoscenza più importante di questa,/ perché ci troviamo sull’orlo dell’abisso/ dove si può cadere al gran completo/ e si chiama anche fine di civiltà il suo fondo inesplorato.
1c.
In questa rappresentazione che chiamiamo mondo,/ sia pure in modo provvisorio e instabile manteniamo l’identità personale,/ vale a dire siamo un io, con un nome, un aspetto,/ e impronte assolutamente distinguibili da quelle di tutti gli altri io./ E non è ancora così che si deve continuare? Se la risposta è sì,/ la continuazione non potrà mai essere la perdita della propria identità/ per sciogliersi nel tutto, sia esso la natura o Dio,/ ma il superamento dei limiti che ci costituiscono i quali, fra l’altro, sono noti./ Sono il sonno, l’inconscio, la morte.
2c.
Io Insegno a continuare sulla via intrapresa/ dalla natura e poi dalla cultura per formare l’Io,/ quest’unità che dice di sé “io sono”, “io esisto”./ E la continuazione sta spingendosi oltre i confini/ costituiti dal sonno, dall’inconscio, dalla morte,/ anzi si può già dire che in un certo modo/ – vale a dire da parte di alcune avanguardie –,/ quelli abissi sono stati superati.

INSINUAZIONE
1.
Le insinuazioni della scienza sulla realtà del mondo/ si stanno aggiungendo alle apparenze di Parmenide,/ ai sofismi di Zenone, al punto senza dimensioni di Euclide,/ alle categorie e intuizioni a priori di Kant.

INTELLETTO
1.
La vita ha un dirigente della vita/ come il cantiere ha il capo, un ufficio il direttore,/ una nazione il presidente o il re./ Intelletto chiamiamo quel superiore.

INTERESSANTE
1.
Sono dei mortali, non sono Interessanti,/ afferma chi ha scoperto quel passaggio.
2.
Sono dei mortali, non sono Interessanti./ Sono meno di una viola o altro fiore/ che ritornano ad ogni primavera/ immutati ed immutabili.
1a.
Quel che dice e fa l’uomo che muore/ non m’Interessa più./ Sono segni e figura di uno scomparente.
1b.
Mi pare che muoiono tutti, anche i più famosi/ senza neppur dirci dove vanno a finire./ Perciò quei personaggi non sono più interessanti,/ ora che è tempo di immortali.

INTERNATO
1.
Internato dentro di me, come un seme nell’inverno./ Poi il chiamato dalla luce s’apre e sboccia.

INTERNO – ESTERNO
1.
L’Interno del pensiero è un dominio conquistato,/ anche se si continua a perfezionare la conquista./ L’Esterno è invece la superficie di una sfera/ da cui l’Interno appare dalle maglie.
2.
E dalla nuova superficie appare il sole,/ se si guarda dentro per i fori della maglia,/ ma a misura d’atomo mi sembra.
3.
Questo macrocosmo là diventa breve,/ sta nell’interno della sfera che si lascia.
4.
La visione dell’Interno e la misura/ dipendono dai fori della maglia.
5.
Quando usciremo dall’Interno dove ci troviamo,/ ci apparirà tutta intera e tutta in una volta questa abitazione,/ come l’ha già vista qualcuno quando siamo entrati ventisei secoli fa./ Essa ha la forma di una sfera ed è immutabile ed eterna./ Ma questa volta ognuno che uscirà potrà vederla:/ vedrà la Porta dell’ingresso che è la stessa dell’uscita/ e comprenderà così principio e fine./ Perché “sulla circonferenza il principio e la fine/ sono insieme raccolti, sono lo stesso”.

INTERO – METÀ
1.
Bisogna essere uomo e donna/ insieme, uniti nell’amore/ per formare un Intero./ Altrimenti ci sono solo metà.

INTRAVEDERE
1.
Vorrei parlare della luce/ che si traduce in parole nell’umano,/ ma non vedo ancora. Intravedo appena.
2.
La luce che ha sollevato ed agita/ l’oceano di numeri e parole nell’umano,/ non so bene cosa sia.
3.
Gli illuminati dalla luce dell’Aurora/ l’hanno chiamato Logos,/ ed io che sono arrivato nel Tramonto/ Logos richiamo.
4.
Che qualcuno debba prendere la direzione della notte/ anziché ricadere sempre nella vita umana,/ è indubbio ormai.
1a.
Si sale da profondità quando si giunge/ a Intravedere ancora.
2a.
La vita sale alla luce quando una luce chiama,/ come accade al fiore che sboccia sulla cima./ Il rimanente (il fusto, i rami),/ sono canne di salita o vita sedimentata,/ o multistrato di sollevamento.

INTRECCIO
1.
Da questa lontananza temporale/ apro punti di luce dentro il cielo/ e li porto alla mente: ecco la vita.
1a.
Il mondo è Intrecciato fino al nodo uomo,/ che è l’ultimo che chiude questa tela.
2a.
Una smagliatura accade se c’è un nodo che si scioglie:/ ma c’è chi subentra e lo riprende.
3a.
Se si sciogliessero tutti i nodi/ cadrebbe questo disegno.
4a.
Se s’Intreccia ancora, il nodo viene superato/ e rimane un legame sulla tela.
1b.
Se la mia mano scende fino al fiore/ s’Intreccia un legame di fratelli.

INTRECCI DELLE LUCI
1.
In una cosa del sole come il viso/ spunta il sorriso che appartiene al Logos.

INTRODURRE
1.
C’è da notare che l’apparizione della cosa/ nelle sfere di luce come il sole e il pensiero/ avviene con un veste che l’ammette e l’Introduce.
2.
Io Introduco il cielo a punti di luce seminati dentro l’ombra/ e annuncio il casato delle stelle: Acquario, Sagittario
3.
Se collaborano il cielo e il mare al vestimento/ (un orizzonte tempestoso sta salendo,/ comprimendo la luce che di più risplende),/ io Introduco di più questa mattina,/ fino al pensiero, e annoto questa festa.
4.
Con un bel manto verde si presenta il mare/ e un azzurro intenso veste il cielo.
1a.
Io Introduco alla visione di altre tenebre e altre luci/ che gli occhi del corpo non percepiscono./ Essi colgono soltanto sfere interne collassate.

INTROVABILE
1.
Questo mondo di forme e di colori, di suoni e di sapori,/ sarebbe Introvabile se non ci fosse l’uomo./ Mondo così è la sua elaborazione e presentazione/ e nessun altro potrebbe suscitarlo.

INVIATO SPECIALE
1.
Io, l’Inviato Speciale ai confini del pensiero,/ dove c’è il passaggio dall’uomo razionale all’oltreuomo.

INVISIBILE
1.
Il vuoto è pieno d’Invisibili./ L’azione della vita è di renderli visibili/ perché ad essi appartengono le terre sconosciute/ dove ci perdiamo e soccombiamo.
2.
Una di esse è la terra da dove si arriva,/ un’altra quella dove si precipita:/ quella prima dell’ingresso in questo mondo/ e quella dopo l’uscita da esso.
3.
Una terra misteriosa ha nome morte.
4.
Ed io non mi sarei messo in quest’avventura/ se assieme all’umanità di cui faccio parte/ non fossi ineluttabilmente gettato fuori/ dalle terre conosciute./ Cosa che non è poi tanto lontana/ e che può sempre accadere all’improvviso.
5.
Il fuori dalla vita ha nome morte.
6.
E perciò mi sono messo nell’avventura/ ora che non è più impossibile o illusoria./ Non lo è più da quando sappiamo che il Logos,/ che è stato il Giorno della nostra civiltà,/ ha anche la Notte tenebrosa./ Ed è la sua Notte la terra misteriosa.

INVITARE
1.
Per la via di confine vi ho Invitati,/ fino al passo laggiù sul cerchio estremo.

INVOLUCRO
1.
La Porta che si apre sul confine della mente/ è un occhio che si forma su un Involucro.

IO
1.
Io sono un cercatore di futuro.
2.
Io sono tempo di chiusura e indicazione.
3.
Come tempo di chiusura ripeto il crudo inverno:/ è il pensiero che disseca e atterra./ L’indicazione è la parola di poesia.
4.
Io non mi colgo che in un momento solo/ e in innumerevoli momenti della vita/ e lascio passi in me del mio passaggio.
5.
Io sono un’alta cima conquistata/ e sormontata da chi si è posto in cima.
6.
Ci sono le premesse del ritorno eterno:/ giorno e notte ancora./ Giorno è la nostra vita e notte la sua morte,/ ed Io scorgo la stella che giunge a illuminare./ Stella sono Io se mi conduce Iddio,/ lungamente preparata dalla vita.
7.
Ma Io sono figlio del cielo dico alle stelle/ e vado qui con dio nel mio cammino./ Voi siete invece ferme a un passo antico.
8.
Se qualcuno mi chiede cosa sono,/ dico che ho messo ali al mio pensiero/ e seguo il tramutare della vita.
9.
Io trascino la vita nell’uscita/ e c’è bellezza soprattutto e canto/ e andando t’incontri con l’incanto/ di godere di te e di aspettarti.
1a.
Passando a strati il tempo come su giorni,/ vorrei incontrare me stesso giunto a riva/ e vedere cosa ha espresso la mia vita:/ come la forma e quale il suo colore/ e cosa apporta a chi sta fuori questa luce.
1b.
Io, un viaggiatore della vita/ che ha saputo un po’ come si entra/ e che guarda dalla Porta dell’uscita.
2b.
Il mio corpo e la mia mente sono una strada,/ che attraversa il luogo fino all’uscita.
3b.
Immutabile è l’uomo se è una strada o un tratto del cammino,/ ma io ho percorso la mia fino all’uscita./ Uomo è la parte che rimane.
1c.
Sollevati dalla luce il fiore ed Io,/ ma nessuno dei due vede il suo cielo.
1d.
Io cammino all’interno di me guardando fuori.
2d.
I fori sono gli organi di senso.
3d.
L’abitante ha nome vita e ha nome Io/ quand’è così raccolto dentro la casa.
4d.
Io: l’abitazione è una sola che m’appare,/ inconfondibile e forse irrepetibile,/ e uno solo è l’abitante che è entrato/ e che uscirà dalla mia casa.
5d.
L’unico abitante di una struttura individuata:/ un Io, insomma, come ognuno qui si chiama.
1e.
Io sono la parola della mia luce/ come il fiore è il colore del suo sole./ Logos è il mio astro illuminante.
1f.
Io sono un punto della vita/ come una stella è un punto della luce.
1g.
Se vuoi sapere di più/ devi lasciare questa rappresentazione/ che avviene in un teatro sferico.
2g.
Dentro a questa sfera ognuno partecipa/ come attore e come comparsa, cioè è un Io.
3g.
Io è la partecipazione obbligatoria/ dal momento che si entra nella rappresentazione./ Perciò ci viene dato un nome e si viene presentati./ E poi c’è chi si fa avanti ed è chiamato/ e chi rimane fra la folla.
1h.
Io sono un filo naturale dell’evoluzione./ Non mi sono mai soffermato più di tanto/ sulle mappe dei territori del Logos/ né sui suoi scopritori: i filosofi,/ Ma ho captato i loro messaggi e ho camminato.
1i.
Io sono creatura di confine:/ fra il Giorno e la Notte è la mia casa.
1l.
Io che conosco il segreto dell’andare/ affronterò e valicherò cieli ed abissi.
1m.
Io il fuor di misura della conoscenza edificata in Logos.
1n.
C’è un misterioso personaggio che chiamiamo Io/ (conosciamo soltanto questo suo nome)/ che intende lasciare i territori interni ed esterni/ (le profondità del cuore e le altezze delle stelle)/ di cui un po’ s’accorge e che un poco abita,/ perché un varco s’è aperto per uscire./ E perché uscendo può vedere un po’ di più,/ e un po’ di più sapere di se stesso e della vita./ Ecco perché c’è dipartita e avventura.
1o.
Questo che lampeggio sulla cima/ – la cima d’uomo –, ha nome io,/ ma finora è un bagliore che si spegne.
1p.
Il mio ultimo abitante: l’Io,/ ha già superato l’ultimo confine conosciuto,/ quello misterioso che videro i sapienti nell’Aurora/ e che qualcuno ha rivisto nel Tramonto.
2p.
Il cervello è il mezzo, l’Io il pilota.
3p.
In questa corsa che si chiama vita una cosa rimane da accertare:/ se si sfascia la macchina finisce anche il pilota?
4p.
Io so già che c’è confine e varco,/ ma Io sono solo avanguardia è riferisco./ E m’attendo che incominci la conquista.
5p.
Indubbiamente nel Vocabolario c’è ogni dettaglio del cammino./ Ma neppure io di ognuno non so più com’è né dove si trova.
1q.
Io sono un cammino che conduce fuori.
1r.
C’è quell’indefinibile Io sulla mia testa,/ che usa gli occhi del corpo per vedere,/ orecchie per sentire, naso per annusare./ Che ha conquistato e edificato una tenuta/ ed essa è il mondo.
2r.
Dell’Io è difficile sapere,/ perché è il comandante e il resto è truppa,/ e da lassù arrivano solo ordini e comandi.

INVEDUTO
1.
Finché ognuno è uomo/ un occhio non c’è per il Dio dell’uomo.
1a.
Verso gli Inveduti io mi spingo.
2a.
In cammino verso gli Inveduti, superando l’ultimo animale.

INVIARE
1.
Inviato nella vita, sei cieco alle tue spalle.
2.
Sempre c’è e sempre non c’è l’uomo.

INVISIBILE
1.
È l’Invisibile che vede il visibile./ In tal modo è apparsa la mia mente.
2.
Ma se Invisibile è ciò che vede/ e non è visto, è l’Essere direi.
3.
L’avanti senza cosa ha nome Dio.
4.
Non è disgiunto l’Essere dall’ente,/ ma sta davanti, non si vede, non si coglie./ Ma vede e coglie l’Essere dall’ente.
1a.
È Invisibile la vita, e appena un fiato/ la parola che trabocca.
2a.
Vivo nell’Invisibile: il mio cielo./ Trasparente all’occhio che rileva solo cose.

INVITATO
1.
Ma dove sono io che pur mi sporgo/ e arrivo a cosa dentro la mia luce?/ E’ la luce che conta e non son io./ Invitato alla festa io mi chiamo.

INVITO
1.
È in corso un processo di caduta./ Il restare terra su terra è già un destino./ Però io chiamo da qui e Invito a uscire.

IRREALTÀ – REALTÀ
1.
La Realtà è un’Irrealtà così ben congegnata/ e ripetuta, che sembra sia la sola vera.

Una Risposta to “Idea […] Irrealtà”

  1. emmanuelstorage Says:

    Meraviglioso…grazie per i segnali. Grazie per questo blog.

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